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Da Nintendo Labo a Skylanders. Quando il videogioco esce…

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Da Nintendo Labo a Skylanders. Quando il videogioco esce dall’ortodossia del digitale

Nintendo ha inventato giocattoli di cartone da assemblare con la sua console Switch. Ne ho parlato qui. Una scelta fuori dall'ortodossia del videogioco. E non è la prima volta. In passato sono molti i tentativi di passare dal digitale all'analogico. Di uscire dagli schemi degli schermi. Di alzare la testa per guardare oltre all'interattività classifica.

Ogni volta che qualcuno ha osato giocare fuori dalla tradizione ha suscitato il tifo da parte di addetti ai lavoro, osservatori di cose tecnologiche e della stampa. La sperimentazione e la creatività generano ottimismo e danno speranza perché danno una prospettiva di futuro. Non sempre questo entusiasmo ha però portato fortuna.

Chi si ricorda i libri interattivi Wonderbook di Playstation? Una intuizione brillante: libri da sfogliare che una volta inquadrati dalla telecamera di Playstation prendevano vita con animazioni digitali ed effetti speciali sullo schermo del televisore.Era una sperimentazione di realtà aumentata prima che trovasse l'equilibrio che ha oggi. In realtà di aumentato c'era poco. Il potenziale non era in discussione. L'utilizzo però non era semplice e sopratutto non era a prova di bimbo. Il progetto insomma non decollò.

Gli Skylander di Activision furono invece un successo planetario. Pupazzetti di plastica dotati di chip che proiettano un proprio avatar digitale dentro i videogiochi. Ne hanno venduti centinaia di milioni generando 4-5 miliardi di dollari di ricavi. A Disney non è andata altrettanto bene. Disney Infinity, in tutto e per tutto simile a Skylanders ma con i volti dei personaggi Disney, non ha superato i tre anni di vita. Meglio è andata a Nintendo che pur arrivando dopo Activision ha venduto quasi 30 milioni di Amiibo in due anni e continua a venderne a differenza di Activision che sembra voler mollare progressivamente la presa. Dopo il lancio di Skylanders Imaginators, le cui vendite sono state decisamente al di sotto delle aspettative, non sono previsti nuovi pupazzatti per quest'anno.

Come funziona

Nintendo è sempre un discorso a parte. E' la migliore quando si tratta di ragionare fuori dagli schemi. Senza scomodare la Wii, che rappresenta la console più innovativa della storia, ma concentrandoci solo su accessori o idee di gioco ricordiamo la Wii Balance Board, quella sorta di bilancia per giocare e fare ginnastica che ha per certi versi anticipato e ispirato l'industria moderna del wearable e del fitness.

Un successo non solo quindi commerciale ma anche culturale come è stato anche Pokémon Go, la prima applicazione che ha saputo sfruttare la realtà aumentata. L'app realizzata da Niantic per la prima volta ha saputo contaminare in modo convincente il videogioco con la realtà, spingendo il videogiocatore a uscire dai proprio luoghi culto (divano, cameretta, salotto). Quelle descritte sono quasi tutte storie di successo che non durano in eterno. Qualcuno si ricorderà la moda dei videogiochi musicali come Rock Band e Guitar Hero, che hanno impazzato per tre anni e poi sono scomparsi. Sembrerebbe che fuori dallo schermo gli esperimenti abbiano una durata limitata. Come i replicanti di Blade Runner. Sarà interessante capire se Nintendo Labo rappresenterà il replicante 0, quello senza data di scadenza.

Qualche freccia Nintendo storicamente ce l'ha. Come detto, sono gli unici che si possono permettere di ragionare fuori dagli schemi. Mettere insieme le costruzioni di cartone e cartoncino con i sensori della Nintendo Switch oltre che essere una intuizione di pregio è anche un modo di trasferire la creatività del mondo dei maker in un universo più regolamentato come quello del gaming. E' scacco matto, se arriveranno idee e supporto dalla comunity dei gamer. Se così fosse per la prima volta assisteremo alla nascita di una nuova linea di giocattoli davvero interattivi.

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