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Ecco i quattro settori conquistati dalle startup

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Ecco i quattro settori conquistati dalle startup

Un'interessante analisi, pubblicata dal portale eu-startups.com, ci indica alcuni settori ritenuti pronti, più di altri, a cavalcare l'effetto “disruption” portato in dote dalle nuove imprese innovative. Il comparto assicurativo è sicuramente uno di questi e il boom del fenomeno insurtech ha i connotati di interfacce “user friendly” e servizi flessibili e a basso costo, di soluzioni più facilmente accessibili e fruibili, online o via app mobile, di quelle offerte dalle compagnie tradizionali. Le micro-polizze personalizzabili per l'assistenza sanitaria e ospedaliera offerte dalla tanzaniana Jamii e l'assicurazione per la casa che sfrutta sensori intelligenti per prevenire eventi potenzialmente oggetto di reclami come quella proposta dall'inglese Neos sono due facce del cambiamento in atto. Le startup, a partire dal 2013, hanno rotto gli equilibri di un settore fortemente regolamentato e con fortissime barriere all'ingresso.

Gli effetti? Gli investimenti nelle insurtech, nel corso del 2017, sono cresciuti del 32% rispetto all'anno precedente arrivando a toccare i 2,3 miliardi di dollari (lo dice un recente report di Accenture basato su dati CB Insights), con oltre 330 deal conclusi. L'Europa, in questo cambio di orizzonte, gioca un ruolo decisivo: l'anno passato il valore delle operazioni è cresciuto del 385% sfiorando quota 680 milioni di dollari e oltre la metà di questa cifra (364 milioni) ha interessato startup del Regno Unito.

Una seconda industry sensibilmente impattata dall'azione dirompente dell'innovazione tecnologica che viene dal basso è quella dell'education. Nel 2017, secondo CB Insights, i finanziamenti dei venture capital nelle startup che operano nel campo dell'istruzione hanno sfiorato i tre miliardi di dollari. Premiando piattaforme che utilizzano l'intelligenza artificiale per trasformare gli articoli di cronaca in materiali didattici profilati per età come quella di Newsela (fondata nel 2012 e oggi presente in tre quarti delle scuole americane) oppure sistemi pensati per garantire l'autenticazione di esami e test online come quello di Examity, che collabora con più di 100 università e nel 2017 ha chiuso un round di 21 milioni.

L'intelligenza artificiale, sempre lei, è la tecnologia che guida la rivoluzione in settori ricerca medica e della consulenza legale. Lo confermano startup come Freenome, che lavora su tecnologie in grado di rilevare il cancro utilizzando solo campioni di sangue, o come Arterys, che sfrutta algoritmi di machine learning per studiare le scansioni di risonanza magnetica e rilevare potenziali anomalie. La californiana Casetext, invece, è una delle tante startup emergenti nel campo del legal tech: ha attirato l'attenzione di importanti venture capital, raccogliendo dal 2013 a oggi alcune decine di milioni di dollari, grazie a un software in grado suggerire, in pochi secondi, rilevanti casi legali del passato semplicemente leggendo degli appunti.

La sostenibilità ambientale, infine, è un mondo che registra progetti che vanno ben oltre il concetto di produzioni sulla carta “eco friendly” (negli Stati Uniti, attualmente, meno del 10% dei contenitori in plastica è riciclato). Skipping Rocks Lab, per esempio, è una startup londinese attiva nel packaging che sta sperimentando l'utilizzo di materiali naturali, estratti da piante e alghe marine, per creare imballaggi a basso impatto per l'ambiente. Il suo primo prodotto, Ooho, è una palla flessibile e biodegradabile ideata per contenere non solo l'acqua potabile ma anche altre bevande e cosmetici. L'indiana Graviky Labs, invece, nasce come spin off del Mit Media Labs e ha creato un dispositivo (Kaalink) in grado di catturare fino al 95% delle emissioni di carbonio prodotte da veicoli e camini prima che entrino nell'atmosfera, trasformando le polveri raccolte in uno speciale inchiostro per usi diversi, dalla serigrafia alla pittura a olio. Si è calcolato che, fino a oggi, questa tecnologia abbia “pulito” 1,6 trilioni di litri d'aria. Ma siamo solo agli inizi. Se installato sulle flotte di autobus e taxi, gli effetti potenziali sulla riduzione dell'inquinamento atmosferico sarebbero impressionanti. Dirompenti, per l'appunto.

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