Tecnologia

Gli elettrodomestici? Andranno addomesticati

  • Abbonati
  • Accedi
Ces 2018

Gli elettrodomestici? Andranno addomesticati

In fondo era meglio la casa dei Pronipoti (The Jetsons), ricordate? Quella del cartone animato con la cameriera robot in grembiulino, il cibo in pillola e la auto volanti. Quella rappresentata qui al Consumer Electronic Show di Las Vegas è invece una casa che finalmente sa di futuro, che parla, ascolta e dovrebbe imparare a risolverci i problemi di tutti i giorni. Dovrebbe, almeno in teoria. In realtà nasconde una complessità che neppure il futuro distopico rappresentato dalla serie tv Black Mirror poteva osare di immaginare. Immaginate quindi di entrare a casa, usare lo smartphone per controllare la televisione che a sua volta controlla il frigorifero che a sua volta controlla cosa è scaduto e cosa non lo è. Per capire lo stato di decomposizione del cibo servono delle etichette intelligenti o in alternativa un buon occhio perché è possibile sbirciare sempre con il telefonino dentro al vano della verdura per controllare il colore della nostra frutta.

lg cloi robot

Il cuore della casa, come negli anni Settanta, resta la televisione. Tutto merito dell’invasione degli assistenti virtuali che quest’anno hanno posseduto in massa gli elettrodomestici di casa, con una spiccata preferenza per il piccolo schermo e gli speaker con il display. La possessione demoniaca di questi software dotati di piccoli pezzettini di intelligenza artificiale si estende anche al frigo, anch’esso dotato di schermo e di voce per ricordarci l’agenda della giornata, quanto tempo impiegheremo per andare al lavoro e quali ingredienti mancano per il nostro piatto preferito. Anche il processo di preparazione dei pasti si svilupperà attraverso una conversazione con l’Ai della casa. Una volta selezionata una ricetta, il frigorifero invierà automaticamente le informazioni a un forno connesso, mentre l’assistente vocale ci guiderà verbalmente in ogni fase del processo. Sempre a comando, potremo anche accedere e ascoltare le nostre canzoni preferite, abbassare il volume alle casse del figlio chiuso nella sua stanza e rispondere al videocitofono.

Samsung

Quella descritta non è un prototipo, è più che altro un format. È la casa intelligente secondo alcuni dei principali attori dell’elettronica di consumo come Samsung, Lg e Whirlpool. È una casa che esiste e che si potrà già da quest’anno acquistare (a pezzi) senza spendere cifre esagerate. Non c’è nulla di cui avere paura. La casa intelligente non va giudicata a caldo ma compresa. In tutte le sue più inaspettate declinazioni.

Da un punto di vista squisitamente tecnologico nasce grazie alla convergenza di due fenomeni: l’Iot (internet of thing) e il boom degli assistenti virtuali. Siri, Google assistant, Cortana, Alexa, Bixby, Nina saranno presenti nel 2020 in più di 26 miliardi di oggetti connessi. Sulla palla ci sono tutte le grandi piattaforme come Amazon, Google, Microsoft Tencent Baidu e Ibm.

Quello che è accaduto in brevissimo tempo, spiegano gli analisti, è che questi software grazie alla pervasività del cloud sono diventati facilmente integrabili in tutti i dispositivi della casa. Per dirla in modo semplice, ai produttori di elettrodomestici non costa nulla dotare di “intelligenza” i propri prodotti. Costa invece farli parlare tra loro. Il che significa stabilire le regole del gioco e adottare standard comuni. A parole sembrano tutti d’accordo ma di solito l’interoperabilità è lo scoglio competitivo che divide e ha diviso finora le grandi piattaforme. Vedremo se con l’intelligenza artificiale avranno l’intelligenza di mettersi d’accordo e creare un ecosistema libero e aperto.

Lavatrice Whirlpool

Per chi ci vive in casa invece, cambia la relazione con l’eletrodomestico. Perché, per la prima volta, andrà addomesticato. Anzi, almeno all’inizio saremo noi a dovere imparare da lui. E non sarà affatto semplice, come ha dimostrato la scena muta di Cloi, il robot domestico di Lg che alla sua prima uscita ufficiale si è impappinato sul palco, restando zitto in diretta streaming mondiale. Osservati in azione gli speaker intelligenti animati da Google Assistant hanno funzioni ancora limitate. Sono sempre in ascolto, si attivano quando pronunci la frase “Hey Google”, e capiscono tutto quello che diciamo.

Cambia il nostro modo di intendere la privacy, non tanto in senso normativo ma di relazione con le cose: avere delle casse che ci ascoltano ci renderà in qualche modo più trasparenti, più assertivi forse più efficienti ma nel bravissimo periodo, siamo convinti, non ci renderà la vita migliore. Per quello ci vogliono i Jetson e i robot che stirano, asciugano e piegano le camice e i vestiti. Ci vogliono cose semplici.

© Riproduzione riservata