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La narrazione come medicina. La sesta edizione del Premio Zanibelli

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letteratura e sanitÀ

La narrazione come medicina. La sesta edizione del Premio Zanibelli

Già i greci avevano intuito le potenzialità terapeutiche della narrazione. La catarsi certo puntava più al male della mente, alle nevrosi individuali e collettive, ma l'idea coglieva un principio che nel tempo si è struttura, stabilizzato, codificato fin a quasi a diventare una disciplina, forse anche un genere. È la medicina narrativa e cosa si intenda per medicina narrativa lo spiega la Conferenza di consenso - Linee di indirizzo per l'utilizzo della Medicina Narrativa in ambito clinico assistenziale per le malattie rare e cronico-degenerative, tenutasi nel 2014 nel corso del II Congresso Internazionale: Narrative Medicine and Rare Disease, organizzato dall'Istituto Superiore di Sanità con il CNMR (Centro Nazionale Malattie Rare).

«Con il termine di Medicina Narrativa (mutuato dall'inglese Narrative Medicine) si intende una metodologia d'intervento clinico-assistenziale basata su una specifica competenza comunicativa. La narrazione è lo strumento fondamentale per acquisire, comprendere e integrare i diversi punti di vista di quanti intervengono nella malattia e nel processo di cura. Il fine è la costruzione condivisa di un percorso di cura personalizzato (storia di cura). La Medicina Narrativa (NBM) si integra con l'Evidence-Based Medicine (EBM) e, tenendo conto della pluralità delle prospettive, rende le decisioni clinico-assistenziali più complete, personalizzate, efficaci e appropriate. La narrazione del paziente e di chi se ne prende cura è un elemento imprescindibile della medicina contemporanea, fondata sulla partecipazione attiva dei soggetti coinvolti nelle scelte. Le persone, attraverso le loro storie, diventano protagoniste del processo di cura».

In questo spazio di interesse e di attenzione si inserisce anche l'idea di un premio come il premio “Leggi in salute - Angelo Zanibelli” che quest'anno tocca la sua sesta edizione. «Un premio – spiega Fulvia Filippini, Direttore affari istituzionali Sanofi – che nasce per ricordare la figura di Angelo Zanibelli e che prima non c'era. Si tratta crediamo di un modo per essere vicini ai pazienti, per creare con loro un momento di condivisione».

Il premio è si divide in narrativa edita, che da quest’anno apre alla saggistica, e narrativa inedita (per quest'ultima al cui vincitore è garantita la pubblicazione con Cairo Editore la scadenza è il 30 luglio, il bando è consultabile sul sito di Sanofi). «Il premio - dice Filippini - è un po' lo specchio della società, leggendo infatti le sessanta opere in concorso per la categoria opere edite, emerge il racconto non solo della malattia in senso stretto ma anche della malattia sociale, delle emergenze cioè che colpiscono la società».

I finalisti parteciperanno alla cerimonia di premiazione il 2 ottobre 2018 presso l'Ambasciata di Francia a Roma. Durante la serata saranno annunciati i vincitori di entrambe le sezioni. Nella stessa serata, la giuria attribuirà il premio Personaggio dell'anno in ambito sanitario, destinato alla persona ritenuta meritevole per aver contribuito a una migliore comprensione delle dinamiche in ambito sanitario o clinico, e il premio Il valore della ricerca clinica, attribuito a un giovane di massimo 27 anni di età che avrà saputo tracciare, attraverso il proprio elaborato, il futuro della ricerca clinica nei prossimi 10 anni, facendo riferimento alle dinamiche e alle tecnologie in atto nel settore sanitario. Il vincitore avrà l'opportunità di svolgere uno stage annuale presso l'Unità di ricerca clinica di Sanofi Italia.

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