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Padova, scrigno d'arte

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Padova, scrigno d'arte

  • – di Arianna Garavaglia
Piazza della Frutta con il Palazzo della Ragione (Gabinetto Fotografico dei Musei Civici Padova )
Piazza della Frutta con il Palazzo della Ragione (Gabinetto Fotografico dei Musei Civici Padova )

È la città di S. Antonio e dell’arte di Giotto. Di edifici storici e sede di una delle università più antiche del mondo. Ecco che cosa vedere a Padova, città d'arte.

Un weekend alla scoperta della città veneta inizia dalla sede del mercato ortofrutticolo: piazza delle Erbe. Qui affacciano diversi edifici storici come il Palazzo della Ragione. Il Palazzo è una delle icone di Padova. Di origine medievale (XIII secolo) fu sede del tribunale fino al ‘700. Splendido il suo interno: un unico ambiente di 80 metri con soffitto a volta. Da questo immenso spazio deriva il nome con cui i padovani chiamano il palazzo: “il salone”. Le sue pareti sono affrescate con soggetti astrologici realizzati nel ‘400 in sostituzione delle opere di Giotto distrutti durante un incendio del 1420. Il Palazzo della Ragione divide Piazza delle Erbe da Piazza della Frutta.

Seconda tappa alla vicina Piazza dei Signori con il secentesco Palazzo del Capitanio con l'orologio sulla facciata e poi la loggia del Consiglio in marmo costruita tra il ‘400 e il ‘500.
Da Piazza dei Signori si raggiunge il Duomo di origine medievale ma rifatto nel XVI e conosciuto per la sua facciata incompiuta. Qui vicino si trova il Battistero con gli affreschi trecenteschi di Giusto de' Menabuoi tra i quali spicca il Cristo Pantocratore della cupola.

Tappa successiva al simbolo artistico di Padova conosciuto in tutto il mondo: la Cappella dei Scrovegni con gli splendidi affreschi di Giotto con il Giudizio Universale, le Sette Virtù e i Sette Vizi Capitali e le storie di Maria e di Gesù.
Tappa poi alla chiesa degli Eremitani con portale rinascimentale e la cappella Ovetari che ospitava affreschi di Mantegna distrutti dai bombardamenti delle II guerra mondiale e in parte recuperati. Al lato della chiesa, il Museo Civico custodisce opere di Giotto, Tiziano, Giorgione, Tiepolo, Tintoretto e Paolo Veronese.

Scendendo poi lungo la Riviera dei Ponti Romani e la Riviera Tito Livio si raggiunge la chiesa di S. Antonio sulla Piazza del Santo con edifici d'epoca e il monumento a Erasmo da Narni (il Gattamelata), statua in bronzo di Donatello. La basilica di S. Antonio (detta semplicemente “la basilica del Santo”) un altro dei simboli di Padova. La chiesa romanico-gotica costruita fra il ‘200 e il ‘300 per accogliere le spoglie del santo ha facciata con rosone, archi, cupole bizantine e campanili. L'altare è decorato da Bronzi di Donatello.

Le ultime due mete sono il cinquecentesco orto botanico, patrimonio Unesco, e l'immensa piazza di Prato della Valle. L'orto botanico fu fondato nel 1545 per coltivare le piante medicinali della facoltà di Medicina. Si tratta di uno dei giardini botanici universitario più antichi del mondo che sta vivendo una nuova vita grazie al nuovo Giardino delle Biodiversità che ospita 1300 specie di piante in diverse serre.
Infine Prato della Valle, enorme piazza con un isolotto alberato (l'isola Memmia) circondato da un canale e dove si trovano 78 statue. Con un'estensione di quasi 90mila mq è una delle piazze più grandi d'Europa.

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