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Arriva il cellulare con schermo olografico. Ecco com’è fatto e a…

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il 3D in mobilità

Arriva il cellulare con schermo olografico. Ecco com’è fatto e a cosa serve

Se n’era parlato moltissimo lo scorso luglio, quando Red, produttore di videocamere professionali di altissimo profilo (e prezzi di capogiro), ne annunciò caratteristiche e futura disponibilità giocandosi la carta di un testimonial d’eccezione come Brad Pitt. A distanza di quasi un anno, questo smartphone è pronto a fare il suo debutto in grande stile sul mercato americano: entro l’estate sarà in distribuzione sui canali di vendita di Verizon e AT&T, con un prezzo di vendita confermato in 1.295 dollari per la versione Alluminio e in 1.595 dollari per quella Titanio.

Stiamo parlando dell’Hydrogen One, il primo telefonino con display olografico al mondo. Ottenute le certificazioni di circostanza dagli operatori e introdotte alcune migliorie, come ha confermato il fondatore di Red, Jim Jannard, nel comparto fotografico grazie all'inserimento di una doppia fotocamera sia sul retro sia frontalmente, tutto è praticamente pronto per alzare il sipario.

Il 3D a portata di schermo

Che il prodotto susciti molto interesse lo dice il fatto che i pre-ordini per entrambe le versioni del prodotto non sono più accettate sul sito ufficiale della società californiana. Al momento, oltretutto, nulla si sa circa un eventuale suo lancio in Europa.

L’unica certezza che possiamo spenderci, senza averlo visto da vicino, è il punto di forza dell’Hydrogen One, e cioè lo schermo olografico da 5,7 pollici di diagonale a risoluzione Qhd, e quindi l’interfaccia che promette di rivoluzionare le modalità di interazione con i contenuti in mobilità, simulando la visione di immagini e filmati in tre dimensioni senza ricorrere all'utilizzo di occhiali o visori.

Come è fatto

A livello puramente estetico, lo smartphone in questione non si distingue certo per la raffinatezza del suo chassy, molto più vicino per fattezze a un dispositivo di classe “rugged” (gli apparecchi ultra robusti e resistenti specificatamente pensati per utilizzo in ambito lavorativo), e per la sua leggerezza. Sul posteriore sono inseriti dei pin per la connessione di moduli esterni che saranno rilasciati più avanti e dedicati alla fotografia e alla registrazione di filmati con qualità cinematografica (il concetto è un po' quello dei Moto Mods di Motorola e di altri produttori, come Lg ed Essential, che hanno sposato questo filone).

Nel motore opera un processore Snapdragon 835 di Qualcomm e quindi un Soc (System on chip) meno performante di quelli che troviamo a bordo degli smartphone top di gamma di ultima generazione. Ottima, per contro, la dotazione a livello di batteria, con un'unità da 4.500 mAh.

Come funziona

Gli unici aggettivi che possiamo permetterci di spendere “a distanza” per questo smartphone sono “ambizioso ed esclusivo”. Chi ha potuto averlo in mano per un primo sommario test, il sito tech TheVerge, conferma come la creazione e visualizzazione di immagini olografiche, ottenute grazie a un sistema (integrato nel display) capace di deviare i fasci di luce in molte più direzioni rispetto ad un display tradizionale, sia sicuramente d'effetto. A dare ulteriore suggestione al tutto contribuiscono gli altoparlanti stereo posizionati sul frontale e sofisticati algoritmi che assicurano un’esperienza di suono in stile Dolby Sorround mai raggiunta da qualsiasi altro smartphone.

L’altro plus, evidenziato da chi l’ha provato, è la modularità dell’apparecchio, che si può trasformare per esempio in una fotocamera portatile con obiettivi intercambiabili. Basteranno queste due caratteristiche per renderlo un prodotto appetibile per una clientela che non appartiene alla comunità dei super appassionati (o dei professionisti) delle riprese video? Da The Verge fanno (giustamente) notare come l’Hydrogen One potrebbe avere senso se proposto come elemento a valore aggiunto dell’ecosistema Red e non come prodotto “stand alone” di nicchia. Se così fosse, il rischio che diventi il classico esercizio di innovazione pronto a finire presto nel dimenticatoio è parecchio elevato.

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