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Dossier Bitcoin, la Corea del Sud vuole mettere fine all’anonimato

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    Dossier | N. 71 articoliCriptovalute: bitcoin e le altre

    Bitcoin, la Corea del Sud vuole mettere fine all’anonimato

    (Reuters)
    (Reuters)

    La Corea del Sud mette in atto la tanto annunciata linea dura nei confronti del Bitcoin puntando a mettere fine all’anonimato degli scambi. Le autorità di Seul hanno annunciato stamane che le banche locali saranno costrette a vietare operazioni provenienti da conti anonimi per il trading in criptovalute a partire da settimana prossima in modo da poter rendere tracciabili e trasparenti le transazioni e mettere un freno al riciclaggio e alle attività criminali, oltre che alla speculazione e all’evasione fiscale.

    Le quotazioni del bitcoin si sono ridimensionate: dopo aver toccato ieri un picco a ridosso di 12.000 dollari, attualmente gli scambi osicllano attorno a 10.700 dollari, con una flessione che non appare particolarmente significativa per un mercato abituato ad alta volatilità. Ma la minaccia di una stretta in Estremo Oriente aveva già avuto effetto settimana scorsa, quando il Bitcoin e le altre criptovalute avevano lasciato sul terreno un quarto del loro valore in un paio di giorni. La criptovaluta più famosa ha sostanzialmente dimezzato le quotazioni dal picco di quasi 20.000 dollari toccato a metà dicembre.

    Le misure di Seul

    Il vice presidente della Financial Services Commission coreana, Kim Yong-beom ha spiegato in un briefing alla stampa che le misure, in vigore dal 30 gennaio, prevedono l’obbligo per le banche di identificare i possessori dei conti in criptovalute, insieme al divieto di trading per i residenti all’estero che non hanno conti correnti bancari in Corea e per i minori di 19 anni. Da settimana prossima saranno banditi anche tutti i conti esistenti utilizzati per le criptovalute.

    Il trading in questo settore è diventato una vera e propria mania in Corea, che ha coinvolto decine di migliaia di persone, coinvolgendo anche giovanissimi e casalinghe, attratti da facili guadagni.

    Oltre all’obbligo di identificare i possessori dei conti, alle banche viene imposto un monitoraggio di tutti i conti che movimentano più di 10 milioni di won (poco più di 9.300 dollari) al giorno o 20 milioni di won la settimana e la segnalazione alle autorità finanziarie dei conti detenuti da aziende e di attività sospette.

    “Ci aspettiamo che gli exchange che sono a rischio di essere utilizzati per il riciclaggio di denaro siano espulsi dal mercato”, ha affermato Kim. Un funzionario governativo ha detto a Bloomberg che “il Governo sta ancora discutendo al suo interno se alzare il tiro con un bando totale per le criptovalute”.

    Una stretta globale

    Dopo il boom dell’anno scorso, che ha fatto salire a oltre 800 miliardi il valore complessivo delle criptovalute e che ha visto un’esplosione incontrollata delle valute, arrivate a quasi 1.500, le autiorità finanziarie globali hanno lanciato segnali per arrivare a un controllo più stretto del mercato di strumenti che si fondano proprio sull’assenza di regole e di autorità di controllo.

    In attesa che si arrivi a una definizione sulla natura delle criptovalute e che si stabilisca una regolamentazione da parte delle Banche centrali e delle autorità di vigilanza, l’Europa si è mossa per adeguare le misure antiriciclaggio alla nuova realtà. L’Italia ha fatto da apripista recependo le regole Ue inserendo gli operatori in criptovalute tra quelli che sono assogettati alle disposizioni antiriciclaggio.

    La Ue ha annunciato di avere allo studio un progetto complessivo di regolamentazione del settore fintech, comprese le criptovalute, mentre il tema sarà sul tavolo del prossimo G20 a marzo.

    Dal punto di vista strettamente finanziario, dopo l’avvio dei contratti futures a Chicago, sia al Cme che al Cboe, la Sec ha respinto settimana scorsa la richiesta di quotare Etf sulle criptovalute, proprio in considerazione dell’altissima volatilità e della possibilità di manipolazione delel quotazione e di utilizzo per scopi fraudolenti.

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