Tecnologia

BioUpper: 540mila euro in servizi per la terza edizione

  • Abbonati
  • Accedi
Startup

BioUpper: 540mila euro in servizi per la terza edizione

È stata presentata oggi a Milano la terza edizione di BioUpper: il programma a sostegno dei ricercatori e delle imprese innovative che puntano ad avviare o far crescere progetti nel settore life science. Un obiettivo che l'iniziativa - nata da una collaborazione tra l'azienda farmaceutica Novartis, Fondazione Cariplo, Cariplo Factory (il polo dedicato ai progetti di open innovation) e Ibm – si propone di raggiungere mettendo in palio 540mila euro in servizi. In particolare BioUpper punta a individuare tre idee (Call for Ideas) da trasformare in vere imprese, attraverso l'assegnazione di 180mila euro ciascuna in servizi di consulenza, accelerazione e incubazione, messi a disposizione dai partner del progetto. “Far crescere idee innovative – ha spiegato Pasquale Frega, country president di Novartis Italia e amministratore delegato di Novartis Farma - è fondamentale per la crescita della ricerca medica. Da questo punto di vista BioUpper è per noi un'iniziativa strategica perché ci consente di rendere l'innovazione più sostenibile”. Oltre alla Call for Ideas rivolta a ricercatori, quest'anno per la prima volta BioUpper lancia anche una Call for Scale dedicata a startup in fase post-seed (con un livello di maturità tecnologica compreso tra 5 e 8) alle quali verrà offerta la possibilità di incontrare partner commerciali e avviare collaborazioni con aziende pubbliche e private attive nel settore sanitario e ospedaliero. “In Italia - ha dichiarato Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo - si fa molta ricerca universitaria di qualità in ambito life science e ci sono un sacco di ricercatori capaci che vorrebbero trasformare i propri progetti in qualcosa di concreto. Purtroppo però il passaggio dall'idea all'impresa non è sempre facile e con BioUpper puntiamo proprio a colmare questo gap”. Per rendere questa possibilità ancora più concreta BioUpper ha accolto quest'anno tra i propri partner anche Ibm che contribuirà al progetto mettendo a disposizione piattaforme tecnologiche e competenze. “Le nuove tecnologie – ha spiegato Daniela Scaramucci, direttore healthcare & life science di Ibm Italia - sono fondamentali per cambiare il modello di cura e attuare la trasformazione verso la cosiddetta sanità 4.0. Perché questo si realizzi è però necessario che l'innovazione sia davvero diffusa e alla portata di tutti. Aderendo a BioUpper abbiamo voluto dare un contributo in questo senso”. Un'altra novità dell'edizione 2018 riguarda il coinvolgimento di una rete di acceleratori e incubatori sparsi sul territorio nazionale tra cui BioUndustry Park, Campania NewSteel, Consorzio Arca, Digital Magics, dPixel, Fondazione Filarete, Fondazione Toscana Life Sciences, I3P, Jcube, Luiss EnLabs, Polihub, PTP-Science Park. A loro spetterà il compito di realizzare concretamente il percorso di accelerazione delle tre idee vincitrici della Call for Ideas che verranno assegnate alle diverse realtà sulla base della prossimità geografica e della specificità del progetto. Giunto alla terza edizione, il programma BioUpper ha visto il 70% dei progetti finalisti delle prime due edizioni raccogliere investimenti per oltre 2milioni e 200mila euro. Attualmente circa il 50% delle idee si è trasformato in un progetto concreto di impresa. Mentre il 65% dei partecipanti ha stretto partnership commerciali. Per partecipare a BioUpper è necessario accedere al sito www.bioupper.com e candidare un progetto che rientri in uno degli ambiti di applicazione. Il termine per iscriversi è il 29 maggio per la Call for Scale, e il 5 giugno per la Call for Ideas.

© Riproduzione riservata