Tecnologia

Ecco Yakuza 6: cosa sei disposto a fare per la famiglia?

  • Abbonati
  • Accedi
Games

Ecco Yakuza 6: cosa sei disposto a fare per la famiglia?

C'è anche Takeshi Kitano nel capitolo finale dell'epopea criminale targata Sega. In Yakuza 6: The Song of Life il protagonista è ormai un uomo di 48 anni. Appena uscito di prigione scopre che Haruka, la piccola orfana che ha protetto sin dal primo episodio, è in coma a causa di un'incidente automobilistico. La fine è solo l’inzio.

E fu così che l'epopea criminale di Kazuma Kiryu giunse alla fine, sebbene una macchina produttiva così ben oliata non può certo permettersi di andare in pensione e già si prepara a una nuova generazione di avventure e di antieroi, magari questa volta persino in grado di conquistare quel pubblico occidentale che non ha mai davvero capito le sue enormi potenzialità.
Yakuza (ma il titolo originale,“Come un drago”, è decisamente più adatto) rappresenta da oltre diciotto anni un unicum per l'intera industria dei videogiochi. La differenza rispetto ad altri prodotti la fanno i temi trattati, i personaggi dotati di un'umanità mai vista prima in un videogioco, la qualità della scrittura e soprattutto il suo essere a tutti gli effetti un parco giochi per adulti di rara maturità. Non fraintendete, qui non ci si può lasciare andare all'insensata violenza di un Gran Theft Auto, come per esempio rubare una berlina o iniziare a seminare il panico armi alla mano: in Yakuza il concetto di intrattenimento per adulti va oltre, e trae forza da missioni secondarie che si occupano di tasse, padri in cerca di redenzione, di sesso naturalmente. Comprereste una rivista pornografica a un teenager impacciato? Perché questa è una delle situazioni in cui ci si può imbattere in Yakuza 0, e questo sesto episodio non è poi tanto differente.

Il trailer

A legare il tutto ci pensano questi drammoni criminali a cui il protagonista è chiamato ogni volta a sopravvivere, che nella loro costruzione non possono che ricordare i grandi registi di genere come il Kitano di Sonatine e il Suzuki di Tokio Drifter, provando qualche volta persino a vedersela con l'intoccabile Akira Kurosawa. Alla serietà di trame e sottotrame, viene affiancata una leggerezza che trasforma spesso il gioco in una vera e propria commedia, a volte persino ai limiti del grottesco; senza contare che in quanto gioco, Yakuza deve sottostare a determinate regole di gameplay. Da questo punto di vista, esattamente come i precedenti episodi, Yakuza 6 a tutti gli effetti un gioco di combattimenti, a cui si aggiungono una lunga serie di attività secondarie più o meno importanti: ci si può divertire in un hostess club, andare a pesca, giocare d'azzardo, come passare il tempo a sfidare l'intelligenza artificiale a biliardo o a freccette. La ricostruzione dei due angoli di Giappone esplorabili presenti Yakuza 6 è totale, ma non solo dal punto di vista topografico: nei bar è possibile scegliere il proprio whiskey tra dozzine di marche reali, e molti dei negozi presenti sono ricostruiti su licenza ufficiale. Persino molti dei volti che si alternano sullo schermo sono attori famosi e lo stesso Takeshi Kitano, con tutti i suoi famigerati tic e il micidiale carisma intatti, appare in questo sesto gioco nel ruolo di un prezioso personaggio legato alla malavita di Osaka. Yakuza è una bestia rara, un'esperienza dalle molteplici sfaccettature, dedicata a chi non ha paura di lunghi dialoghi e non teme intrecci di criminalità tanto complessi da richiedere un menù apposito per permettere al giocatore di destreggiarsi con confidenza tra nomi e ruoli. In questo sesto gioco, Kazuma Kiryu cercherà per l'ultima volta di abbandonare il suo passato nella yakuza, ma se ci riuscirà e a che prezzo è meglio che lo scopriate da voi: è un viaggio che vale la pena vivere sulla propria pelle.

© Riproduzione riservata