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Da Mandela a Homer Simpson, i segreti nascosti nella blockchain

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Da Mandela a Homer Simpson, i segreti nascosti nella blockchain

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Il pezzo è un estratto dell’ebook “Bitcoin Generation. La rivoluzione delle criptovalute”di Nòva24, scaricabile gratuitamente per gli abbonati, a 2,69 euro per gli altri.

Nelson Mandela vive ancora oggi nei bitcoin. La stringa di bit che descrive l'immagine jpeg del suo volto è stata infatti inclusa da un minatore il 7 dicembre di cinque anni fa all'interno del blocco numero 273.536. La presenza dell’eroe sudafricano nel codice che descrive le transazioni della criptovaluta non è tuttavia un’eccezione o un caso isolato, perchè esistono diverse tecniche per trascrivere dati estranei all'interno della blockchain.

Questi dati possono ad esempio essere inseriti come false chiavi pubbliche o sfruttando il sistema delle transazioni valide ma non spese. Molte di queste tecniche sono state descritte in uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Augustana College, nell'Illinois, guidato da Andrew Sward.

Il meccanismo ricorda quello delle “Easter egg”, le cosiddette “uova di Pasqua” che alcuni programmatori inseriscono come sorprese nascoste all'interno del loro software e che rappresentano una sorta di firma.

Le informazioni nascoste all’interno della blockchain sono davvero diverse: accanto al logo classico del bitcoin è possibile trovare file di Wikileaks o l’immagine di Mr. Burns, il capo di Homer Simpson proprietario dell'impianto nucleare di Springfield.

Alcuni di anni fa sul Bitcoin Forum si accese una discussione attorno all’abitudine di Eligius, a capo di un pool di minatori, di inserire preghiere cattoliche all'interno dei blocchi che il suo gruppo riusciva a produrre. Eligius aveva infatti trascritto come metadata l'intera Ave Maria in latino, o ancora invocazioni al Sacro Cuore o al preziosissimo sangue di Gesù.

L’inserimento di dati estranei nella blockchain non è incoraggiata, ma è una pratica diffusa, anche grazie alle caratteristiche proprie della blockchain che rende intoccabili i blocchi una volta generati. Così, chi decide di iscrivere i propri messaggi all'interno della struttura portante dei bitcoin, agisce proprio perché sa che quanto scritto rimarrà per sempre, almeno fino a quando la criptomoneta continuerà ad esistere.

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