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Come cambia la tv: dai “pollici” all’intelligenza…

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Come cambia la tv: dai “pollici” all’intelligenza articiale

I consumatori americani amano gli schermi di grandi dimensioni, ma non sono i più esigenti in fatto di Tv extra large. Chi c'è davanti agli utenti a stelle e strisce? I cinesi. Le ultime proiezioni di Gfk ci dicono infatti che la dimensione media dei televisori venduti negli Stati Uniti dovrebbe superare i 52 pollici nel 2020, mentre in Cina si supereranno i 54,1 pollici. In Giappone non si andrà a superare i 40 mentre gli acquisti dei consumatori europei si avvicineranno, per dimensione del pannello, a quelli d'Oltreoceano, con una media stimata di 48,9 pollici. Più in generale, questo dicono gli esperti, i televisori non solo stanno diventando sempre più grandi, ma anche più intelligenti.

Il 68% di tutti gli apparecchi oggi venduti hanno funzionalità smart, mentre il 32% supportano la tecnologia Ultra-high definition (Uhd) 4K. Juergen Boyny, Senior Vice President Consumer Global Consumer di GfK, ha definito non a caso la Tv come “il nuovo cinema e il prodotto di prima scelta, dopo gli smartphone, per i consumatori digitali: l'approccio dell'utente medio è quello di avere entrambi i device, un piccolo schermo che è il telefonino e un grande schermo che è il televisore”.

Schermi giganti e Oled: ecco la ricetta per i Mondiali di calcio
Non ci sarà la nostra nazionale, ma i dati di vendita più recenti fanno pensare che molti italiani si siederanno in poltrona a godersi lo spettacolo pallonaro davanti a schermi maxi formato: gli apparecchi oltre i 55 pollici rappresentano ormai oltre il 30% delle vendite, contro il 20% di un anno fa, e il taglio più apprezzato in assoluto, anche per effetto della riduzione delle cornici, è proprio il 55 pollici. “Bigger is better”, insomma, e anche il recente Ces di Las Vegas ha confermato la tendenza. Se guardiamo ai dati diffusi da IHS Markit, scopriamo inoltre che nel 2017 c'è stata una vera e propria impennata di domanda in Europa per gli apparecchi 4K e che il venduto previsto per quest'anno potrebbe superare quota 100 milioni di unità, con una crescita a 130 milioni entro il 2021. La stessa società di ricerca ha confermato anche il boom annunciato per gli schermi Oled: negli ultimi dodici mesi le consegne sono cresciute del 133% anno su anno, toccando il picco assoluto a novembre, con 270mila apparecchi distribuiti, sui circa 1,4 milioni complessivi.

L'intelligenza artificiale? Migliorerà l'interazione con il device
Se alla voce qualità (risoluzione) dell'immagine il verbo dell'ultra definizione è ormai noto alla maggior parte dei consumatori, la nuova frontiera è l'esperienza di intrattenimento. Il valore aggiunto non sono più (solo) le app pre-installate sulla smart Tv ma gli assistenti virtuali (Google Assistant, Alexa di Amazon e via dicendo) e la possibilità di interagire con questi per accedere a una vasta gamma di servizi. Per gli schermi flessibili e i televisori 8K, invece, c'è tempo. I primi, come ha spiegato al Sole24ore.com Diego Cavallari, Business & Marketing Director di Philips TV Italia, “sono un esercizio tecnologico che vedremo forse sul mercato nei prossimi anni, i secondi sono destinati a un'adozione lenta da parte dei consumatori perché i contenuti, salvo eccezioni in vista delle Olimpiadi di Tokyo del 2020, non ci sono ancora”. L'intelligenza artificiale, invece, è qualcosa di reale ma rispetto ad alcuni precisi principi. “Il Tv – sottolinea il manager - non è un personal device ma rimane un family device e gli algoritimi sono lo strumento per la taratura in automatico di alcuni parametri, per l'aggiornamento e la proposta su misura dei contenuti per l'utente. Il televisore che fa qualcosa di rivoluzionario perché dotato di intelligenza artificiale è ancora tutto da capire”. Inutile quindi pensare a schermi magici, anche perché una smart Tv è mediamente poco utilizzata in alcune sue funzionalità avanzate, non è oggetto di interazione e non è vista come cervello pensante per controllare altri device. “Non c'è ancora piena convergenza fra smartphone e televisore e lo dicono i dati di consumo di questo device: difficile pensare al Tv come Hub della casa connessa perché lo schermo dovrebbe essere accesso H24. La presenza degli assistenti virtuali a bordo, questo sì, porterà benefici in linea con l'esperienza d'uso degli stessi sullo smartphone e migliorerà il livello di interazione, l'accesso ai comandi e alle funzionalità dell'apparecchio”.

Meglio Oled o Quantum dot?
Quale tecnologia offre le prestazioni visive migliori? La domanda è sempre d'attualità dai tempi del plasma e della sfida (persa) con gli Lcd. “Ogni tipologia di schermo ha peculiarità diverse: l'Oled garantisce un contrasto elevatissimo e quindi neri perfetti, i pannelli QLed Quantum dot offrono una gamma cromatica superiore”, dice Cavallari, secondo cui i televisori ultrasottili con pannello alimentato a diodi organici diventeranno nel medio termine sempre più apprezzati dai consumatori, per ragioni estetiche e per il fatto che scenderanno ulteriormente di prezzo. In casa Philips, non a caso, hanno deciso di puntare su entrambe le tecnologie con il valore aggiunto di Ambilight, il sistema che diffonde luci e colori su tre lati in funzione delle immagini visualizzate sullo schermo. “Rimane il problema di come esaltarne gli effetti nel punto vendita ma i consumatori ne hanno apprezzato i benefici emozionali. Per questo lo integreremo su tutta la gamma, anche sui Tv di fascia bassa e sui piccoli formati da 24 e 32 pollici”.

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