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I nuovi innovatori del vecchio continente

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I nuovi innovatori del vecchio continente

Tecnologia Made in Europe: ecco i colossi dell'hi-tech che crescono nel Vecchio continente. Per una Spotify (Svezia) che si quota in Borsa, però anche bisogna prestare la dovuta attenzione agli scenari che stanno per cambiare con l'entrata nella stretta finale della Brexit. Ma l'Europa ha un ruolo di tutto rilievo ovviamente dopo gli Stati Uniti (la patria dei colossi) e con la Cina, che vede invece crescere alcune delle più grandi aziende del settore (da Ali Baba a Baidu a Didi Chuxing).
Da noi è il nord a farla da padrone: la Gran Bretagna ha il maggior numero di aziende hi-tech sopra il miliardo di dollari, secondo una ricerca della società di investimenti GP Bullhound, la Germania ha giganti del calibro di Sap, Informatica, Zalando, 1&1 Internet e varie altre. Ma è la Scandinavia la regione europea in cui sono nate le aziende più grandi: da Spotify a Supercell (Finlandia), comprata di recente all'80% dalla cinese Tencent. Senza dimenticare i colossi come Nokia, Ericsson e, poco più giù, la tedesca Siemens.
Invece la Gran Bretagna ha soprattutto potere di attrazione gravitazionale: fa massa. Ci sono Asos (online retailer), Global Switch (data center), Deliveroo (cibo a domicilio) e decine e decine di altre. Che, attenzione, gravitano tutte attorno a Londra, un vero e proprio “buco nero” capace di far scomparire oltre l'orizzonte degli eventi del Tamigi qualsiasi azienda, dalla startup all'unicorno. Infatti, di quel 29% di fondatori di aziende hi-tech in Europa che sono espatriati e si sono spostati in un altro Paese, ben il 60% ha scelto la Gran Bretagna e più specificamente Londra come luogo di residenza del loro nuovo business. Nel complesso, più di un terzo del totale di tutti gli europei che hanno fondato una startup o un'azienda hi-tech risiedono a Londra.
Fuori dalla sfera d'influenza di Sua Maestà la Regina ci sono altri tipi di aziende: dai colossi francesi come Dassault System, braccio digitale dell'azienda fondata dal patriota ebreo Marcel Dassault, alla nostra STMicroelectronics (a metà con la Francia ma il quartier generale è in Svizzera) fino a nomi storici degli accessori hi-tech, come la svizzera Logitech.
dai colossi francesi come Dassault System, braccio digitale dell'azienda fondata dal patriota ebreo Marcel Dassault, alla nostra STMicroelectronics (a metà con la Francia ma il quartier generale è in Svizzera) fino a nomi storici degli accessori hi-tech, come la svizzera Logitech.
Sono colossi con vocazioni e storie diverse, che compongono un quadro piuttosto articolato ma non completo: il sistema Europa paga un deficit strutturale di completezza e soprattutto di innovazione, che non è ancora uniformemente distribuita e diffusa tra i 28 (presto 27) stati membri. Per questo l'Ue spinge tanto sulle politiche di trasformazione digitale e la Germania in particolare vede gli investimenti in questo settore come fattore chiave per la crescita anche del settore manifatturiero, che per quel Paese e l'Italia giocano un ruolo molto importante nell'economia nazionale.
La Brexit rischia di complicare ulteriormente il quadro, perché potrebbe vedere l'uscita dall'orizzonte dell'Unione di migliaia di piccole e piccolissime startup tra le quali stanno covando gli unicorni di domani. Quali aziende supereranno la valutazione di un miliardo di dollari sulle sponde del Tamigi? E quante avranno la forza di ritornare nell'Europa continentale o, almeno, spostarsi nella vicina Repubblica irlandese? Restare in Gran Bretagna però vuol dire di fatto mettersi fuori dall'Europa, con tutte le conseguenze che ne seguiranno.
Tuttavia i nomi sul piatto non sono solo questi che abbiamo visto. C'è molto di più. Dalla francese Bla Bla Car alla tedesca Trivago, dalla olandese Tadyen alle europee (anzi, scandinave) Skype, Rovio, Mojang, per passare a Criteo e Vente-privee (Francia), Avito, Evolution Gaming, King e Klarna (Svezia), Auto1 Group, Delivery Hero, Hello Fresh, Rocket Internet e Xing (Germania) fino alle britanniche Asos, Boohoo, Skyscanner, JustEat e Shazam (comprata da Apple).
Il futuro dell'Europa sta anche nel lavoro di squadra delle università e degli incubatori con i grandi colossi del software aziendale. In questo la Germania è in ottima posizione con SAP che gioca da tempo una partita da azienda globale ma continua a far crescere la sua serra di startup e l'ecosistema di partner anche e soprattutto in Germania. Il resto va inventato giorno per giorno.

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