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Google va oltre Android: sarà sostituito dal nuovo sistema operativo Fuchsia

Il mondo digitale corre troppo veloce per fermarsi davanti a una multa. Anche se questa è da 4,3 miliardi di euro. Così, proprio nei giorni in cui Android è balzato agli onori della cronaca per la mega sanzione firmata Ue, Google spinge forte sull'acceleratore per guardare oltre il robottino. L'idea esiste già e si chiama Fuchsia, e nel giro di tre-cinque anni sostituirà Android. Un progetto ambizioso, sul quale l'amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, ha puntato molte fiches. Tanto che dopo un avvio in sordina, nel 2016, oggi a Fuchsia stanno lavorando oltre 100 sviluppatori, scrive Bloomberg. Segno evidente che a Mountain View le idee siano già abbastanza chiare.

Superare Android per superare gli smartphone
Ma perché mandare in pensione Android, sistema operativo che ha quasi monopolizzato il settore mobile con percentuali di diffusione che arrivano all'85? Il motivo è strategico e a lunga gettata. Google vuole superare l'età degli smartphone, andando oltre lo scenario attuale e intraprendendo una visione di ecosistema che abbracci tutto ciò che sia connesso: non solo smartphone, dunque, ma anche laptop, wearable e soprattutto il mondo sconfinato dell'Internet of Things. Fuchsia è stato pensato per superare i limiti di Android, per adattarsi meglio alle interazioni vocali e ai frequenti aggiornamenti di sicurezza (quanto mai necessari) e per funzionare allo stesso modo su una vasta gamma di dispositivi. Un progetto strettamente connesso allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, che è la vera stella polare dei giganti tecnologici per l'immediato futuro.

Un impatto enorme
Mentre parte del codice di Fuchsia, che sarà open source, è già on line e in mano ad alcuni sviluppatori, ci si interroga su quale sarà l'impatto di questa mossa. E la risposta più frequente è una sola: enorme. Google sta costruendo un nuovo sistema operativo ben consapevole di dover sostituire quello attuale, Android, che gira su miliardi di device sparsi per il mondo. Per questo a Mountain View la parola d'ordine è “prudenza”. Pichai deve muoversi con zelo, anche in virtù del fatto che oggi Android può contare su decine di partner sul lato hardware, migliaia di sviluppatori e miliardi di dollari in fatto di advertising. Senza dimenticare che proprio il robottino è stato attenzionato dall'Unione Europea che ha appena comminato a Google una multa miliardaria. Appare logico, allora, che nella progettazione di Fuchsia l'attenzione ai dettagli sarà determinante. A partire dalle accuse di abuso di posizione dominante e dalle caratteristiche per la tutela della privacy degli utenti.

La competizione con Apple
La voglia di accelerare su Fuchsia è dettata, secondo i ben informati, da un'esigenza non più rimandabile: migliorare la competizione con il principale rivale di Google in questo settore, cioè Apple. Certo, Android detiene circa l'85% della quota di mercato del mobile e schiaccia Apple in modo netto. Ciononostante, il sistema operativo di Apple (iOS) vanta primati consolidati in fatto di prestazioni, privacy, sicurezza e integrazione fra dispositivi (chiedete agli utenti Mac che hanno un iPhone, per capire). Oggi, un utente iPhone aggiorna subito il proprio smartphone quando Apple rilascia una nuova versione del sistema operativo. Mentre questo accade solo per il 10% degli utenti Android. E ciò significa che i servizi più recenti di Google raggiungono solo una frazione degli utenti del robottino. Il motivo è abbastanza semplice: i produttori di smartphone hanno meno interesse, rispetto a Google, di distribuire il software più recente anche sui loro device più datati. Perché il loro business è vendere nuovi smartphone, e sono concentrati su questo. Le aziende partner, insomma, hanno altri interessi. E questo si ripercuote su Google. Con Fuchsia, almeno idealmente, questo problema potrebbe essere risolto alla radice, con aggiornamenti costanti e per tutti.

La grana pubblicitaria
Tra le indiscrezioni trapelate da Mountain View ce n'è una molto curiosa che racconta di uno scontro fra il settore sviluppo e quello pubblicitario. Gli ingegneri che stanno sviluppando Fuchsia, infatti, stanno implementando impostazioni di privacy che mal si abbinano al modello di business pubblicitario di Google. Il problema sarebbe sul tracciamento delle attività online e sulla posizione degli utenti: due chiavi fondamentali per l'advertising. E questo avrebbe dato vita a un primo scontro fra i due rami d'azienda, con gli sviluppatori che – per ovvie ragioni – sarebbero stati costretti a fare un passo indietro.

Il rischio incompatibilità
Infine, un rischio vero, sul quale si dovrà lavorare a fondo. Fuchsia andrà a sostituire Android (ma anche Chrome OS, nei device dove è installato), ma a quanto pare ci sono grossi problemi di compatibilità fra i due mondi. Android e Chrome OS sono basati su Linux. Il “kernel Linux” è il cuore degli attuali sistemi operativi di Google. Mentre Fuchsia, a quanto pare, utilizza un kernel diverso, chiamato Zircon, che evita molte delle vecchie tecnologie in Linux. Dettagli tecnologici non di poco conto che potrebbe rendere incompatibili miliardi di dispositivi esistenti.

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