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Google vuole rendere più facile programmare sui computer quantistici

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intelligenza artificiale

Google vuole rendere più facile programmare sui computer quantistici

Si è mossa in anticipo, come sempre. Google ha presentato nel suo Blog, Cirq, un software per aiutare gli sviluppatori a sperimentare forme di programmazione sulle macchine quantistiche, tra cui naturalmente il super-potente processore quantico di Google. Tecnicamente è un framework open source come quello che Tensor Flow sempre del colossi di Mountain View per l’intelligenza artificiale. Ma in questo casa le cose son un pelo più complicate. Il computer quantistico invece dei bit digitale che sono rappresentati da un codice binario, i o 0 , i computer quantistici usano “qubit”, che possono essere in entrambi gli stati contemporaneamente e possono anche influenzarsi a vicenda anche se non sono fisicamente connessi. Per sfruttare questa macchine serve un software e un linguaggio completamente diverso e ad oggi sono pochissimi gli sviluppatori che sanno dove mettere le mani. Siamo, va detto, in una fase precoce dello sviluppo dell'informatica quantistica ma proprio per questo è strategico mettere le mani avanti. Se infatti nell’Ia c’è una supremazia delle grandi piattaforme digitali cino-californiane sul quantum computing la partita sembra più aperta. L’Europa, per esempio, l'Europa prevede in generale lo sviluppo di quantum computer ad alte prestazioni - nell'ordine dei 100 qubit - in un lasso di tempo tra cinque e dieci anni. E ha investisto qualcosa come un miliardo di euro. La mossa di Google in un certo senso renderà la corsa più avvincente.

L’annuncio del team di Google AI Quantum consiste quindi nella pubblicazione della versione Alfa di Cirq per i computer Nisq che sta per Noisy Intermediate-Scale Quantum ovvero dispositivi con 50 - 100 qubit. Cirq, si legge nel blog, si concentra su domande a breve termine e aiuta i ricercatori a capire se i computer quantistici NISQ saranno in grado di risolvere problemi che il mondo del computer in silicio risolve facilmente. Per ora, gli sviluppatori possono usare Cirq per creare algoritmi quantistici che girano su simulatori. Ma l'obiettivo è di aiutarlo a costruire un software che verrà eseguito su una vasta gamma di macchine reali (quando arriveranno).

Va detto che esistono già altre iniziative open source che consentono agli sviluppatori di creare codice per alcune macchine quantistiche esistenti, ma la mossa di Google è significativa perché la società è stata in prima linea nello sviluppo di potenti processori quantistici come il chip Bristlecone nell'immagine sopra, che detiene il record per il numero di qubit.



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