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Ecco Monster Hunter World: la caccia ai mostri è aperta

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Ecco Monster Hunter World: la caccia ai mostri è aperta


La serie Capcom non è molto conosciuta dalle nostre parti, ma questo non gli ha impedito di vendere, dal suo debutto a oggi, oltre 40.000.000 di copie, sebbene soprattutto in Giappone e su console portatili Nintendo. Con Monster Hunter World, la storica software house, che non è ancora uscita del tutto dal pantano organizzativo e amministrativo in cui si è infilata un decennio fa, prova a conquistare il resto del mondo riportando questa peculiare caccia ai mostri su console casalinghe (dal 26 gennaio su PlayStation 4 e Xbox One, in autunno anche su Pc), quelle da divano e tv per intenderci, sfruttando così, per la prima volta nella sua storia, anche un'infrastruttura per il gioco online finalmente al passo con i tempi. Di conseguenza non è mai stato così facile giocare a Monster Hunter con gli amici, e questo non è un aspetto da sottovalutare in un gioco che, nonostante funzioni sufficientemente bene in solitaria, dà il meglio in compagnia di altri cacciatori.

Il diabolico meccanismo che ha permesso a Monster Hunter di divenire così popolare è semplice da capire, ma decisamente complesso nelle sfumature. Lo scopo del gioco è cacciare creature primordiali per poi farne armi e armature, da utilizzare poi contro bestie sempre più grandi e pericolose. L'approccio però non è quello dell'action game vecchia scuola: Monster Hunter ti spiazza con un ritmo e una profondità di gioco tipica dei simulatori, qui però prestati a un mondo e a delle regole di fantasia. Questa scelta si ripercuote nel sistema di combattimento ragionato, nella dedizione necessaria per comprendere davvero bene le diverse armi, in un ecosistema credibile e naturalmente nella straordinaria caratterizzazione del bestiario.

Il trailer

Gli obiettivi delle cacce non hanno vistose barre in cui viene mostrata l'energia rimanente come avviene di solito, ma la risposta agli attacchi sferrati andrà letta nei loro comportamenti, che possono variare anche in base all'ambiente circostante. Monster Hunter World non è un gioco imbrigliato nelle sue stesse regole, ma queste sono state utilizzate dagli sviluppatori per renderlo il più dinamico e autonomo possibile. Il risultato di questo approccio sono battute di caccia dallo svolgimento sempre diverso anche quando l'obiettivo è lo stesso, dove le cose possono andare improvvisamente male per colpa di un altro sauro che irrompe nella scena o improvvisamente bene, con la volta di una caverna che crolla sulla testa della vittima designata sotto i colpi della sua stessa coda. Monster Hunter, e questo World non è differente, sa anche essere un gioco particolarmente rilassante: le battaglie più impegnative richiedono preparazione e ci vuole tempo per raccogliere le provviste necessarie. La costruzione di trappole, la trasformazione di erbe in pozioni e fare la conta delle munizioni passa anche attraverso escursioni mirate, che a seconda delle necessità possono anche includere piacevoli sessioni di pesca. Nel gioco non mancano trama e missioni principali anche se Monster Hunter potrebbe farne tranquillamente a meno: è nell'ammaliante routine che si viene lentamente a creare, nelle estenuanti cacce che possono durare più di un'ora, che si nasconde il segreto di un successo che ha finalmente tutte le carte in regola, e questo sappiamo può non bastare, per essere replicato anche fuori dal Giappone.

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