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Le 5 regole per usare lo smartphone in sicurezza in vacanza (o a casa)

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Le 5 regole per usare lo smartphone in sicurezza in vacanza (o a casa)

Lo smartphone è il nostro compagno di vita quotidiana, ma durante le vacanze diventa un alleato insostituibile. A parte le sue capacità di comunicazione che ci tengono in contatto con amici e parenti, risulta preziosissimo con le sue mappe, i suoi consigli su dove andare a mangiare, le recensioni di spettacoli e la incessante insistenza di Google Assistant nel segnalarti le cose interessanti che si trovano nelle vicinanze.

Per questo motivo è importantissimo usare un occhio di riguardo per il nostro smartphone in vacanza, quando è più vulnerabile e la sua perdita o una sua violazione informatica potrebbero avere un impatto maggiore sulla nostra vita. Per fortuna, ci sono molti espedienti che contribuiscono a rendere più sicuro il dispositivo e non è detto che avrete voglia di disabilitarli quando tornerete al lavoro.

1 . Le Wi-Fi libere sono l'equivalente informatico dei peggiori bar di Caracas
Quando siamo in vacanza, si vedono i free wi-fi di alberghi, negozi e ristoranti come delle oasi nel deserto che ci permettono di risparmiare giga (se siamo in Europa) o di abbeverarci alla fonte di Internet se non abbiamo stipulato piani per il traffico dati all'estero con il nostro operatore. Purtroppo, le Wi-Fi libere sono un luogo pericolosissimo per i nostri dati. I metodi per rendere insicura la connessione tra router e smartphone sono molti, ma la truffa che i criminali mettono in pratica più di frequente è quella di creare una rete wi-fi con un nome simile a quella del luogo in cui vi trovate. Voi sarete sicuri di collegarvi alla rete del ristorante o dell'albergo, ma i vostri dati finiranno per transitare sui computer di un criminale. La soluzione è semplice: installate una VPN. Ne esistono molte sia per Android sia per iOS e tengono al sicuro i vostri dati mentre navigate in reti non sicure. Dal momento che è possibile che saltino fuori vulnerabilità anche nei programmi che gestiscono le VPN, evitate transazioni bancarie o operazioni molto sensibili quando non siete sicuri di esser collegati a una rete sicura.

2. La privacy è importante, ma anche ritrovare lo smartphone perduto ha il suo perché
Quando si viaggia è più facile perdere qualcosa. Provate a fare un salto nella stazione dei treni di una grande città e chiedere all'ufficio oggetti smarriti quanti oggetti custodiscono…
Lo stesso può capitare al nostro smartphone, ma ci sono delle funzioni apposite pensate per venirci in aiuto. Si chiamano “trova il mio iPhone” su iOS e “trova il mio dispositivo” su Android. Nelle versioni più recenti, viene chiesto in fase di installazione del nuovo dispositivo se attivarli, ma molti non lo fanno per paura del tracciamento GPS. Almeno in vacanza, bisognerebbe vincere questa resistenza al fornire la posizione del proprio smartphone, perché avere la possibilità di recuperare il telefono smarrito può tornare davvero comodo. Per controllare se il nostro dispositivo è stato configurato per poter esser ritrovato basta andare nelle impostazioni e cercare le voci “trova il mio dispositivo” o “trova il mio iPhone” nella scheda “sicurezza”.

3. Lasciamo che Lost in Translation resti il titolo di un film
Questo è un accorgimento che usano in pochi, ma sevi recate all'estero e vi piace visitare le attrazioni del luogo, quella di scaricare le mappe della zona in cui state viaggiando è una grande idea. Oltre a risparmiare il traffico di connessione mentre usate il navigatore (che non è poi un gran consumo) mi mette al riparo dalle zone non coperte dalla rete dati, che spesso sono anche le più desolate. L'opzione è ben visibile nel menu di Google Maps e si chiama “Mappe Offline”.

4. Ci hanno rubato lo smartphone? Facciamolo diventare un (costoso) mattone
La prima cosa che bisognerebbe fare quando si compra uno smartphone è quella di attivare la crittazione dei dati. Nel menu sicurezza delle impostazioni, infatti, è possibile codificare in automatico tutti i dati che vengono salvati nella memoria, rendendoli inservibili a chi non conosce la password. E questo ci porta a un tema che abbiamo già trattato qui: se non usiamo delle password difficili da indovinare, non servono a niente. Ricordiamoci di spuntare l'opzione “codifica la memoria SD” per proteggere anche i dati contenuti sulla schedina esterna. Inoltre, accedendo ai pannelli di controllo delle opzioni “trova il mio iPhone” o “trova il mio dispositivo” di cui abbiamo parlato sopra, abbiamo la possibilità di cancellare tutto il contenuto del dispositivo. Se vogliamo andare oltre, sullo store di Google si trovano varie app antifurto che cercano di scattare una foto del ladro per renderne più semplice l'identificazione alle forze di polizia.

5. Per carità, chiudete quella porta!
Uscireste mai di casa senza chiudere la porta? E lascereste la vostra auto incustodita senza esservi assicurati d'aver bloccato le portiere? Ebbene, queste regole di comune buonsenso sfuggono a oltre il 50% di utilizzatori di smartphone, che non inseriscono un codice di blocco dello schermo per impedire che altre persone usino il dispositivo senza il loro permesso. Il codice di blocco è importantissimo in caso di smarrimento o furto dello smartphone perché impedisce al ladro di ficcanasare nei nostri indirizzi privati, foto, messaggi e così via, oltre a metterci al sicuro da scherzi di dubbio gusto da parte di amici burloni. Al giorno d'oggi si può usare un pin, una impronta digitale, un segno tracciato sullo schermo o addirittura lo sguardo per sbloccare il dispositivo: un sacrificio di pochi secondi che si può fare in nome della sicurezza.

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