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Umbria d'autore, tra borghi e antichi sapori

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Umbria d'autore, tra borghi e antichi sapori

  • – di Francesca Pace

A volte, per guardare davvero ciò che ci circonda, senza preconcetti e senza dare nulla per scontato, serve un occhio esterno, puro. Nel caso del nostro Belpaese, e in particolare dell'Umbria, cuore verde d'Italia, questo sguardo d'eccezione ci è offerto da Steve McCurry. Stregato da questa terra, il grande fotografo americano l'ha visitata in diverse occasioni, trasportato dalla curiosità e dal fascino per il suo enorme patrimonio storico, culturale e naturalistico, immortalandone luoghi, persone e momenti di vita quotidiana. Da qui è nata la mostra Sensational Umbria, in corso a Perugia fino al 5 ottobre. Cento scatti che, attraverso il suo obbiettivo e la sua sensibilità di grande viaggiatore, restituiscono ai visitatori una sorta di ideale itinerario per andare alla (ri)scoperta di borghi, campagne, antiche pievi e feste tradizionali proprie del cuore verde d'Italia.

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Parte delle immagini in mostra, sono dedicate alla tradizione enogastronomica dell'Umbria. Una terra ricca e generosa, che grazie alla natura incontaminata di gran parte del territorio e al forte legame con le tradizioni locali dei suoi produttori, offre ancora oggi ingredienti di prima qualità, alla base di alcune specialità tra le più prelibate della cucina italiana. Dai legumi ai salumi, dai vini all'olio, ovunque in Umbria è facile gustare i piaceri della buona tavola, tra le stradine di campagna o negli antichi borghi.
La strada di sapori e profumi che McCurry ha seguito, parte da Perugia verso sud. Una prima sosta l'ha fatta a Torgiano, uno dei borghi più belli della Penisola, immerso nel dolce paesaggio collinare disegnato dai campi coltivati di vigneti e uliveti. Oltre alla produzione di olio, questo antico centro medievale è rinomato in Italia e nel mondo anche per i suoi vini Doc. Situato lungo l'itinerario della Strada dei Vini del Cantico, non sarà certo difficile trovare cantine dove degustare, insieme alle specialità gastronomiche, la produzione locale, tra cui il Torgiano Rosso Riserva, DOCG dell'Umbria, e la DOC Torgiano.

Procedendo verso sud, si raggiunge Montefalco, un centro medievale che, dalla sommità del colle domina la valle della regione e, per questo, chiamato Ringhiera dell'Umbria. Da qui, si possono vedere Perugia, Spoleto e Spello circondate dalle dolci colline coltivate a vigneti e uliveti. Anche Montefalco, infatti, è rinomato per il suo vino. E' la terra del celebre Sagrantino, altro DOCG dell'Umbria, del Montefalco rosso DOC, del Grechetto e del Trebbiano Spoletino. Basterà percorrere le piccole stradine di campagna lungo le quali si trovano le tante aziende agricole o cantine della zona per trovare occasioni di degustazione accolti dal calore e dall'entusiasmo dei proprietari. Oppure anche all'interno delle antiche mura di Montefalco, dove le numerose enoteche rendono omaggio alla notorietà e alla ricchezza di questa terra. Un'occasione anche per visitare il borgo dove, camminando tra le strette vie medievali, si possono ammirare storici edifici ben conservati e piccoli gioielli antichi. Come la Chiesa di San Francesco, costruita nel Trecento e, passata nel 1863 al Comune, è oggi sede di un Museo civico. All'interno si possono ammirare ancora oggi i preziosi affreschi di Benozzo Gozzoli raffiguranti le Storie della vita del Santo e una Natività del Perugino.

La strada dei sapori percorsa da McCurry procede, poi, lungo la Via Flaminia, fino a Norcia. Qui il paesaggio cambia radicalmente. Dalle dolci colline coltivate, si passa alla natura più selvaggia della Valnerina e delle cime dei Monti Sibillini. E l'olio e il vino lasciano il posto ad altre specialità, dalle origini antiche. Gli ampi boschi di querce della zona, infatti, erano già considerati ottimali e sfruttati dai romani per l'allevamento dei suini dai quali venivano prodotti ottimi insaccati. Una tradizione rimasta nel tempo e che si ritrova nel sapore prelibato del prosciutto crudo IGP. A questo si aggiungono altre specialità locali quali il tartufo nero, utilizzato in molte ricette, il prelibato zafferano della vicina Cascia o, ancora, le lenticchie di Castelluccio di Norcia che, a 1400 metri d'altitudine, trovano il loro habitat ideale.
Ingredienti che, fin dall'antichità, hanno rappresentato il sostentamento per la popolazione locale e che, inevitabilmente, si intrecciano alla storia di questa zona. Il territorio montuoso della Valnerina, infatti, costituiva una difesa naturale favorendo il sorgere di borghi, rocche e luoghi sacri. Come l'Abbazia di San Pietro in Valle, unica espressione di arte longobarda della zona, a Ferentillo. In origine umile dimora degli eremiti Lazzaro e Giovanni che qui si stabilirono intorno al 530, l'eremo venne in seguito ampliato e trasformato in monastero incentrato sulla regola benedettina. Oggi, il complesso, è stato trasformato in dimora d'epoca di charme ma ha mantenuto quell'atmosfera unica e riservata di un tempo, con ambienti semplici e raffinati immersi nella quiete e nel silenzio della natura.

25 giugno 2014

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