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Pronto l’Atlante genetico dei tumori: un identikit per terapie…

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medicina «personalizzata»

Pronto l’Atlante genetico dei tumori: un identikit per terapie più precise

Pronto l’Atlante genetico dei tumori. L’impresa titanica di raccogliere il profilo genetico di 10mila tumori - iniziata nel 2006 - viene ora pubblicata in 29 articoli su quattro riviste scientifiche e rappresenta il frutto di 10 anni di ricerche del progetto internazionale The Cancer genome Atlas (Tcga), guidato dai National Institutes of Health (Nih) statunitensi in collaborazione con scienziati provenienti da 16 nazioni.

Finanziato in tre tranche da 100 milioni di dollari, il progetto ufficialmente è terminato nel 2015, ma prima di procedere all’analisi completa dei dati e alla loro pubblicazione, si è deciso di prolungare il sequenziamento intensivo per tre tipi di tumore (polmone, colon-retto e ovaio), che grazie alle più recenti tecnologie (come i Big data) consentono anche di comprendere come le mutazioni influenzano la prognosi e la risposta del paziente al trattamento.

Guardare queste mappe dei tumori per gli esperti è stato «come guardare la Terra dall’orbita per la prima volta: finalmente abbiamo il quadro completo del cancro e vediamo che la sua complessità non è infinita» ha detto Josh Stuart, dell’Università della California a Santa Cruz.

L’Atlante ha permesso di identificare tre processi cruciali che portano allo sviluppo dei tumori: le mutazioni genetiche, sia ereditarie sia acquisite durante la vita; l’influenza dell’ambiente sull’attività dei geni (epigenetica); i “trucchi” che i tumori sfruttano per sfuggire ai posti di blocco del sistema immunitario. Inoltre è stato visto che oltre la metà dei tumori analizzati è dovuto a mutazioni genetiche che potrebbero essere colpite da farmaci già disponibili.

E per dare un senso ai dati che sono stati raccolti dalla banca dati pubblica del progetto Atlas, i ricercatori svedesi del Royal Institute of Technology hanno già lanciato ad agosto scorso un nuovo “catalogo” open source per collegare migliaia di geni oncologici specifici sia alla sopravvivenza dei pazienti sia a potenziali nuovi bersagli farmacologici. Per realizzare questa sorta di aggiornamento dell’Atlante, i ricercatori, anzichè il Dna, usano il sequenziamento dell’Rna. Lo scopo è quello di raccogliere informazioni pratiche, come ad esempio i marker tumorali, che possano essere impiegati per sviluppare test diagnostici e molecole anti-tumorali sempre più precisi.

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