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YouTube è la piattaforma preferita dagli adolescenti. Ma ancora non…

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YouTube è la piattaforma preferita dagli adolescenti. Ma ancora non per molto

Avrebbero vinto loro, quelli di Youtube. Secondo un recente studio di Pew Research Center, l'85% degli adolescenti (età 13-17) ha dichiarato eterna fedeltà alla piattaforma video più popolare e mastodontica della storia del web. La madre di tutte le sfide, quella che porta dritto a mettere le mani sui teen-agers, gli uomini di domani, i professionisti del futuro se la sarebbero accaparrata loro. Secondo il loro amministratore delegato Susan Wojcicki, YouTube avrebbe qualcosa come 1,8 miliardi di spettatori al mese . Considerando che il numero non tiene conto degli spettatori che vanno semplicemente su YouTube per guardare i video senza accedere al loro account, significa che la copertura di YouTube continua a crescere come se non ci fosse un domani.

I risultati del Pew indicano anche una tendenza in atto già da tempo e che poco o nulla ha a che fare con lo scandalo Cambirdge Analytica. I giovanissimi continuano ad allontanarsi da Facebook e da tutte quelle piattaforma social che non hanno dato all’immagine e al video un ruolo distintivo. «Per la maggior parte, gli adolescenti tendono a utilizzare piattaforme simili a prescindere dalle loro caratteristiche demografiche» afferma il rapporto di Pew - ma ci sono delle eccezioni. In particolare, gli adolescenti a basso reddito hanno maggiori probabilità di gravitare verso Facebook rispetto a quelli provenienti da famiglie a reddito più elevato».

Dietro a breve distanza Instagram (72%) e Snapchat (69%). Dall'altro lato dello spettro ci sono piattaforme come Twitter (32%), Tumblr (9%) e Reddit (7%).

Queste statistiche però dicono poco. Perché più del presente conta il futuro, come si spostano gli adolescenti, come si aggregano e si disaggregano. «È chiaro che l'ambiente dei social media oggi ruota attorno a una piattaforma unica rispetto a tre anni fa», afferma il rapporto. Il concetto di fedeltà nei social non ha quel senso vintage che la generazione analogica dà agli oggetti. Come dinostrano fenomeni come Fortnite nel mondo gaming, tutto è repentino e massivo. Oggi Youtube domani sarà Snapchat, dopodomani sarà LinkedIn. Tutto è fluido ma non è coatico. Il senso è una questione generazionale.

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