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Castelluccio, tra i colori della Fiorita

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Castelluccio, tra i colori della Fiorita

  • – di Francesca Pace

Al confine tra Umbria e Marche, all'interno del Parco dei Monti Sibillini, il paesaggio declina dolcemente su un altopiano, grigio e anonimo d'inverno che, al finire della primavera, si trasforma in uno spettacolo di colori, unico e suggestivo. E' la famosa Fiorita di Piangrande, durante la quale, dalla fine di maggio all'inizio di luglio, papaveri, narcisi, genziane, tulipani e fiordalisi e piante di lenticchie dipingono i campi di mille colori, dal giallo all'azzurro.
Il luogo migliore per ammirarla è Castelluccio, un borgo arroccato su un colle. Un luogo solitario, i cui abitanti sono da sempre dediti all'allevamento e alla coltivazione delle rinomate lenticchie.

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Edificato intorno al XIII secolo, ma probabilmente di origini più antiche, Castelluccio è il borgo più alto degli Appennini (1.452 metri s.l.m.), percorso da strette stradine che salgono e scendono seguendo il pendio del colle, su cui si affacciano le case, vicine le une alle altre e con piccole finestre, quasi a proteggersi dal freddo. In cima si trova la parte più antica dell'abitato di cui rimangono solo pochi tratti delle mura originarie, un portale e la chiesa di S. Maria Assunta, del 1500, che domina la piccola piazzetta.
E' qui, dalla sommità del colle, che si ha la vista migliore sulla Piana, un luogo aspro e solitario, definito da Fosco Maraini, grande etnografo ed esploratore italiano "il luogo più simile al Tibet che esista in Europa". E che ogni anno si ritrova al centro di un'esplosione di colori, frutto di tanto lavoro. Castelluccio deve, infatti, la sua notorietà alle lenticchie, una prelibatezza tra buongustai e intenditori. Oltre ad essere un buon alimento e ad avere grandi proprietà nutritive, è l'unico legume che non ha bisogno di essere trattato poiché è naturalmente protetto dai parassiti grazie al clima rigido dell'altitudine.

Il momento migliore per ammirare la Fiorita è, dunque, prima del raccolto, quando i fiori delle lenticchie, di colore bianco o blu pallido si uniscono ad altre fioriture di stagione, di papaveri, tulipani o genziane. Dipingendo i campi con immense striature di colori, come enormi quadri astratti.
E in questo periodo la Fiorita di Piangrande diventa anche meta preferita per fare escursioni in bici, a cavallo o trekking, lungo i tanti sentieri che la percorrono. Come la strada (28 km) che da Castelluccio porta a Norcia. Durante il percorso si può ammirare il Monte Vettore che, con i suoi 2.746 metri, segna il confine tra Umbria e Marche. Da qui, il rilievo declina dolcemente sul versante umbro creando i tre altopiani di pian Grande, dove si trova Castelluccio, pian Piccolo e il Pian Perduto, da cui si diramano i sentieri tra i campi in fiore. Fino ad arrivare a Norcia, rinomata oasi gastronomica dove gustare le specialità di questa terra.

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