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Gli amici a quattro zampe valgono oro. Round da 155 milioni per il quasi…

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Gli amici a quattro zampe valgono oro. Round da 155 milioni per il quasi unicorno Rover

L'anno passato, di questi tempi, annunciò il merge con DogVacay, un'altra startup attiva nei servizi dedicati all'accudimento degli animali domestici. In questi giorni Rover.com, marketplace per il “pet sitting”, il “dogboarding” e il “dog walking” nato nel 2011 a Seattle, ha ufficializzato una nuova tornata di finanziamenti dal valore di 155 milioni di dollari. Un'operazione di rilievo, considerando la tipologia di mercato in cui opera la società americana, ma che è solo l'ultima di una serie iniziata nell'aprile del 2012 con un investimento a firma di Madrona Venture Group. Poi seguirono i round sottoscritti da The Foundry Group e dalla catena Petco (rispettivamente febbraio e luglio 2013), quelli con protagonisti Menlo Ventures (marzo 2014, operazione da 12 milioni di dollari) e Technology Crossover Ventures (marzo 2015, 25 milioni) e infine gli ultimi due, i più consistenti in termini finanziari, conclusi nel settembre 2016 (40 milioni) e nel luglio dello scorso anno (65 milioni).
La sfida a Wag, startup nata a Los Angeles nel 2014, capace di raccogliere a inizio anno ben 300 milioni di dollari dal fondo SoftBank e considerata dagli addetti ai lavori la regina del dog-walking negli Stati Uniti (non a caso è definita la “Uber per i cani”), è quindi lanciata. La fusione di cui sopra, suggerita da un modello di business molto simile, è stato il primo passo; la nuova iniezione di 155 milioni (di cui 30 milioni derivano da una linea di credito aperta da Silicon Valley Bank) ha elevato ulteriormente le quotazioni di Rover, che oggi arriva a una valutazione, secondo i calcoli riportati dal Wall Street Journal, di 970 milioni di dollari.
L'interesse, da parte dei venture capital, per le nuove imprese che operano nell'universo dei servizi per la cura dei cani, è quindi enorme ed enorme è anche l'opportunità di business per milioni e milioni di persone in tutto il mondo. Tutto funziona tramite app mobile, e quindi lo smartphone, e l'intermediazione di una piattaforma digitale come per l'appunto Wag o Rover. La qualità del servizio, anche in questo caso, potrebbe fare la differenza e decretare vincitori e vinti di un mercato molto particolare ma al contempo molto promettente. Wag, lo scorso autunno, era finita nel mirino della critica di Bloomberg proprio per lo scadente servizio garantito agli utenti e forse anche per questo Rover oggi adotta politiche abbastanza restrittive circa l'affiliazione dei “dog sitter” (ne ha 200mila in tutto il Nord America), accettando meno del 20% delle candidature ricevute.

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