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I vertici dell’intelligence Usa: prodotti Huawei e Zte minaccia per…

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La risposta delle società: facciamo solo business

I vertici dell’intelligence Usa: prodotti Huawei e Zte minaccia per la sicurezza nazionale

Da sinistra, il direttore dell'Fbi, Christopher Wray, con (al centro) il direttore della Cia, Mike Pompeo (AFP)
Da sinistra, il direttore dell'Fbi, Christopher Wray, con (al centro) il direttore della Cia, Mike Pompeo (AFP)

«Non utilizzate prodotti o servizi di Huawei o Zte: rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale». L’appello è stato lanciato dai vertici di diverse agenzie di intelligence Usa -Cia, Fbi e Nsa tra le altre- che accusano le due società della Repubblica Popolare cinese, entrambe produttrici di smartphone e di dispositivi per le infrastrutture di reti mobili, di poter controllare o esercitare pressioni sulle infrastrutture di telecomunicazioni statunitensi.
Scala quindi di qualità la guerra tra i governo statunitense e le maggiori società cinesi produttrici di telefonini e reti mobili, già iniziata poco più di un mese fa, sul tema della cybersecurity. Ma questa volta si sono mossi addirittura i massimi vertici delle agenzie di intelligence nazionali, che in un’udienza al Senate Intelligence Committee statunitense hanno lanciato un appello comune perché i prodotti delle due società cinesi non vengano utilizzati né dagli utenti finali né dalle istituzioni Usa.

Il direttore dell’Fbi Chris Wray si è così espresso: «Siamo molto preoccupati sui rischi che comporta permettere, a società o entità controllate da governi stranieri che non condividono i nostri valori, di guadagnare posizioni di potere all’interno delle nostre reti di telecomunicazione. Questo causa la possibilità di esercitare pressioni o controllare la nostra infrastruttura di telecomunicazione - ha proseguito Wray- e la capacità di modificare o sottrarre intenzionalmente informazioni e di condurre una attività di spionaggio non rilevato». Durante l’udienza, il presidente del Senate Intelligence Committee, il senatore repubblicano Richard Burr, si è detto preoccupato circa i legami tra il governo cinese e le due società.

L’accusa non è nuova, e ha già portato delle conseguenze. Già nelle prime settimane di gennaio il deputato repubblicano Mike Conaway, membro della Camera dei Rappresentanti per lo Stato del Texas, aveva consegnato un disegno di legge che prevedeva il divieto di vendita alle agenzie governative Usa di prodotti Huawei e Zte. La settimana scorsa, anche i due senatori repubblicani Tom Cotton eMarco Rubio hanno proposto un disegno di legge analogo, che impedirebbe al governo Usa l'acquisto o il leasing di apparecchiature di telecomunicazioni prodotte da Huawei e Zte.

Ma l’intervento congiunto delle sei agenzie governative, pur non avendo per ora alcuna conseguenza pratica, indica che il problema è diventato, agli occhi dell’amministrazione Usa, decisamente più pressante, come fanno capire anche le parole dell’ammiraglio Michael Rogers, direttore della Nsa, durante l’udienza: «Questa è una sfida che non può che diventare più grave in futuro».

La risposta delle due società non si è fatta attendere, ed è arrivata dopo poche ore. «Huawei è consapevole di una serie di attività del governo degli Stati Uniti che sembrano destinate ad inibire il business della società sul mercato statunitense. Huawei gode della fiducia di governi e clienti in 170 paesi in tutto il mondo e non pone rischi di cybersecurity più elevati di qualsiasi altro fornitore del settore Ict, condividendo catene distributive globali e capacità produttive». Zte si è detta «orgogliosa dell'innovazione e della sicurezza dei propri prodotti presenti nel mercato statunitense. Prendiamo sul serio i temi della sicurezza informatica e della privacy, abbiamo sempre rispettato le leggi e rimaniamo un partner fidato di fornitori e clienti statunitensi. In qualità di società quotata in borsa -conclude la dichiarazione- , ci impegnamo a rispettare tutte le leggi e i regolamenti degli Stati Uniti , lavoriamo con i fornitori di telecomunicazioni Usa con rigorosi protocolli di prova, e rispettiamo i più alti standard di business».

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