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I rifugi nascosti nelle isole della Laguna

VENEZIA OLTRE VENEZIA

I rifugi nascosti nelle isole della Laguna

  • – di Sara Magro
Laguna - Isola di Mazzorbo e tenuta Scarpa
Laguna - Isola di Mazzorbo e tenuta Scarpa

Venezia è al clou della sua stagione: Biennale dell'Arte (fino al 26 novembre) + Festival del Cinema (30 agosto-9 settembre). Oltre alla moltitudine di turisti, sono di passaggio i maggiori artisti di tutto il mondo e sono in arrivo i più grandi attori, registi, sceneggiatori a caccia del Leone d'Oro.

A Venezia, a fine agosto si passeggia tra un Damien Hirst e un George Clooney, senza magari accorgersene. Ma, ed è un “ma” grande e grosso da valutare, se invece qualcuno volesse godersi mostre e proiezioni evitando vip watching e bagni di folla? Sarebbe comprensibile, e comunque potrebbe realizzare il suo progetto, pianificando una fuga nell'arcipelago della Laguna.

Venezia è costellata da 118 isole, molte delle quali sono inattesi e accoglienti rifugi comodamente raggiungibili in traghetto o in motoscafo. Ciascuna ha qualcosa di speciale da scoprire, ciascuna ha un posto speciale per soggiornare: una villa privata, un resort dil lusso, un'antica locanda, un delizioso b&b, un ostello contemporaneo.

1-Santa Cristina, la villa in affitto
Per la prima volta è possibile affittare un'isola tutta per sé in Laguna, e godersi la Serenissima nella privacy di una villa sontuosa. Situata a nord della laguna, a 25 minuti da piazza San Marco, l'Isola Santa Cristina è dal 1985 proprietà della famiglia Swarovski che, dallo scorso settembre 2016, ha deciso di affittarla per soggiorni brevi. Della tenuta fanno parte l'ottocentesca Villa Ammiana e un parco di 30 ettari suddiviso tra vigneti, orti, frutteti, giardini dove crescono le orchidee e un bosco dove fanno il nido i pavoni selvatici. La casa è stata ristrutturata con gusto moderno, arredi di design e opere d'arte nel 2015: ha una grande cucina con chef su richiesta, 9 camere per 16 ospiti, la piscina all'aperto, il patio con il camino, una stanza per praticare yoga, motoscafo all'arrivo e alla partenza, e su richiesta anche durante il soggiorno.

2-San Clemente Palace e la spa veneziana
Inaugurato nel marzo 2016, il San Clemente Palace occupa l'omonima isola privata a 10 minuti da San Marco in motoscafo, che fa la spola avanti e indietro gratuitamente tutto il giorno. Nell'unico Kempinski italiano, lo scorso giugno ha aperto una spa super local: olii, essenze e trattamenti sono infatti firmati The Merchant of Venice, marchio di profumeria artistica veneziana, con museo e laboratorio a Palazzo Mocenigo. L'aromaterapia è infatti alla base dei percorsi di benessere: rosa moceniga per vitalizzare, sandalo per ridurre lo stress, bergamotto per drenare, lavanda per trovare armonia. Quanto alla folla, nessuna preoccupazione: il parco secolare e il monastero medievale, la piscina e il campo pratica per il golf, jogging e yoga sono riservati esclusivamente agli ospiti delle 190 camere e suite, tutte vista Laguna.

3-Pic nic nel parco, benessere e cucina stellata al JW Marriott
Con la conversione di un ospedale di fine Ottocento nel JW Marriott è stato inaugurato un nuovo modo di fare le vacanze a Venezia: su un isola-resort di 16 ettari con il lusso di un cinque stelle del centro storico ma a debita distanza dal caos, un parco pieno di piante e opere d'arte per passeggiare e fare pic nic, un uliveto e gli orti, la chiesa neoromantica trasformata in pista per party, camere e ville di design firmate Matteo Thun, una spa super premiata e un ristorante stellato con scuola di cucina curata da Giancarlo Perbellini. E lo skyline veneziano sempre in vista dal cocktail bar, dalla piscina panoramica, da ogni angolo del resort.

4-Malamocco, il relais casalingo
Malamocco è un'isola nell'isola. Collegata al Lido da un sottile lembo di spiaggia, è un mondo a parte, lontano dalla mondanità del Palazzo del Cinema e del Casinò, che sono a meno di 3 chilometri. Superato il ponte, si entra in una dimensione paesana che non ha nulla a che spartire con i clamori dei festival e delle vernici: un viale alberato dove circolano soprattutto biciclette, le villette a schiera, i vialetti che portano allo spiaggione delimitato dai murazzi e dalle siepi selvatiche. Nel piccolo porto sono ormeggiate le barche dei pochi residenti, e da lì si cammina nel borgo medievale tanto silenzioso che i passi rimbombano. C'è il parrucchiere, un negozietto di alimentari che osserva orari imprevedibili, e un baretto dove lo spritz si ordina in dialetto e costa 3 €. In questo piccolo mondo antico e ben conservato, lo scorso aprile ha aperto il Relais Alberti, con le camere divise tra due edifici in gotico veneziano. Si soggiorna come a casa: prima colazione fatta a mano in giornata, compresi yogurt, burro, torte dolci e salate; relax in giardino, pic nic nell'orto, tè e infusi davanti al camino nel pomeriggio, prosecco e stuzzichini prima di cena. Padrone di casa sono le locandiere Michela e Micaela che soddisfano le richieste degli ospiti con l'aiuto di un maggiordomo e di una cameriera vestita da perfetta Colombina.

5-A Burano l’albergo è diffuso
Mezz'ora di traghetto, e si arriva nel borgo con le casette colorate di rosso, giallo, blu, verde e tutte le loro possibili sfumature. Bastano pochi passi per accorgersi che è l'isola dei merletti. Meno ovvio è invece il perché di questa sua peculiarità: gli uomini erano quasi tutti pescatori, e le donne attendevano che tornassero dal mare lavorando al tombolo, come fa ancora la signora Marisa all'ingresso del negozio Martina Vidal. La boutique che vende biancheria per la casa, è anche un museo del merletto con tessuti delicatissimi che risalgono al Sei-Settecento. L'atmosfera turistica del giorno cambia la sera, quando parte l'ultimo traghetto carico di villeggianti, e restano i pochi residenti e gli ospiti di Casa Burano, un albergo diffuso con camere sparse nelle casette colorate dei pescatori lungo i canali, ristrutturate dagli artigiani locali e ammodernate con pezzi di design italiano.

6-La locanda a Torcello
A Torcello oggi abitano 17 persone, e tutto sembra come 20 anni, forse 50 anni, forse più di un secolo fa: il viale lungo il canale che porta al Ponte del Diavolo, la piazza con il Trono di Attila, il quattrocentesco Palazzo del Consiglio, il museo con i reperti archeologici romani, bizantini e gotici. Poi l'isola si fa bucolica, con la basilica, il campanile e una vecchia locanda, che porta ancora il nome della famiglia Cipriani che l'acquistò come rivendita di vino e olio nel 1934. Oltre al ristorante, ha cinque camere arredate con mobili semplici, e un albo degli ospiti da fare invidia a un hotel di lusso. Hemingway vi soggiornò un mese per finire “Di là del fiume e tra gli alberi”, ma fu fin dall'inizio un ritrovo informale e amichevole per re e politici, attori e artisti: da Maria Callas a Kim Novak, da Giscard d'Estaing a Lady Diana, da Frank Lloyd Wright a Giò Ponti, da Marc Chagall a Man Ray.

7-L'ostello e il vino della piccola Mazzorbo
Venezia può ancora stupire con l'incanto del silenzio e dei piccoli numeri nella realtà poco conosciuta della Laguna Veneta. Mazzorbo è una minuscola isola murata, una delle meno famose con un ex monastero e un campanile, collegata a Burano da un ponte in legno che pochi attraversano per andare a vedere cosa c'è oltre. Per esempio, c'è l'Ostello Venissa, con poche camere semplici e accoglienti, un ristorante stellato curato da Francesco Brutto, miglior giovane chef italiano 2017, e un orto concluso protetto da acque salmastre e la vigna dove è stata piantata la Dorona, un vitigno che si credeva estinto, e ora dà poche selezionatissime bottiglie prodotte dall'azienda Bisol, capofila di tutto il progetto.

8-Pellestrina un cichetto e dociacoe
Qualunque veneziano originario o adottato, quando pensa a un posto tranquillo dove trascorrere qualche ora, suggerisce Pellestrina. L'isola è rimasta com'era: la borgata più o meno sgangherata, le bici appoggiate ai muri giallo evidenziatore coi panni stesi, i gatti sui davanzali, gli anziani al circolo che chiacchierano in dialetto. Si passeggia su una spiaggia solitaria, si gode del silenzio e del profumo del mare, si visita il museo civico con la storia delle maree e delle barriere, si va a bere il caffè al bar, stupiti persino di trovarlo aperto. Per pranzo, il consiglio è prenotare un tavolo in terrazza da Celeste, che fa cucina di mare, e per dormire la Locanda Stravedo, con poche camere essenziali e moderne.

9- Liberty a Chioggia, l'altra Venezia
Si cambia città, ma non è esattamente così. Nella zona pedonale di Chioggia, su un lembo di terra sospeso sulla Laguna, ci sono il porto, il canale, il ponticello gotico, la chiesa, l'ingresso allo storico Hotel Grande Italia, un palazzo Liberty ben conservato e da poco rinnovato negli interni. Sembra proprio di essere a Venezia, senza però folla né baldoria, con le calli solitarie e i ristoranti che si riforniscono per primi al mercato del pesce locale, uno dei più importanti d'Italia. Cena a El Gato, dopo bianchetto e cichetti lungo i canali del centro. E la Serenissima? Con il traghetto n. 19 dell'ACTV in un'ora e mezza si arriva in piazza San Marco attraversando paesaggi di bellezza straordinaria (in servizio fino al 30 settembre).

10-Sant'Erasmo, l'Orto di Venezia
A mezz'oretta di traghetto, Sant'Erasmo è soprannominata l'Orto di Venezia per l'elevato numero di campi di frutta e verdure destinati al mercato di Rialto, in centro. Carciofi (chiamati castraure) e altre primizie dell'isola sono particolarmente prelibate perché coltivate su terreno sabbioso e irrigate con acqua salmastra. Stesso ambiente usato da Michel Thoulouze, ex imprenditore televisivo francese, ex marito di Kelly Mc Gillis, che ha cambiato vita e dopo il matrimonio con Madame Pernod Ricard si è ritirato sull'isola della Laguna per produrre l'Orto Venezia, un vino bianco leggero che condivide volentieri con gli ospiti del suo ristorante solo su prenotazione con piatti casalinghi tipici della zona. Il suo segreto? Ha immerso una partita di bottiglie in un luogo segreto della Laguna, per sperimentare l'invecchiamento sottomarino.

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