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Pronto al lancio il satellite Nasa mandato in orbita da Elon Musk

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Pronto al lancio il satellite Nasa mandato in orbita da Elon Musk

Parte alle 0,32 di domani, martedì 17 aprile, un satellite che ha più di una caratteristica interessante per essere segnalato. Il nome è Tess, acronimo inglese di telescopio spaziale per i transiti planetari, il proprietario è la Nasa, è costato 200 milioni di dollari, una cifra quindi ragionevole per questo mondo, e sarà il primo satellite scientifico Nasa portato in orbita dalla compagnia privata SpaceX di Elon Musk.
Il suo compito è trovare nei dintorni del sole almeno 20mila pianeti che orbitino attorno alle stelle più vicine a noi, obiettivo non impossibile dato che gli astrofisici pensano che nella nostra Galassia ci siano svariati miliardi di pianeti che orbitano attorno ai 100 miliardi di stelle che la popolano e compongono.
Il sogno di trovare un pianeta diverso dai nostri del sistema solare, che orbitasse attorno ad altre stelle è vecchio quanto l’uomo e lo troviamo nella letteratura e nella filosofia, prima ancora che nella scienza.

È del 1995 la scoperta del primo pianeta extrasolare, al di fuori del sistema solare, operata dagli astronomi di Ginevra con un telescopio relativamente modesto, ma un metodo completamente nuovo reso possibile dall’avanzamento della tecnologia dei rivelatori di luce. In sostanza il concetto è molto semplice: si osserva una stella e se si è tanto fortunati che davanti ad essa, rispetto a noi, transiti uno dei suoi pianeti, allora si avrà una mini eclisse, consistente nell’abbassamento periodico della luminosità della stella, di una quantità in genere veramente infinitesima e che solo oggi riusciamo a percepire grazie alle tecnologie disponibili, Se vogliamo fare un paragone è come quando d’estate, da molto lontano vediamo un lampione stradale attorno a cui gira per esempio una farfalla notturna.

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Il primo satellite Nasa che è andato oltre l’atmosfera per avere una visione migliore del Cosmo, che da terra ci appare a volte un po’ sfocato per il continuo muoversi dell’atmosfera stessa, è stato il satellite Kepler che, negli ultimi anni, ci ha segnalato almeno 4.500 possibili pianeti extrasolari che ora stiamo confermando uno ad uno con osservazioni da terra. Tess ha un campo di vista molto minore, ma una capacità molto superiore di catturare deboli segnali luminosi.
Questo è il primo motivo per cui questo lancio è particolarmente importante il secondo è che da Cape Canaveral il satellite partirà sulla sommità di un razzo Falcon 9 di SpaceX e questa è la prima volta che succede e che si affida un carico così prezioso della Nasa a una società privata, che peraltro ha portato in orbita molti altri satelliti. È insomma la riprova che il mercato dello spazio è ampiamente cambiato e si apre alla Space Economy dove pubblico e privato collaborano, e anche in qualche modo si sfidano.

L’orbita che è prescritta a Tess è molto particolare: infatti per la prima volta si darà a questo satellite una traiettoria estremamente ellittica che lo porterà in 14 giorni molto distante dalla Terra, oltre la Luna, per non essere disturbato nelle sue delicate osservazioni e poi, invece, tornerà molto vicino per scaricare la montagna di dati che raccoglie, si parla di una trentina di gigabyte al giorno. Quindi, quando sarà vicino alla Terra la sua operazione principale sarà scaricare dati che daranno da lavorare parecchio ai 200 scienziati che sono già pronti a ricevere i primi set di dati per elaborarli. Ma non è finita, infatti sui dati di Tess lavoreranno, a partire dal 2020, anche altri telescopi spaziali in procinto di essere lanciati, capaci di capire anche se i pianeti scoperti sono dotati di atmosfera, magari con la firma di qualche forma di vita, come per esempio quella della clorofilla.

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