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L’81% del web contro Zuck: così la Rete ha scaricato mr…

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analisi sui BIG DATA

L’81% del web contro Zuck: così la Rete ha scaricato mr Facebook

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Dalle stelle alle stalle. Dopo lo scandalo Cambridge Analytica, il crollo in Borsa e la doppia testimonianza davanti al Congresso, quello che era considerato il golden boy dei social network ha visto la propria reputazione rotolare nella polvere. E visto che internet è misurabile, è possibile anche scoprire qual è stata la magnitudo del crollo del web sentiment su Mark Zuckerberg.

In esclusiva per il Sole 24 Ore, Reputation Manager, società italiana che analizza e gestisce reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico, ha monitorato le conversazioni online prima e dopo lo scandalo Cambridge Analytica (dal novembre 2015 al marzo 2018) per capire quanto è cambiato il sentiment del web nei confronti del creatore di Facebook. Sono stati estratte e analizzate circa quattro milioni di conversazioni online tra blog, testate giornalistiche, siti tematici e social, in tutto il mondo. Ecco il quadro che è emerso.

Il crollo della reputazione di Zuck. Se prima dell’evento le conversazioni online su Zuckerberg esprimevano un buon sentiment (75% positivo a fronte di un 25% negativo), dallo scandalo di Cambridge Analytica in poi la reputazione del re dei social è crollata verticalmente, con le negatività che sono volate a quota 81% e le positività precipitate al 19%. Molti utenti Facebook hanno chiesto la cancellazione del loro account personale, mentre alcuni attivisti hanno lanciato su Twitter la campagna #deletefacebook (l’hashtag si trova spesso anche nei commenti del web). Inoltre sono numerosi gli internauti che non credono alle scuse pubbliche di Zuck.

«Non gli crediamo, non accettiamo le sue scuse». Spesso in post e commenti si legge «I don’t believe him» o «apology not accepted». Tra le varie prese di posizione del web ce ne sono alcune particolarmente negative che accusano Zuckerberg di essere una specie di «ragazzo robot privo di emozioni». Infine dilagano online conversazioni che chiedono di poter evitare di lasciare dati personali nelle mani delle multinazionali per essere profilati. Il 19% delle conversazioni sul web invece difendono Zuckerberg, da una parte accusando gli utenti poco accorti che inconsapevolmente “regalano” i propri dati alle multinazionali e dall’altra affermando che i media «stanno facendo un casino esagerato» per questa vicenda.

Zuck prima dello scandalo. Prima di Cambridge Analytica, il 75% degli articoli e dei commenti online sul fondatore di Facebook risultavano invece essere positivi o neutri. Riguardavano soprattutto la vita privata di Mark, dal rapporto con la moglie a quello con il cane Beast, dalle sue convinzioni religiose a quelle politiche fino ad arrivare al suo stipendio o al suo look sempre uguale caratterizzato dalla classica t-shirt grigia. I commenti positivi mostrano alcuni picchi in occasione della visita di Zuck in Italia e dell’incontro con Papa Francesco, ma anche della nascita della prima figlia. Il 25% dei contenuti online erano invece negativi anche prima dei Cambridge: si andava dai like sulla realizzazione grafica di David Moretti per Wired che raffigura il volto di Zuck pieno di lividi, graffi e cerotti, alla polemica tra Mr Facebook e i cittadini hawaiani per l’appropriazione di alcuni acri di terra nell’isola Kauai, arrivando alla storica querelle con i gemelli Winklevoss. Dopo Cambridge Analytica il 25% già critico con Zuckerberg è più che triplicato a quota 81%, a riprova che la Rete non perdona nemmeno i suoi “padri nobili”.

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