Tecnologia

YouTubers, quanto valgono le nuove social-celebrities?

  • Abbonati
  • Accedi
dietro le quinte del fenomeno web

YouTubers, quanto valgono le nuove social-celebrities?

Quasi come un matrimonio reale. Ma stavolta rigorosamente su YouTube. Perché se le performance di quello britannico di Harry e Meghan hanno generato 5.8 milioni di citazioni con #RoyalWedding e poco meno di 500mila autori unici (elaborazione Data Media Hub), ci sono stati ben mezzo milione di utenti, in prevalenza pubblico femminile, che si sono appassionati ogni giorno alle nozze di Nicole Husel, 34enne triestina e regina dei tutorial sul beauty, conosciuta anche come Kissandmakeup01.

Su YouTube l'evento della social-celebrity nostrana è stato seguito quasi con la stessa attenzione delle nozze dei principi inglesi. Così social e piattaforme di videosharing intercettano nuovi pubblici assetati di engagement.
D'altronde non guardano più la televisione per come l'abbiamo da sempre conosciuta.

GUARDA IL VIDEO / Ecco le celebrities che sbancano Instagram

E sotto certi aspetti non sanno neppure cosa trasmetta, la tv. Sono armati di smartphone e si aggregano in micro-tribù sulle piattaforme di instant messagging. E poi sono letteralmente in adorazione di queste nuove social-star che si annidano sulle diverse piattaforme verticali. Questo è l'identikit degli utenti teen e millennials, generazione che oggi abbandona il piccolo schermo per gli schermi mobili e miniaturizzati.

Generazione Youtubers
In Italia oggi si contano ben 35 YouTubers con oltre un milione di iscritti e addirittura 650 con più di 100mila. Sono i volti più noti. Ma dietro di loro si consolida un autentico movimento. Sono 18mila gli YouTubers nostrani con più di mille iscritti. E già oggi si stima che YouTube sia in Italia il quarto canale per ascolti in prime time, a ridosso delle ammiraglie RAI e Mediaset. «E i margini di crescita sono enormi: a parità di popolazione che naviga su Internet abbiamo un gap di almeno il 50% rispetto a Francia e Inghilterra. Quindi ampie possibilità di crescita», afferma Andrea Materia, a capo di Greater Fool, prima scaleup italiana attiva nel settore del “multichannel-network” di YouTube. Nella prima metà del 2018 la società ha sviluppato un traffico superiore ad un miliardo di views. Si tratta di nuove forme di video interattivi, in streaming, live oppure on demand, con un media di 7-10 minuti per ogni clip. «Entro fine anno stimiamo di superare i 2 miliardi con 20 milioni tra iscritti YouTube e follower social. E negli ultimi 12 mesi abbiamo distribuito 1 milione di euro di ricavi pubblicitari ai talent e agli editori nostri partner su YouTube».

Il business delle social-celebrities
Non solo Youtubers. A seconda della piattaforma vengono apostrofati in un modo specifico. Gli schermi social si popolano di Facebook Famous, ovvero coloro che generano condivisioni attraverso il social di casa Zuckerberg. E poi ci sono i Musers, rivelazione di questa stagione legata al boom dell'app Musical.ly. Un'ossessione per gli under 15: tra le musers di successo c'è Sara Di Sturco, in arte Baby Princesshh: solo negli ultimi tre mesi ha triplicato da 100mila a 300mila i suoi followers. Il fenomeno è globale: le due gemelle di Stoccarda Lisa&Lena sono seguite da 30 milioni di followers su Musical.ly e da 15 milioni su Instagram.
A misurare questo fenomeno redditizio è stato anche l'Economist, che ha messo nero su bianco le perfomance delle nuove star. Esplicativo il titolo: celebrities endorsement. La testata anglosassone si è dedicata alle sponsorizzazioni, raccontando con numeri alla mano la rapida crescita.
E si rafforza anche la filiera di agenzie a supporto: si tratta di professionisti in grado di adottare le migliori strategie di engagement e monitorare con efficacia le performance, studiando le tendenze e le conversazioni in rete. Per Greater Fool il modello è basato sulla vendita della pubblicità. «Offriamo agli inserzionisti posizionamenti premium dentro più di 350 canali a qualità garantita in tantissimi verticali», racconta Materia.

Come monettizzano? 
Tu chiamali, se vuoi, anche Creators. «Tutti questi idoli della rete registrano tassi di engagement altissimi. Nulla di paragonabile a ciò che succede oggi nel mercato televisivo tradizionale», racconta Vladimiro Mazzotti, 48enne imprenditore romagnolo oggi residente a Treviso, un percorso iniziale all'università Bocconi e poi per molti anni all'estero. Con la sua software company italiana Zerogrado ha pensato un modo per intercettarli e monetizzarli. Il team conta una decina di persone, di cui ben otto sviluppatori. «Da due anni lavoriamo per scrivere codici. Oggi la chiave per noi è l'engagement: sfruttando le potenzialità di piattaforme di messaggistiche riuscivamo ad ottenere performance elevatissimi».

Le soluzioni ideate da Zerogrado vanno da una speciale dashboard a disposizione del creator per poter monitorare il proprio pubblico alle dinamiche di gamification create per i fan. «Per noi la chiave è raggiungere i fan, aumentarne il coinvolgimento e quindi accrescere il business. In altri termini abbattere, attraverso un'innovativa soluzione tecnologica, ogni grado di separazione tra produttori e fruitori di contenuti», precisa Mazzotti. Un consiglio per chi volesse intraprendere questo percorso? Materia non ha dubbi. «Dare la massima priorità a due aspetti: sostenibilità nel tempo e continuità. Gli algoritmi delle piattaforme sono concepiti per favorire chi pubblica video a cadenza quotidiana. Bisogna poi creare dei format semplici da produrre in serie, in grado di reggere ed evolvere stagione dopo stagione».

© Riproduzione riservata