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Xiaomi alla conquista dell’Europa e dell’Italia

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Da startup a colosso

Xiaomi alla conquista dell’Europa e dell’Italia

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Per lungo tempo è stata la startup tecnologica più interessante e di maggior valore al mondo. Poi in un anno ha bruciato decine di miliardi, mettendo a rischio il suo futuro e minando le certezze create negli anni precedenti.

Ora Xiaomi si è rimessa in carreggiata, e lo ha fatto portando sul mercato smartphone ad altissima tecnologia e a prezzi molti competitivi. Il prossimo passo della casa cinese è già scritto: il salto in Europa, con un approdo ufficiale sul mercato del Vecchio continente molto vicino. Anche in Italia, dove questo colosso da quattromila dipendenti con sede a Pechino, arriverà fisicamente nelle prossime settimane, con l’apertura di un negozio a Milano, una pagina Facebook “Xiaomi Italia” già aperta e alcuni canali di vendita digitale già operativi.

Il sogno della Apple cinese

Quella di Xiaomi è una storia simile a molte altre, in Cina. Una storia fatta di telefoni Android a basso costo e dall’hardware importante. La differenza, però, sta nel finale, e cioè nel successo che questa azienda è riuscita a conquistare.

Un successo tecnologico e di fatturato (centuplicato in pochi anni) che le ha consentito di prendersi l’appellativo di “Apple cinese”. E non è un caso che il fondatore e ceo, Lei Jun, abbia più volte confermato di ritenere Steve Jobs un esempio da seguire. Conferme arrivate anche durante i suoi keynote, dove il 48enne ricorda Jobs per abbigliamento e modi.

Fondata nel 2010, Xiaomi produce smartphone, tablet e smartwatch, ma anche tutta una serie di device come robot per la pulizia domestica, auricolari Bluetooth, zaini e router wi-fi. La fondazione della società fu possibile grazie a Jeff Bezos, che con un assegno da 75milioni di dollari acquistò la piattaforma di ecommerce cinese Joyo, di proprietà proprio di Lei Jun.

Con quei soldi in tasca, Lei Jun fonda la startup Xiaomi, un nome che proviene da un cereale molto diffuso in Cina. In poco tempo l’'azienda riesce a diventare marchio di riferimento per gli smartphone in Cina. Un mercato incredibile e dalle potenzialità enormi. Prezzi stracciati e device di ottimo livello attirano l’attenzione dei consumatori di mezzo mondo, che trovano ogni mezzo pur di acquistare smartphone Xiaomi. In Italia l’approdo sui canali digitali è avvenuto a novembre dello scorso anno, con la comparsa dei device col logo “mi” su Amazon.it. Ma a breve lo sbarco sul mercato italiano sarà ufficiale a tutti gli effetti, con una struttura vera e propria.

Quello di Xiaomi sarà un approdo estremamente interessante sul mercato italiano. Perché a differenza di alcune altre aziende del Paese del Dragone arrivate a queste latitudini, Xiaomi è un vero colosso, con potenzialità finanziarie importanti. E sembra probabile che vorrà mettersi sulle orme di Huawei, che in Italia ha trovato uno dei mercati più floridi.

Un altro produttore cinese che in Italia è riuscito a conquistare mercato e fiducia è senza alcun dubbio OnePlus, realtà imprenditoriale di dimensioni più limitate ma in forte espansione e dal grande seguito. OnePlus non ha distribuzione nei negozi fisici, in Italia. Nonostante la sola distribuzione digitale, il nostro Paese è uno dei mercati più floridi per l’azienda con sede a Shenzhen. Segno evidente che l’utente italiano pone grande attenzione verso il prodotto. E che forse, il pregiudizio sui prodotti made in China è ormai anacronistico.

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