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Doha, stopover nella nuova capitale dell'arte

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Doha, stopover nella nuova capitale dell'arte

  • – di Arianna Garavaglia
MIA, Museo d'arte Islamica progettato dall'architetto IM Pei  (ph Qatar Tourism Authority)
MIA, Museo d'arte Islamica progettato dall'architetto IM Pei (ph Qatar Tourism Authority)

Ismail Azzam, ritrattista iracheno, sta tenendo un corso di pittura dal vero. Ha studenti di tutte le età che due volte la settimana raggiungono il museo Mathaf per seguire le sue lezioni gratuite.
«Organizziamo corsi per adulti e laboratori per bambini. Qui abbiamo la facoltà di storia dell'arte e architettura ma non ancora quella di Belle Arti», spiega Abdellah Karroum, il direttore del museo di origine marocchina con esperienze internazionali anche alla Biennale di Venezia.

Il Mathaf, Museo Arabo di Arte Moderna, custodisce novemila opere provenienti dai paesi arabi di Africa e Medio Oriente. Di questa vasta collezione solo il 3% viene esposta in questa sede, molte opere sono in prestito all'estero (in questo periodo a Madrid e a Monaco) protagoniste di mostre realizzate con la collaborazione del personale del Mathaf.

Seguendo il direttore tra gli spazi espositivi di questo museo ospitato in quella che era una scuola femminile emerge l'immagine di una scena artistica mediorientale contemporanea molto vivace.
Le parole del direttore raccontano i movimenti artistici panarabi degli Anni ‘70, le collaborazioni tra poeti e artisti che si incontravano alla Biennale d'arte araba di Baghdad nel ‘74 e a quella di Rabat del ‘76, e poi degli scambi nati in Qatar dagli anni ‘90 quando nel Paese si sono trasferiti artisti provenienti da Iraq e Kuwait.

Mathaf, museo d'arte moderna
Il Mathaf fa parte del Qatar Museums, organismo che raggruppa i musei del Qatar e i suoi siti storici e che promuovere programmi educativi con l'ambizioso progetto di trasformare Doha in un hub intenzionale dell'arte.
Grazie così alle iniziative di Qatar Museums e alla Qatar Airways - che opera con 42 frequenze settimanali da Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Venezia e Pisa - nasce il nuovo corso del Qatar come meta d'arte e di turismo.
In più chi fa scalo in città e vola con la compagnia di bandiera ha la possibilità di fermarsi nel Paese per 96 ore senza pagare il visto (normalmente costa 25 dollari) e sopratutto approfittare dei tanti pacchetti per visitare la città o fare anche un tour nel deserto.

Il MIA, icona d'arte sulla Corniche
Uno degli itinerari più interessanti è quello artistico. Se al Mathaf si scopre l'arte contemporanea al MIA, Museo d'arte Islamica, si fa un salto nell'arte antica. In questo edificio-icona sulla Corniche di Doha progettato dall'architetto IM Pei (autore della piramide del Louvre) sono esposti quattordici secoli di arte islamica con opere dalla Spagna fino all'India. In mostra gioielli, manoscritti, tessuti, ceramiche e anche pezzi del gioco degli scacchi in avorio provenienti dalla Sicilia dell'XI e XII secolo. Elemento più fotografato del museo è la vetrata alta tre piani che inquadra i grattacieli di Doha e l'opera “7” dell’artista americano Richard Serra, una scultura in acciaio composta da sette lastre alte 25 metri dedicata al significato spirituale del numero sette nella cultura islamica che si trova nel parco del MIA.
Al centro del museo, vicino a divani e tavolini, c'è una fontana nera di acqua zampillante, sottofondo familiare negli hotel e nel souq della città di Doha. Il museo ospita anche IDAM, ristorante di Alain Ducasse progettato da Philippe Starck.

Di prossima inaugurazione anche un nuovo museo opera di un'altra archistar. Si tratta del National Museum of Qatar, progettato da Jean Nouvel. Per ora il museo è visibile solo dall'esterno ed è riconoscibile dalla sua forma di rosa del deserto.

Katara Village, l'anfiteatro in marmo e i falchi
Un'altra meta d'arte di Doha è Katara Village, sul mare. Qui si passeggia tra le stradine che sembrano quelle di un villaggio. Si costeggiano edifici color sabbia, vicoli ombreggiati da palme e decorati con vasi di fiori, si visitano gallerie d'arte, si vedono le torri dei piccioni e il teatro dell'opera sede della Qatar Philharmonic Orchestra. Da non perdere lo spettacolare anfiteatro in marmo chiaro che può ospitare fino a 5mila persone con vista sul mare. Qui si trova anche The force of nature, scultura di Lorenzo Quinn, una statua in bronzo, acciaio inossidabile e alluminio di un corpo in movimento.
Katara Village non è solo un luogo d'arte ma anche di intrattenimento e scoperta delle tradizionali locali. Passeggiando tra i giardini ci si imbatte così in un gruppo di falchi che se ne stanno tranquilli con la zampetta legata a terra. La falconeria è uno dei legami che i qatarioti, nel cambiamento tumultuoso degli ultimi decenni, mantengono con la tradizione.
Chi invece viene al Katara Village per passare il tempo va in spiaggia o a cena in uno dei suoi ristoranti (c'è anche l'italiano Vesuvio).

Arte antica e installazioni nel deserto
Ma il Qatar è sopratutto deserto. Lasciata Doha alle spalle si parte per queste spettacolari distese sabbiose punteggiate da rocce, siti archeologici e istallazioni artistiche.
Prima tappa al sito di Al Zubarah, città fortificata e centro di commerci già nel XVIII secolo e patrimonio Unesco. Fondata dai mercanti Al Zubarah era uno snodo commerciale sulla rotta che metteva in comunicazione penisola arabica, Oceano Indiano e Asia. Abbandonata nel secolo scorso rimangono i resti di moschee, palazzi, mura e cortili.
La seconda meta è nell'area di Zekreet famosa per le sue spettacolari formazioni rocciose. Dopo circa un'ora d'auto da Doha dal vuoto del deserto emerge “East-West / West –East”, scultura di Richard Serra che si estende per oltre 1 km, e che è realizzata con quattro lastre d'acciaio alte più di 14 metri. Una vista mozzafiato, circondata solo da sabbia e dal vento del deserto.

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