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Rovigo, terra tra i due fiumi

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Rovigo, terra tra i due fiumi

  • – di Francesca Pace
(PH Rovigo Convention Visitors Bureau)
(PH Rovigo Convention Visitors Bureau)

Una donna in bicicletta, mentre percorre, lentamente, la piatta campagna della Valle Pega. Un'immagine in bianco e nero che riporta lo spettatore all'Italia degli Anni '50. E alla storia del Polesine, una lingua di terra lunga e stretta tra l'Adige e il Po, solcata da numerosi corsi d'acqua che ne disegnano il paesaggio. E' uno dei 100 scatti realizzati da Pietro Donzelli e riuniti nella mostra Terra senz'ombra, il Delta del Po negli anni 50, in corso a Palazzo Roverella di Rovigo. Un percorso affascinante per andare alla scoperta di questa terra meravigliosa e drammatica allo stesso tempo, dove la popolazione vive da sempre tra terra e acqua, costretta a misurarsi con una natura spesso ostile che, però, è anche all'origine della sua ricchezza ambientale e culturale.

Queste immagini sono il punto di partenza ideale per riscoprire Rovigo e i suoi dintorni, troppo spesso attraversati frettolosamente ma che, come capita a tante destinazioni italiane minori, conserva insoliti luoghi e tesori. A partire proprio da Palazzo Roverella che, insieme a Palazzo Roncale, la Loggia dei Nodari, sede del Municipio e l'Accademia dei Concordi, circondano Piazza Vittorio Emanuele, cuore della città, dove una colonna con il leone veneziano, testimone dell'ex appartenenza alla Repubblica Ducale di Venezia, dà il benvenuto ai visitatori.
A pochi passi si raggiunge l'ottocentesca Piazza Garibaldi dove si trovano lo storico Caffè Borsa e il Teatro Sociale, in stile neoclassico che ha accolto alcuni dei nomi della lirica più noti.

Passeggiando tra le viuzze adiacenti, si entra nel quartiere ebraico dove si trova il Tempio della Beata Vergine del Soccorso, detto La Rotonda per la sua pianta ottagonale. Realizzato nel XVI secolo, questo luogo colpisce per il contrasto tra l'essenzialità degli esterni e la ricchezza decorativa dell'interno, dove si trovano un ciclo pittorico di 22 grande tele che celebrano i Podestà o provveditori veneziani che si sono susseguiti a capo della città e otto tele che raccontano le storie di Maria, oltre a un altare dedicato alla Madonna. Nel centro storico di Rovigo restano ancora alcuni segni della città fortificata ai tempi della famiglia d'Este che si ritrovano nelle due torri dell'antico castello medievale e nei resti di un muro fortificato che le circonda.

Allontanandosi dalla città, la ricchezza storica del Polesine si fonde inevitabilmente con la natura, e si ritrovano quei paesaggi ritratti più di mezzo secolo fa da Pietro Donzelli. Oltre al Delta del Po, definito dall'Unesco uno scrigno prezioso di biodiversità, la piatta campagna è punteggiata da paesini silenziosi, immobili, dove il tempo sembra essersi fermato.
Come Fratta Polesine, a 16 km da Rovigo, famosa per la presenza di Villa Badoer firmata da Antonio Palladio e la prima in cui l'architetto vicentino realizza un pronao con frontone in facciata. Nelle Barchesse della villa si può anche visitare il Museo Archeologico Nazionale dove sono conservati reperti riconducibili ai villaggi che popolavano l'antico fiume tra il XII e il X secolo a.C. A breve distanza si trova anche Villa Grimani-Molin-Avezzù, del XVI secolo, che incanta per le decorazioni interne con un suo prezioso ciclo di affreschi dedicato principalmente ai temi dell'amore e della fecondità.

Un altro luogo che merita una visita è, poi, Lendinara, a circa 10 km da Rovigo. E' un bel borgo storico dove ammirare Piazza Risorgimento, la piazza principale dominata dall'antica Torre dell'Orologio, l'imponente Palazzo Pretorio del XV secolo, Palazzo Boldrin e Villa Dolfin-Merchiori con il suo immenso parco che d'estate diventa teatro di spettacoli all'aperto. Inoltre, merita una visita anche il Santuario della Beata Vergine del Pilastrello, in passato sede di una comunità monastica benedettina olivetana che custodisce una ricca collezione di opere d'arte realizzate anche da Paolo Veronese e il Tintoretto.

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