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WeDoctor, startup cinese da 5,5 mld $ che si candida ad Amazon…

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WeDoctor, startup cinese da 5,5 mld $ che si candida ad Amazon della salute

Poco meno di due mesi fa saliva agli onori della cronaca finanziaria per la chiusura di un finanziamento da 500 milioni di dollari, uno dei più cospicui in assoluto nel settore e-health, guidato da una succursale del Gruppo assicurativo di Hong Kong AIA Company Ltd. Alle sue spalle c'è il gigante Tencent Holdings e la sua valutazione pre Ipo è salita oggi a quota 5,5 miliardi di dollari. La sua missione? Disintermediare l'enorme mercato cinese della sanità pubblica offrendo ai consumatori (con una certa capacità di spesa) una piattaforma per accedere online a diagnosi, prescrizioni, farmaci e a un servizio di prenotazione per le visite mediche.

Sul tavolo, secondo le ultime rilevazioni di McKinsey & Co, c'è un business da oltre mille miliardi di dollari stimato entro il 2020, rispetto ai 357 miliardi del 2011, che vedrà in gara pochi provider di servizi sanitari privati.

WeDoctor, fondata nel 2010 da Jerry Liao Jieyuan, guru dell'intelligenza artificiale, è ovviamente fra questi e opera con quattro unità principali focalizzate su sanità, cloud, assicurazioni e prodotti farmaceutici; sulla sua piattaforma sono presenti al momento oltre 2.700 ospedali, 240mila medici, 15mila farmacie e vi navigano mensilmente qualcosa come 27 milioni di utenti dei 160 milioni effettivamente registrati.

Un colosso digitale, insomma, che ha fatturato nel 2016 circa 1,2 miliardi di yuan (183 milioni di dollari) e che ha massimizzato grazie agli algoritmi di machine learming l'analisi dei dati raccolti da questa gigantesca community per trasformarla in opportunità di vendita, per i produttori di farmaci e non solo. Una volta che l'utente attivo su WeDoctor viene profilato, ecco scattare in serie sui social feed e sui recapiti telefonici del consumatore/paziente annunci per i trattamenti, avvisi sugli integratori alimentari, consigli nutrizionali, promozioni di polizze assicurative e quant'altro.

Come si legge in un articolo molto dettagliato pubblicato su Bloomberg, l'area di intervento della società va anche oltre l'universo della sanità in senso stretto. Nel suo catalogo non manca per esempio uno smart speaker per la casa che fa il verso alla serie Echo di Amazon e diventa una sorta di “chat” sempre attiva per i medici che devono comunicare con i loro pazienti. A muovere tutto le capacità dell'intelligenza artificiale, uno strumento che, a detta di Liao, “non sostituirà i medici, ma contribuirà ad aumentare la loro efficienza e precisione e a migliorare significativamente la qualità dei servizi sanitari cinesi nei prossimi 5-10 anni”.

WeDoctor, insomma, vorrebbe arrivare dove neppure realtà come Alibaba e Baidu sono riuscite, e cioè quella di cambiare le regole del gioco di un settore che soffre in modo evidente delle lungaggini burocratiche ed organizzative delle cliniche governative. Per vincere la partita, WeDoctor (così come la rivale Good Doctor che fa capo a Ping An Insurance Group) punta sui dati dei pazienti e sulla liberta di “manipolarli”, sfruttando gli attuali buchi normativi della legge cinese per la protezione della privacy dei cittadini. L'altra freccia nelle mani della società, oltre alla tecnologia, sono i capitali, e quindi le risorse per investire in infrastrutture e progetti mirati. Lo scorso marzo, per esempio, WeDoctor ha aperto una clinica a Hangzhou, un distretto tecnologico in forte ascesa che già ospita un campus di Alibaba, dando vita a uno spazio di 2.500 metri quadrati in cui lavorano specialisti di varia natura. Altri sei centri simili, che diventeranno il braccio armato della piattaforma che eroga servizi online, sono previsti entro la fine dell'anno, sfruttando le sinergie con uno dei suoi investitori, il gruppo immobiliare New World. Ma siamo solo all'inizio, perché – come dice Liao – “la nostra piattaforma è solo nelle prime fasi di sviluppo e c'è ancora molto da fare”.

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