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Startup innovative vicine a quota 9mila. Scende il fatturato…

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Startup innovative vicine a quota 9mila. Scende il fatturato complessivo. E più di una su due è in perdita

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L'ecosistema, con tutti i limiti che lo caratterizzano, cresce. E in modo sostenuto e costante, pur con qualche ombra di troppo in termini economici. Lo dice la 15esima edizione del rapporto trimestrale realizzato da Ministero dello Sviluppo Economico e InfoCamere, in collaborazione con Unioncamere, sui numeri e i trend delle startup innovative italiane. Al 31 marzo 2018, lw imprese iscritte nello speciale Registro erano 8.897, in aumento del 6% (506 unità) rispetto a fine 2017. Tra le 337mila società di capitali con meno di cinque anni e cinque milioni di fatturato annuo, questo lo spaccato su scala generale, il 2,6% risultava registrata come startup innovativa alla data della rilevazione (nella ricerca e sviluppo l'incidenza aumenta al 65%).
In forte crescita, ed è un buon segnale, è l'indicatore relativo alla forza lavoro, in virtù dei 45.861 addetti coinvolti; un anno prima erano 35.672 e l'incremento è quindi superiore al 28%. Se guardiamo nello specifico alla componente dei soci, questa cresce del 5,6% arrivando a quota 36.226; ogni startup innovativa, in media, ne annovera più di quattro contro i due riscontrati tra le altre società di capitali comparabili. Per contro, le imprese a prevalenza femminile, in cui le quote di possesso e le cariche amministrative sono detenute in maggioranza da donne, sono solo 1.192, il 13,4% del totale.


Ottimi anche i parametri inerenti il capitale sottoscritto, che registra un salto in avanti negli ultimi tre mesi del 18%, passando dai circa 423 milioni di euro di fine dicembre ai 499 milioni di fine marzo (la media peer impresa è di 56.097 euro, in salita dell'11%). Per quanto riguarda la distribuzione per settori di attività, oltre il 71% delle startup innovative fornisce servizi alle imprese e, in particolare, prevalgono specializzazioni quali la produzione di software e la consulenza informatica (sono il 32,2%) e l'attività manifatturiera, filone che abbraccia poco meno di una nuova startup su cinque. Analizzando la distribuzione geografica del fenomeno, invece, la Lombardia si conferma la Regione locomotiva dell'ecosistema con oltre 2.100 startup iscritte nel Registro, il 24% del totale nazionale. Seguono il Lazio con 911 (10,2%), che per la prima volta supera l'Emilia-Romagna, ferma a 884 (9,9%). Al quarto posto rimane il Veneto con 822 (9,2%), seguito dalla Campania, prima regione del Mezzogiorno con 658 (7,4%). La Regione con la più elevata incidenza di startup innovative in rapporto al totale delle società di capitali è sempre il Trentino-Alto Adige, con un'incidenza del 5%.
Gli indicatori economici e finanziari, infine, e veniamo alle dolenti note. Stando ai dati di bilancio attualmente disponibili, relativi al 2016 e riguardanti solo il 55,6% delle startup iscritte, il valore della produzione medio per impresa è di circa 150mila euro, cifra in calo del 2,9% rispetto a quella rilevata nel trimestre precedente. L'attivo medio è pari a poco più di 263mila euro, anch'esso in diminuzione (dell'1,6%) rispetto alla precedente rilevazione.
Il fatturato complessivo delle imprese innovative nell'esercizio 2016, questo il dato cui fare riferimento considerando nella valutazione la fuoriuscita dal Registro delle imprese con oltre cinque anni di anzianità, supera i 741 milioni di euro ma risulta inferiore del 2,6% rispetto alla produzione espressa dalle startup iscritte a fine 2017 e si accompagna a un reddito operativo in rosso di 88 milioni. Nel 2016 le società che hanno chiuso in perdita sono state il 56,6% del totale.

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