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L’ex fabbrica si risveglia con gli artisti digitali

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innovazione sociale

L’ex fabbrica si risveglia con gli artisti digitali

Dal silenzio dell’abbandono al suono e luci di una nuova vita. Così a Schio una ex fabbrica rinasce grazie a una call internazionale rivolta ad artisti multimediali, sound artist e compositori. Grazie una macchina del suono e a una piattaforma digitale i partecipanti alla residenza online “giocheranno” con l’edificio rendendolo sonoro e luminoso. Il progetto Deus Ex Fabrica segna la fase conclusiva del percorso di rigenerazione culturale e urbana “FabricAltra”, promosso dal Comune di Schio insieme alla Fondazione Teatro Civico di Schio.

Ideato e curato dal collettivo di artisti professionisti D20, con il coordinamento scientifico del Laboratorio di management dell’arte e della cultura dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, il progetto fa leva sulla creatività degli artisti per restituire alle persone una parte della cittadina, la Fabbrica Alta, disegnando poi una destinazione futura.

La prima deadline della call è il 10 febbraio e fino al 21 marzo ognuno dei novi artisti avrà una settimana di residenza per interagire da remoto: una sofisticata piattaforma tecnologica permetterà loro di creare composizioni uniche e site-specific. Gli artisti potranno dunque interpretare i dati provenienti da sensori posizionati ad hoc, generare visuals sul ledwall della facciata della costruzione e processare in tempo reale il suono di un carillon meccanico azionato tramite computer.

Deus Ex Machina: suoni e visioni

Utilizzando materiali reperiti nelle stanze abbandonate del fabbricato, il collettivo D20 ha costruito una macchina del suono, con martelli che percuotono pezzi di telaio, bracci meccanici che sfregano lamiere, martelletti che picchiettano vecchi trofei ritrovati negli uffici. Inoltre un archivio di suoni, nuovi e di repertorio, catturati e digitalizzati (dei vecchi telai, del lavoro quotidiano nella fabbrica, ecc.) potranno essere usati e manipolati dai compositori come una tavolozza “musicale”. Allo stesso modo, la facciata della fabbrica diventerà un enorme schermo di luci e colori, i cui effetti saranno resi visibili all’artista, durante la sua sperimentazione a distanza, grazie a una webcam puntata sull’edificio.

I partecipanti potranno comporre i loro pezzi e le installazioni sonore utilizzando i software Supercollider, Max/MSP, Pure Data. Gli input e gli output sono già mappati tramite un’interfaccia audio e endpoint Osc, da utilizzarsi secondo la personale visione artistica di ciascuno. Il lavoro potrà contenere materiale campionato, tracce multimediali fixed-media, audio di sintesi, sequenze di composizione algoritmica.

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