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Foorban chiude nuovo round da 1,5 milioni e punta all'estero

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Foorban chiude nuovo round da 1,5 milioni e punta all'estero

E sono tre. Dopo il seed iniziale di 500 mila euro per il lancio della società, datato 2016, e il mini-round chiuso nell'aprile scorso di 650 mila, per la startup milanese si è concluso nei giorni scorsi un nuovo aumento di capitale da circa un milione e mezzo di euro (sottoscritto dallo stesso pool di investitori privati del precedente round), che porta i finanziamenti complessivamente raccolti oltre quota 2,6 milioni. Nata con l'etichetta di primo ristorante digitale del capoluogo lombardo nella logica di un servizio di “food delivery” a tutto tondo, controllando tutto il processo in modo integrato, dal software di gestione degli ordini alla produzione fino alla consegna a domicilio, Foorban è ora pronta a fare il salto. La nuova iniezione di liquidità, come confermano infatti i tre giovani fondatori (Stefano Cavaleri, Marco Mottolese e Riccardo Pozzoli, tutti under 30), verrà investita nell'ulteriore ampliamento del team (già raddoppiato negli ultimi dodici mesi), nel consolidamento della piattaforma di delivery e nella crescita delle attività retail B2B, avviate a novembre 2017 con il primo “negozio offline” inaugurato all'interno del quartier generale milanese di Amazon, per servire in modo esclusivo pasti freschi ad oltre 500 dipendenti. L'obiettivo dichiarato è quello di avviare in tempi relativamente brevi, tra la fine di quest'anno e l'inizio del 2019, il processo di internazionalizzazione di entrambe le linee di business, rispetto a una strategia di sviluppo, a cavallo del digitale, che va decisa nella direzione dell'omnicanalità.
Il modello che prevede l'ordinazione del pranzo via app dallo smartphone o tramite sito Web e la consegna entro 30 minuti, del resto, ha già prodotto risultati importanti, vedi i 100mila pranzi distribuiti fino a oggi a Milano (circa 5mila i clienti) e un fatturato cresciuto dell'800% anno su anno. Le potenzialità dei mercati a cui Foorban si rivolge sono ancora rilevanti – il business delle consegne a domicilio di cibo vale solo in Italia più di 400 milioni di euro mentre il comparto del contract catering aziendale genera su scala globale un giro d'affari di oltre 500 miliardi (fonti Imf, Gira e Koncept's Global Contract Catering Market Report) – e l'idea, a breve, è quella di estendere il servizio anche alle cene. “La sfida – concludono i tre i fondatori - è quella di creare un'esperienza multicanale che sia coerente in tutti gli aspetti del servizio: unire le consegne e l'in-store, online e offline, digitalizzando il punto fisico e mantenendo una componente umana, dalla consegna all'assistenza clienti”.

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