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SenseTime, la Cina batte tutti nell’intelligenza artificiale

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SenseTime, la Cina batte tutti nell’intelligenza artificiale

Il suo nome è SenseTime e da qualche giorno è la piattaforma di Intelligenza artificiale (Ia) più ricca del mondo. La società creata nel 2014 dal cinese Xiolan Xu, ha ideato una tecnologia per il riconoscimento facciale che è piaciuta così tanto da convincere Alibaba e altri investitori – tra cui la società cinese di e-commerce Suning.Com e il fondo statale di Singapore Temasek Holdings - a sottoscrivere un round serie C da 600 milioni di dollari. Una cifra che rappresenta un record dal punto di vista dei finanziamenti raccolti in un unico round da un’azienda di intelligenza artificiale. E che, unita al precedente finanziamento di 410 milioni di dollari (un round serie B, guidato da China’s CDH Investments e dal fondo Sailing Capital), mette la società in testa alla classifica delle startup di intelligenza artificiale più importanti al mondo. Grazie a questo finanziamento SenseTime ha, infatti, raddoppiato in meno di un anno il suo valore, passando da 1,5 miliardi di dollari (valutazione che risale allo scorso luglio), a oltre 3 miliardi di dollari. Ma secondo alcune fonti non confermate dall’azienda, SenseTime potrebbe valere persino 4,5 miliardi di dollari. Una cifra che la startup raggiungerebbe utilizzando i fondi raccolti per migliorare e ampliare i servizi offerti. Nei suoi progetti c’è, per esempio, quello di aumentare la propria potenza di calcolo, assumere nuovi talenti dell’Ia e lanciare un servizio chiamato “Viper” capace di analizzare i dati da migliaia di telecamere e destinato a essere utilizzato nei sistemi di sorveglianza di massa (complici anche le regole sulla privacy meno stringenti rispetto a Usa e Ue). Ma ci sono anche investimenti nel settore della guida autonoma (su cui sta lavorando con Honda Motor) e della realtà aumentata. Pur essendo la più grande SenseTime non è però l’unica impresa innovativa cinese attiva nel settore dell’Ia.

La Cina ospita infatti, solo per citare le più note, anche la società di riconoscimento facciale Megvii che ha raccolto 460 milioni di dollari di finanziamenti lo scorso novembre. O ancora Yitu e Malong Techologies che nel corso del 2017 hanno chiuso dei round di finanziamento destinati allo sviluppano di applicazioni di Ia basate sulla tecnologia di visione artificiale. Ed è cinese anche la società Hangzhou Hikvision Digital Technology, uno dei maggiori fornitori al mondo di telecamere di sicurezza. Dietro alla nascita e alla crescita di queste imprese c’è un preciso piano del governo cinese. Pechino ha infatti avviato una politica di sostegno alle aziende attive nel settore Ia che punta a far diventare il Paese leader internazionale entro il 2025, insistendo soprattutto su robotica intelligente, veicoli autonomi, realtà virtuale e aumentata. Per questa data il governo stima di riuscire a portare il valore delle principali imprese cinesi di Ia a circa 400 miliardi di yuan, pari a circa 63 miliardi di dollari. Una cifra che gli farebbe vincere la competizione internazionale che si è aperta sul fronte dell’Ia, e che sta attirando sempre più competitor. L’ultimo, in ordine di tempo è Emmanuel Macron che pochi giorni fa ha annunciato di aver stanziato un miliardo e mezzo fino al 2022 per questa tecnologia.

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