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Dalla beneficenza alla prevenzione dei suicidi, ecco come Facebook diventa…

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il colosso di menlo park

Dalla beneficenza alla prevenzione dei suicidi, ecco come Facebook diventa «buono»

(Afp)
(Afp)

Fare beneficenza, donare sangue, prevenire suicidi: quello appena iniziato è, per Facebook, l’anno del sociale. Dopo gli strumenti per aiutare gli utenti a riconoscere le fake news arrivano quelli per le buone azioni. Mark Zuckerberg li ha chiamati «prodotti social good» e Anita Yuen, strategic partner manager Social Good Facebook, li ha presentati a Milano alle associazioni no profit. L’idea di fondo è che l’uso del social network sta cambiando: prima ci si connetteva per condividere momenti belli, adesso «le persone si riuniscono su Facebook per aiutarsi tra di loro nei momenti di difficoltà».

Beneficenza

Probabilmente vi sarà già capitato di trovarvi di fronte a un post in cui un vostro amico annuncia un raccolta fondi per il suo compleanno. Non si tratta di una colletta a suo favore, ma di un nuovo strumento di Facebook disponibile in Italia da pochi mesi. In pratica, ogni utente può raccogliere fondi per una causa a cui tiene: Prima del loro compleanno, Facebook proporrà agli utenti un messaggio con il quale si consente loro di creare una raccolta fondi. L’utente potrà selezionare un’organizzazione no profit e i suoi amici saranno invitati a supportare la causa. Dal mese di novembre 2017, tutte le commissioni di Facebook sulle donazioni fatte alle organizzazioni no profit sulla piattaforma
non vengono addebitate.
Inoltre, attraverso l’applicazione Fundraiser di Facebook gli utenti e le organizzazioni possono collegare le loro campagne di raccolte fondi esterne a Facebook alle raccolte fondi di Facebook: quando le persone collegano la campagna di raccolta fondi a Facebook, viene creata una raccolta fondi di Facebook che si sincronizza con la pagina della campagna dell’organizzazione no profit.
Chi gestisce una pagina ha, anche, la possibilità di inserire il nuovo pulsante “Fai una donazione” attraverso il quale gli utenti possono mandare il proprio contributo economico a quell’associazione restando all’interno della piattaforma Facebook. L’obiettivo implicito del colosso di Menlo Park è questo: far sì che le persone vivano connessi al social network, dando loro la possibilità di effettuare una serie di azioni direttamente dal proprio profilo.

Donazioni di sangue

Un’altra funzione «social good» è quella che consente alle persone di indicare con facilità che sono disposte a donare sangue. Allo stesso tempo le persone che ne hanno bisogno, le banche del sangue e gli ospedali possono connettersi più facilmente con i donatori attraverso Facebook. Lo strumento ideato dal team di Zuckerberg funziona così: i donatori compilano un modulo contenente informazioni opzionali come il gruppo sanguigno e se sono già donatori; le persone, le banche del sangue e gli ospedali che hanno bisogno di sangue creano una richiesta o un evento di donazione di sangue volontaria, includendo le informazioni relative al luogo in cui è necessaria la donazione e le informazioni di contatto. I donatori nelle vicinanze ricevono una notifica: quando viene inviata una richiesta o pubblicato un evento, i donatori nelle vicinanze ricevono un messaggio che comunica loro la possibilità di donare sangue. Sta ai donatori, a quel punto, decidere di rispondere indicando la loro disponibilità.

Prevenzione dei suicidi

Negli ultimi anni i social network sono stati il mezzo attraverso cui le persone hanno lanciato richieste di aiuto e messaggi in cui si annunciava la decisione di porre fine alla propria vita. Per questo motivo Facebook ha sviluppato, con esperti di salute mentale, uno strumento che aiuta a mettere in contatto una persona in difficoltà con professionisti in grado di sostenerla.
La nuova funzione prevede che se una persona vede un post o un video che desta la sua preoccupazione, può utilizzare gli strumenti di Facebook per contattare direttamente chi lo ha postato o comunicarlo a Facebook, che a quel punto mette in campo diverse risorse per aiutare l’utente in difficoltà, come le linee di assistenza e prevenzione e diversi suggerimenti. Facebook può anche utilizzare la tecnologia di pattern recognition per aiutare a identificare i post e i video in diretta che potrebbero includere citazioni al suicidio e dare quindi la priorità alle segnalazioni più rilevanti. Se opportuno, Facebook è anche in grado di avvisare le forze dell’ordine.

Servizi per le emergenze
Ci sono, poi, i servizi per le emergenze tra cui il «Safety Check - Stai bene? Dillo a Facebook» utilizzato moltissimo durante gli attentati terroristici in giro per il mondo. Oltre a questo, la società di Zuckerberg ha sviluppato un servizio di richieste e offerte di aiuto e raccolte fondi per supportare la ripresa post-emergenza. Di recente è stato anche annunciato il lancio del pulsante “Fai una donazione” per le situazioni di emergenza, che consente alle persone di fare una donazione facilmente e in sicurezza per supportare le comunità colpite da emergenze.

Avvisi Amber

Uno dei primi “luoghi” in cui si lancia un messaggio di ricerca di una persona scomparsa è Facebook: per questo il social network ha avviato una collaborazione con il National center for missing and exploited children (Ncmec) e l’International centre for missing and exploited children (Icmec) per integrare avvisi Amber (il sistema di allarme nazionale in caso di sospetto rapimento di minore) relativi a bambini scomparsi direttamente nella piattaforma Facebook. Quando un ente ufficiale attiva un avviso Amber per un bambino scomparso, Facebook lo invia alla sezione “Notizie” delle persone che si trovano nell’area di ricerca ufficiale per fornire loro le informazioni necessarie per essere di aiuto.

Mentoring e assistenza
Facebook sta anche testando una nuova funzione che stravolge un po’ l’attuale funzionamento del social network: la piattaforma è infatti sempre stata basata sulla connessione di persone che si conoscono anche nella vita reale. Con la funzione di “Mentoring” Facebook cerca adesso di connettere persone che non si conoscono ma che possono essersi utili o essere fonte di ispirazione. Lo strumento attualmente in fase di test consentirà di mettere in contatto tra di loro persone che hanno esperienze e obiettivi in comune, ma che potrebbero non conoscersi. Gli “allievi” e i “mentori” verranno abbinati dall’agoritmo e potranno entrare in contatto e interagire in uno spazio privato personale, collaborando attraverso un programma guidato sviluppato da organizzazioni no profit, il tutto all’interno dell’esperienza Facebook, ovviamente.


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