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Ecco perché lo «speaker intelligente» Google Home non è una…

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Ecco perché lo «speaker intelligente» Google Home non è una delusione

Ci vuole un animo geek, tanto pazienza e tanta tanta fiducia per un mondo migliore. Insomma devi avere sognato – almeno una volta nella vita – di essere Iron Man nella sua casa parlante. Altrimenti diventa una frustrazione unica. Google Home, il primo speaker intelligente a essere atterrato in Italia (seguirà Amazon e Apple) è una esperienza che va compresa, nel senso più alto del termine. Se insomma ti avvicini con troppe aspettative e senza esserti mai confrontato con un assistente vocale rimani deluso.
Quindi raffreddiamo le aspettative: Google Home non risponde a tutte le domande e non si connette a tutti gli oggetti che hai in casa. Il suo uso è piuttosto limitato. Ma è l'inizio di una nuova generazione di elettrodomestici che ascoltano e fanno quello che gli dici. E non è poco. Ma andiamo con ordine, partendo dal cosa fa.
Cosa puoi farci. Dopo una settimana di dialogo ecco cosa funziona e cosa non funziona.
Hey Google (va sempre ripetuto prima di un ordine) che tempo fa?

Nota: è vero, basta guardare fuori dalla finestra ma Google Home te lo può dire anche del giorno dopo e della città che vuoi tu.

L’articolo integrale su nova.com

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