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Veneto, nel borgo gourmand di Bardolino

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Veneto, nel borgo gourmand di Bardolino

  • – di Francesca Pace
(PH Azienda Guerrieri Rizzardi)
(PH Azienda Guerrieri Rizzardi)

Affacciato sulla sponda orientale del Lago di Garda sorge Borgo Bardolino protetto dall'antica cinta muraria al limitare del centro storico dell'omonima cittadina gardesana. E' un luogo speciale, dove la sua storia secolare è strettamente legata a quella di una delle più importanti famiglie locali e alla sua vocazione vitivinicola. Il Borgo, infatti, è nato dalla ristrutturazione degli edifici storici che per molti decenni hanno ospitato l'azienda vitivinicola Guerrieri Rizzardi e che oggi hanno trovato una nuova identità come luogo dedicato ai sapori di questa terra ricca e generosa.

Caratterizzato da una serie di palazzi di epoche diverse, come Palazzo Firmi e Rambaldi, di proprietà degli antenati dei Rizzardi già a partire dal XV secolo, il Borgo ha subìto diversi rinnovamenti del corso del tempo per adattarlo alle esigenze dell'attività vinicole della famiglia. Fino ad arrivare al 1913 quando i conti Guerrieri e i conti Rizzardi hanno unito sangue e proprietà facendo del centro storico di Borgo Bardolino il cuore della propria azienda. Oggi, il recente spostamento della sede nella vicina località Campazzo, ha permesso di aprire queste storiche mura ai visitatori e di valorizzare ogni sua parte ispirandosi al contesto originario.
Così, i locali un tempo destinati alla ricezione delle uve vendemmiate ospitano una grande sala con forno per la pizza, le antiche cantine accolgono un ristorante, gli uffici sono stati trasformati in wine-bar mentre l'interno della bottaia e gli antichi rustici del parco accolgono un bar e negozi. Diversi piccoli angoli dedicati al piacere della tavola e del buon vino riuniti sotto il nome di Munus, come il rosso più prestigioso di Guerrieri Rizzardi prodotto nel Bardolino, che offrono un percorso completo all'interno della produzione di famiglia.

Si può cominciare con gli spumanti Prosecco Treviso o Fior di Rosa Chiaretto come aperitivo, per proseguire con i bianchi fermi del Soave, i crus Ferra e Costeggiola, con il classico Chiaretto e il rosso cru Tacchetto del Bardolino, oppure con vini di ripasso e di appassimento della Valpolicella, per concludere con il classico vino da dessert, il Recioto Costeggiola del Soave.
All'interno dei tre edifici storici sono stati, inoltre, ricavati eleganti appartamenti per l'ospitalità che permettono ai visitatori di immergersi nella bellezza del Borgo e nella storia della nobile famiglia.

Il percorso di degustazione può, poi, proseguire a Campazzi, a breve distanza da Borgo Bardolino, dove ha sede la nuova cantina Guerrieri Rizzardi. Aperta tutto l'anno, da maggio a ottobre offre, però, visite guidate tra il vigneto didattico antistante la struttura e nella cantina, dove seguire le diverse fasi di lavorazione per poi concludere con una inebriante degustazione dei vini prodotti.

Per completare l’itinerario lungo la storia della famiglia Guerrieri Rizzardi ci si deve, infine, spostare in Valpolicella, dove si trova la tenuta di Pojega. Si tratta di un'ampia zona collinare coltivata a vigneto, situata di fronte al paese di Negrar, al cui ingresso si trovano le storiche cantine e un punto vendita. La tenuta è dominata da Villa Rizzardi, risalente al Cinquecento e di proprietà dei Rizzardi a partire dal 1649 che, nel corso del tempo, ha subìto diversi lavori di restauro e ampliamento. Oggi l'edificio, utilizzato per incontri, eventi, mostre e cerimonie private, si presenta come un'imponente costruzione caratterizzata da tre facciate rettangolari con due piani nobili e uno scalone posizionato in modo asimmetrico sull'ala affacciata verso il giardino.

Ma l'importanza di questo luogo è dovuta allo straordinario giardino che si estende per cinquantaquattromila metri quadri, ideato tra il 1783 e il 1796 dall'architetto Luigi Trezza. Si tratta di uno dei migliori esempi dei giardini all'italiana realizzati nel Veneto commissionato da Antonio Rizzardi che desiderava creare un luogo di ispirazione umanistica. Il parco è formato da terrazze con siepi di alloro, ligustro, gelsomino, magnolia e cipresso, con un tempietto a stalattite e statue poste in nicchie, una grande vasca rotonda e scale che salgono lungo il pendio del poggio. Dalla villa si aprono, poi, tre viali paralleli che terminano sul fondo da un viale trasversale di cipressi che conduce a una terrazza belvedere protetta da balaustrini a cui si accede da una duplice scala ornata di statue.
A impreziosire il giardino, il teatro verde dalle forme classiche, con palcoscenico, orchestra e cavea semicircolare, formate da siepi di bosso, carpino e cipresso, decorato con gruppi di statue dentro a nicchie ricavate dal prato verde.
Il Giardino di Pojega è aperto al pubblico da aprile a ottobre e sarà visitabile gratuitamente al pubblico il 21 maggio, domenica, in occasione delle Giornate nazionali delle Dimore Storiche Italiane con visite guidate del gruppo Giovani del FAI.

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