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Lotta alle fake news e al cyberbullismo: la scuola si apre…

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Lotta alle fake news e al cyberbullismo: la scuola si apre all’educazione civica digitale

Foto Ansa
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Se Facebook crede che possano essere gli utenti e riconoscere le notizie false, è necessario che ciascuno abbia gli strumenti adeguati per riconoscerle. D’altra parte sviluppare spirito critico, consapevolezza e responsabilità negli studenti di fronte alla nuova realtà dei media digitali è ormai uno dei compiti prioritari della scuola di oggi di fronte ai comportamenti a rischio, dalle fake news al cyberbullismo, dal trolling alle campagne di odio in rete. Per questo il ministero dell’Istruzione ha messo online la piattaforma di educazione civica digitale, con l’obiettivo di fornire materiali e contenuti messi a disposizione da soggetti diversi per educare alla convivenza attiva e partecipativa nella nuova società digitale.

Si tratta di materiali messi a disposizione dei docenti, dalla primaria alla secondaria superiore, il più possibile sotto forma di unità didattica per avviare un percorso curricolare definito per i ragazzi. I contenuti, messi a disposizione da un centinaio di soggetti esterni (tra cui anche Nòva24-Il Sole 24 Ore), saranno arricchiti entro fine mese in modo da permettere alle scuole di tenerne conto per la preparazione dei piani formativi. L’obiettivo del Miur è arrivare a costruire gli “obiettivi di competenze” (per livelli e gradi di scuole) che affiancheranno i contenuti già presenti e permetteranno alle scuole di costruire i curricoli verticali, lungo tutto il percorso scolastico.

Formazione adeguata al digitale

Come si afferma anche nel decalogo stilato dal Miur per l’uso del cellulare a scuola, l’innovazione non va subita ma può diventare opportunità se accompagnata da un’adeguata educazione che si basi su spirito critico e responsabilità. «Spirito critico perché è fondamentale - per studenti e non solo (docenti e famiglie sono altrettanto coinvolti) - essere pienamente consapevoli che dietro a straordinarie potenzialità si celano profonde implicazioni sociali, culturali ed etiche», afferma il “sillabo” che introduce i principi dell’educazione civica digitale.

E responsabilità “perché i media digitali, nella loro caratteristica di dispositivi non solo di fruizione ma anche di produzione e pubblicazione dei messaggi, richiamano chi li usa a considerare gli effetti di quanto attraverso di essi vanno facendo. Solo spirito critico e responsabilità possono costruire «la capacità di saper massimizzare le potenzialità della tecnologia (in termini di educazione, partecipazione, creatività e socialità) e minimizzare quelli negativi (in termini di sfruttamento commerciale, violenza, comportamenti illegali, informazione manipolata)».

Necessariamente la formazione riguarda anche - e in via prioritaria - i docenti, spesso impreparati a padroneggiare non solo dal punto di vista tecnico i device digitali. Il Miur mette a disposizione 5 milioni di euro per la formazione dei 25 milioni per la formazione (fase 2) del Piano Nazionale Scuola Digitale (circa 5 milioni di Euro, per formare persone in ogni singola scuola), e una copertura dei costi per la progettualità in classe fino a 60 ore all'anno per i prossimi due anni, a valere sul Pon cittadinanza e creatività digitale.

Dai social media alla creatività

I materiali messi a disposizione da attori esterni, in una sorta di chiamata di corresponsabilità sono organizzati in cinque aree che vogliono coprire l’intero spettro di tematiche connesse con l’avvento del web e del digitale. La prima parte è incentrata proprio su internet e sulla sua architettura come «metafora del cambiamento del nostro tempo» con la comprensione delle sfide e del valore della neutralità della rete e della governance, insieme alle conseguenze e alle trasformazioni dei modelli economici.

Accanto a questo c’è una seconda parte sull’”educazione ai media” sociali, sia in termini della dimensione dell’individuo, a partire dalla privacy come difesa della propria e rispetto di quella altrui, che dell’aspetto della socialità, con la necessità di sviluppare la consapevolezza del ruolo delle azioni e delle conseguenze. Connesse c’è tutta l’area dell’”educazione all’informazione”: «Tra le competenze di base essenziali per ogni aspetto della vita, rientra la capacità di cercare, decodificare e utilizzare consapevolmente e criticamente l’informazione», sapendo quindi valutare provenienza e credibilità delle fonti in modo da poter avere le difese adeguate per evitare “fake news” sempre in agguato in rete.

Il quadro è completato da un’area più tecnica legata a “quantificazione e computazione”, in relazione allo sviluppo delle competenze di base in campo matematico-statistico per la gestione dei dati e dell’intera economia che ne deriva dalla loro lettura e dall’estrazione di significato.

Ma il digitale è anche un’opportunità per abilitare nuove produzioni culturali , frutto dell’utilizzo di multimedialità, interattività, ipertestualità e interfaccia come strumenti per comunicare ed esprimere la propria creatività. Ed è questa l’ultima parte in cui è suddivisa la piattaforma. Quella che guarda allo sfruttamento del digitale per il racconto di sè e del mondo futuro.

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