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La piattaforma di crowdfunding Ulule vola oltre i 100 milioni di euro di raccolta

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Tutto è nato da un'idea di Alexandre Boucherot e Thomas Grange a inizio ottobre 2010, in un piccolo studio di Parigi. Da quel momento in poi la piattaforma di crowdfunding Ulule ne ha fatta di strada, ampliando le proprie attività in molti Paesi europei (Italia compresa, in cui è attiva dall'anno passato con le sedi di Milano e Roma) e arrivando oggi a superare i 100 milioni di euro di raccolta, una cifra record per il Vecchio Continente per i portali di finanziamento partecipativo.
Questi gli altri numeri che ne decretano il successo: una community di oltre 1,9 milioni di utenti iscritti, più di 21mila progetti realizzati e una percentuale di raggiungimento del target prefissato vicina al 70%, fra le più alte in assoluto a livello mondiale. Fra i partner storici di Ulule vi sono inoltre realtà di elevato profilo in ambito finanziario come BNP Paribas e Banque Nationale du Canada ed ecco spiegata l'escalation di una startup che in soli sette anni ha saputo guadagnare la fiducia degli investitori (di oltre cinque milioni di euro il round chiuso con Citizen Capital, MAIF Avenir e BNP Paribas Développement nel 2016) e imporsi sullo scenario internazionale.
La speranza, visti i presupposti, è che Ulule possa ora dare una mano anche alle migliaia di nuove imprese innovative italiane che non riescono a fare il salto e ad uscire dal limbo. “Il crowdfunding in Italia – ha osservato in proposito Fabio Simonelli, General Manager di Ulule nel nostro Paese - ha ancora grandissimi margini di crescita, dovuti ad una bassa conoscenza dello strumento e alla scarsa capacità di educazione all'utilizzo messa in campo dagli attori esistenti sul territorio fino ad ora”. L'idea per sbloccare l'empasse è la seguente: far entrare le potenzialità del crowdfunding nelle case, nei coworking, nelle associazioni e negli uffici delle Pa, utilizzandolo non solo come strumento di raccolta fondi ma anche come leva
per rafforzare la consapevolezza sul digitale.

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