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Falsa Ico di Telegram, ecco i siti che hanno ingannato migliaia di utenti

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Truffe online

Falsa Ico di Telegram, ecco i siti che hanno ingannato migliaia di utenti

C’era persino la foto di Pavel Durov, nella sezione chiamata “il nostro team”. E invece il Ceo e fondatore di Telegram non c'entrava niente. Come non c'entrava niente la stessa Telegram. La storia è quella di decine di siti che nelle ultime settimane hanno truffato migliaia di utenti, per un valore complessivo di qualche centinaia di migliaia di dollari, fingendo di vendere la fantomatica criptomoneta lanciata dall'azienda della celebre App di messaggistica istantanea competitor di WhatsApp. Il gettone digitale dal nome “Grams” è stato scambiato online migliaia di volte su piattaforme di exchange create ad arte da gruppi di cyber criminali con l'unico scopo di truffare i possessori di altre criptovalute. Per comprare “Grams”, infatti, era necessario pagare con altre monete digitali: dai Bitcoin ai Litecoin, fino a Dash, Ethereum, ZCash e Monero. Solo così, compiuta la truffa, non c'era il rischio di lasciar traccia, a differenza di un pagamento con carta di credito.

A scoprire il tutto sono stati i ricercatori di Kaspersky Lab, che oggi dispongono di materiale a sufficienza per tracciare una linea chiara di quello che è successo. E per capire bene questa storia è necessario fare un piccolo passo indietro. A fine 2017 si era sparsa voce di una imminente Ico da parte di Telegram, e sui giornali si scatenarono titoli del genere: “Telegram lancia una sua criptovaluta con un'Ico da 1,2 miliardi di dollari”. La società di Pavel Durov sembrava pronta a lanciare la sua criptomoneta. E nonostante non fosse mai arrivata una conferma ufficiale, la notizia non trovò mai una vera smentita. Addirittura online apparirono screenshot di quella che pareva essere una documentazione tecnica molto dettagliata. Tutto lasciava credere, insomma, che Telegram stesse per lanciare veramente la sua Ico, con il conseguente interessamento di un mercato – quello delle criptovalute – molto effervescente. E invece era solo il terreno coltivato con astuzia dai cyber criminali che, qualche giorno dopo, iniziarono a pubblicare una decina di siti farlocchi ma ben strutturati per truffare gli utenti.

Siti con protocollo di sicurezza “https” e con descrizioni così dettagliate da sembrare veri. Nella sezione chiamata “il nostro team”, comparivano anche foto e bio dei fratelli Pavel e Nikolai Durov, mentre gli altri membri erano inventati. Va detto che in quei giorni proprio Pavel Durov, con diversi tweet, invitò gli utenti a basarsi solo su informazioni ufficiali reperibili sul sito di Telegram. Ma non bastò.
I ricercatori di Kaspersky Lab nelle ultime settimane hanno scoperto decine di siti truffa, con domini inventati: da tokentelegram.com a ico.telegram.org. Piattaforme attraverso le quali sono state compiute truffe per centinaia di migliaia di dollari.

«Le Ico – ha detto Nadezhda Demidova, Lead Web-Content Analyst, Kaspersky Lab - sono un investimento abbastanza rischioso e molte persone non capiscono ancora appieno come funzionano. Quindi non sorprende che siti web falsificati di alta qualità, con caratteristiche apparentemente rassicuranti come una connessione sicura e la registrazione sono riusciti ad attirare le persone. Le persone che desiderano investire in una Ico farebbero bene a controllare l'azienda che ci sta dietro e assicurarsi di sapere esattamente a chi stanno dando i loro soldi».

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