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Con il nuovo Safari, Apple dichiara guerra a Facebook sulla privacy

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WWDC 2018

Con il nuovo Safari, Apple dichiara guerra a Facebook sulla privacy

È passata un po' in sordina, vista la vastità delle novità annunciate durante la WWDC di scena a San Jose. Ma tra le altre, c'è una mossa firmata Apple che pone una nuova questione. E che acuisce, di fatto, una frattura già percettibile da qualche settimana. Gli sviluppatori di Cupertino hanno deciso di dichiarare guerra a Facebook, e più precisamente alla modalità di tracciamento della navigazione degli utenti che ha fatto del social network di Mark Zuckerberg un vero colosso.

Con il nuovo sistema operativo per computer Mac, macOS Mojave, il browser della casa di Cupertino, Safari, introdurrà una funzione chiamata “Intelligent Tracking Prevention”. Si tratta di una feature che impedisce ai pulsanti “Mi piace” o “Condividi” dei social media e ai widget di commento di tracciare gli utenti senza la loro autorizzazione.

Durante il keynote della WWDC, del resto, Craig Federighi (responsabile del software Apple) ci è andato giù pesante, dicendo che Facebook potrebbe tenere d'occhio la navigazione delle persone in modi che potrebbero non essere a loro noti: «Lo abbiamo visto tutti, come i pulsanti like, i pulsanti di condivisione e i campi per i commenti possano essere utilizzati per seguire le vostre tracce». Da qui la scelta di introdurre in Safari un'opzione che consenta a chi naviga di mantenere private le sue informazioni.

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Apple e la privacy
Una decisione importante, che pone Apple in una posizione nuova. O forse semplicemente coerente con le scelte che da sempre contraddistinguono la società di Cupertino: la privacy degli utenti prima di tutto. Una storia che parte da lontano, e che ha trovato la sua massima espressione nel febbraio 2016, quando Cook e i suoi si rifiutarono di sbloccare l'iPhone del terrorista di San Bernardino nonostante le pressioni di giudici ed Fbi. In quelle settimane la Silicon Valley si strinse intorno ad Apple. Nacque un fronte comune che vedeva schierate i big della tecnologia mondiale in difesa della privacy. E il risultato fu incredibile: Apple riuscì a non cedere, e l'Fbi trovò un'altra strada per sbloccare quello smartphone.

Le crepe con Facebook
La Silicon Valley unita, però, è solo un ricordo. Le recenti faccende poco chiare sulla gestione dei dati che hanno riguardato Facebook (lo scandalo Cambridge Analytica per la precisione) hanno aperto crepe profonde fra la società di Zuckerberg e quella di Cook. Il Ceo di Apple non ha lesinato critiche pesanti, nei giorni caldi del datagate: «Noi potremmo fare tonnellate di soldi se monetizzassimo i nostri clienti, se i nostri clienti fossero i nostri prodotti. Ma abbiamo scelto di non farlo». Frasi a cui Zuck ha risposto in modo abbastanza piccato. La decisione di creare un tool per Safari in grado di tagliare fuori i metodi di tracciamento di Facebook è la ciliegina sulla torta.

E ora cosa farà Google?
La decisione di Apple spiazza un po' tutti. Anche Google. Big G, proprietario di Chrome, browser più diffuso al mondo fra device desktop e mobile. È abbastanza chiaro, infatti, che la nuova privacy di Safari sarà un punto di vantaggio per il browser made in Cupertino. E sarà molto interessante capire quali saranno le contromisure di Google. Per quanto riguarda i rapporti fra Apple e Facebook, invece, sembra ormai palese che siano abbastanza deteriorati, ed è difficile ipotizzare quali possano essere le conseguenze. Apple e Facebook sono due giganti della stessa industria, quella tecnologica. Prodotto e servizi che si integrano e danno vita al miracolo californiano. Ora qualcosa scricchiola.

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