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Smartphone ancora in calo. Frena il mercato cinese. La causa? Poca…

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FRENA IL MERCATO CINESE

Smartphone ancora in calo. Frena il mercato cinese. La causa? Poca innovazione e prezzi troppo alti

Scendono del 2,4%, nel primo trimestre del 2018, le vendite a livello mondiale dei telefonini intelligenti. Lo spedito, secondo le rilevazioni diffuse ieri dalla società di ricerca Idc, si è fermato a quota 336,1 milioni di unità e la flessione nel confronto anno su anno si spiega, sostanzialmente, con la forte frenata della domanda in Cina. Nel Paese del Dragone le consegne di smartphone sono infatti rimaste sotto la soglia dei 100 milioni, con un saldo negativo del 21% rispetto allo stesso periodo di un anno fa, e si tratta della prima volta negli ultimi cinque anni.

Otto dei primi dieci marchi che si battagliano il mercato più importante del pianeta, per sintetizzare ancora meglio lo scenario, hanno registrato un andamento in rosso nei primi tre mesi. Considerando inoltre che il consuntivo 2017, a livello mondiale, si è chiuso in calo dell'1% (per un miliardo e 472 milioni di unità spedite), si può ragionevolmente parlare di vera e propria tendenza al ribasso per gli smartphone. Brutte notizie, dunque, per Samsung, Apple e compagnia? Non esattamente.

Salgono Huawei e Xiaomi
Se il colosso coreano ha perso qualcosa in termini di volumi (il 2,4% rispetto al primo trimestre del 2017) e mantenuto stabile la quota di mercato al 23,3%, sia la casa di Cupertino che soprattutto Huawei e Xiaomi hanno approfittato della situazione di stallo aumentando il numero di telefonini spediti. Apple, nello specifico, è cresciuta del 2,8%, consolidando la propria share al 15,5%, mentre le vendite dei due produttori cinesi sono lievitate del 13,8% e dell'86,4% rispettivamente. Per Huawei è di fatto la consacrazione come terza forza assoluta dell'universo smartphone (a fine marzo ha chiuso con una fetta del venduto pari all'11,8% e l'intento dichiarato è quello di scalare al gradino più alto del podio entro due anni); per Xiaomi c'è la conferma che il piano di espansione in Europa è supportato da una base attiva di clienti che supera su scala globale l'8%. A completare la top five dei vendor c'è infine un'altra azienda cinese, Oppo, mentre fa sensazione il calo di venduto che ha interessato i cosiddetti “others” (Nokia, Motorola, Lg, Lenovo, Zte, Sony, Htc e via dicendo), le cui consegne sono scese nel trimestre di circa il 17% pesando per circa un terzo del totale. Dodici mesi fa la loro porzione di mercato si attestava al 40%.

Rallenta il ciclo di sostituzione dei prodotti di fascia alta
L'evidente contrazione di domanda si spiega, come detto, con il rallentamento di domanda da parte dei consumatori cinesi, oggi meno propensi, rispetto al recente passato, a sostituire il vecchio smartphone con l'ultimo modello appena arrivato sul mercato. L'abbondanza nei negozi di prodotti di fascia molto alta lanciati negli ultimi 12-18 mesi, a listino con prezzi superiori agli 800/900 dollari, ha di fatto fermato, a detta degli analisti, il ciclo di aggiornamento nel breve periodo. Le limitate innovazioni, soprattutto a livello hardware, degli apparecchi di ultima generazione ha, in altre parole, convinto una parte dell'utenza globale a stoppare i nuovi acquisti, o perlomeno a ritardarli. Da qui la sensazione, espressa da Idc, che la disponibilità di nuovi smartphone di fascia premium, nella seconda parte dell'anno, potrebbero guidare le vendite in territorio positivo. E la domanda in tal senso sorge spontanea: chi saprà cavalcare meglio questo nuova fase del mercato dei telefonini?

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