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La Malamocco di Hugo Pratt: una porta verso l'Altrove

ITINERARI D’AUTORE

La Malamocco di Hugo Pratt: una porta verso l'Altrove

  • – di Jacopo Giliberto

Le vele “a chela di granchio” delle piroghe nel Mare Salato, la casa dorata di Samarcanda, la Manciuria, la Corte Sconta (detta Arcana), Buenos Aires, gli amba dell'Africa Orientale e Bahia sono concentrate nelle gocce di inchiostro e di acquerello che macchiano un vecchio tavolo grigio da disegno in un appartamento ingombro di libri e di opere d'arte a Malamocco.

È il tavolo da disegno su cui nacquero storie infinite di Corto Maltese e degli altri personaggi del pittore, artista e creatore di fumetti Hugo Pratt. La casa veneziana in cui visse e creò Hugo Pratt (1927-1995) è un condominio senza nome, come ce ne sono mille in Italia, e si trova a Malamocco, il borgo veneziano di pescatori e ortolani all'estremità dell'isola del Lido che conserva ancora il ricordo delle avventure del marinaio immaginario Corto Maltese.

Malamocco è una piccola Venezia, ma alla larga da Venezia. Una Venezia antichissima, che fu sede del dogado prima che il centro della città si trasferisse dov'è oggi; una venezietta con i pescatori, le barche e gli abitanti veri, una microvenezia senza le folle di turisti appiccicosi di sudore e arrossati. Malamocco ha tre piazze (piazza Maggiore, campo della Chiesa, piazza delle Erbe), alcuni canali e qualche ponticello, un palazzetto ducale con i leoni alati e i gonfaloni, i campielli i sotoporteghi e le calli, un forte circondato dal fossato, un rione moderno (il “canadà”), una scuola materna sospesa con palafitte sull'acqua, un paio di alberghi di dimensioni minute e di grande charme, due ristoranti e due “bàcari” per gli aperitivi con lo spriz, un gattile, un cimiterino circondato da paludi, molti orti e una produzione illimitata di zanzare. I confini del borgo sono da un lato il mare su spiaggia libera con gli scogli dei Murazzi e, dalla parte opposta, la laguna aperta che pare senza limite.

Il trono di Corto Maltese
La caccia al tesoro lasciata da Pratt nella Malamocco sua e di Corto Maltese comincia nell'edificio in fondo a via Doge Galla, proteso sull'acqua come una nave: l'artista abitava nell'attico dalla cui terrazza pare di sprofondare sul mare aperto (a 100 metri verso levante) e sulla laguna più intima (a 100 metri verso ponente). Oggi chi vi abita non consente visite nemmeno alle troupe televisive più rinomate. Al pian terreno c'era lo studio immenso e luminoso, con le lavagne e le migliaia di libri e fogli e disegno.

Morto Pratt, l'open space è stato frazionato e dato in affitto. Al pian terreno a fianco di quello che fu lo studio dell'artista c'è ancora la casa-studio dell'allievo prediletto, il pittore e disegnatore veneziano Lele Vianello, che oggi ha 67 anni. Vianello lavora sullo stesso tavolo da disegno che era di Pratt, dalla superficie grigia e macchiata dalla fantasia. “Quando ho un dubbio compositivo chiedo a lui, a Hugo, immaginando come se mi rispondesse con i suoi consigli”, ricorda Vianello. A fianco del tavolo da disegno c'è la poltrona di vimini e midollino dallo schienale circolare enorme raffigurata molte volte nelle storie di Corto Maltese. Il trono di Corto Maltese su cui è vietato sedersi. E tutt'attorno, accumulati, i disegni in cui i due artisti – Pratt e Vianello – hanno creato mille storie che a qualcuno paiono di fantasia.

I luoghi di Hugo Pratt
Fantasia? Pratt non era come lo scrittore Bruce Chatwin o come Emilio Salgari, il quale senza muoversi da Verona o da Torino tramite i romanzi di Sandokan fece sognare generazioni di italiani con le avventure dei pirati della Malesia create fantasticando sull'atlante geografico. Hugo Pratt invece no: aveva vissuto davvero nel Québec raffigurato nelle avventure degli irochesi, in Africa Orientale e a Dire Daua, a Buenos Aires, in Patagonia e nelle altri parti del mondo descritte, e aveva conosciuto le persone e gli eventi che paiono frutto di fantasia. Le storie e le persone che egli raccontava nei quadri a fumetti erano immaginarie e reali al tempo stesso. Ma per chi vive a Venezia o nel borgo di Malamocco la porta dell'Altrove è davanti agli occhi: sono stati spunti per avventure di Corto Maltese le scritte runiche misteriose scolpite sulla spalla della statua del Leone del Pireo all'Arsenale, la calle Amor degli Amici o la Clavicola di Re Salomone nel ritratto dell'imperatore bizantino Alessio Comneno, palazzo Van Axel che negli albi disegnati è una delle dimore preferite da Corto Maltese.

La Malamocco di Pratt raccontata da Lele Vianello
“Hugo arrivava a Venezia dallo studio di Losanna o di Milano per creare un lavoro che gli era stato commissionato: senza nemmeno passare per casa, portava la sua squadra di aiutanti - cioè la colorista Patrizia Zanotti e i disegnatori Guido Fuga e Lele Vianello – alla bocca di porto a guardare le navi”. Ecco un altro luogo prattiano di Malamocco, la bocca di porto, il passaggio attraverso cui entrano ed escono senza sosta portacontainer e panfili, petroliere e battellini di pescatori, barche a vela e navi da guerra. Per Pratt la bocca di porto, dove c'è la torre piloti e dove adesso si sta costruendo il Mose, è uno dei posti più belli di Venezia e del mondo. La vita di Corto Maltese a Malamocco passa anche per la trattoria da Scarso. Nell'album “L'Angelo della finestra d'Oriente” la trattoria viene raffigurata in alcune pagine, e il marinaio (come faceva nella vita reale il suo creatore Hugo) si fa servire sotto la pergola da Gino Scarso (la stessa sotto cui Corto Maltese amava pranzare). La trattoria esiste ancora, identica, ed è gestita dai figli di Gino. Alle pareti, fra i quadri, anche le opere donate da Hugo Pratt. Sono scomparsi invece, cancellati dal tempo, molti altri luoghi amatissimi dall'artista, come il ritrovo che frequentava nel sottoportico Povolato. Tanto fu generoso Pratt con Venezia (“Ha fatto innamorare di questa città metà della Francia”, ricorda Vianello), tanto avara con lui è Venezia che lo ricorda senza entusiasmo; al pittore è dedicata solamente la biblioteca comunale affacciata sull'acqua della laguna.

I dieci dogi
Di Malamocco, Pratt amava anche la storia antichissima e misteriosa. Era il porto degli antichi veneti, gli “èneti” raccontati da Omero; ai tempi dei romani, Metamauco era lo scalo marittimo di Padua (Padova). Le isole su cui sorgeva oggi sono sparite sotto fondale della laguna attorno all'attuale isoletta Ottagono Abbandonato, e la melma sott'acqua nasconde vasi antichi e reperti millenari. Fu una cittadina popolosa e vi ebbe sede la prima Venezia, con l'alternarsi di dieci dogi, finché la città cominciò a scomparire sott'acqua; dopo l'anno 800 il doge Angelo Partecipazio (decimo doge di Venezia) trasferì la sede della repubblica nelle isole di Rialto (l'attuale centro storico) e dal 1100 la cittadina si espanse sulle nuove isole dove si trova ancora oggi. Era sede di diocesi, poi spostata a Chioggia. Fino al 1883 Malamocco era il centro abitato più popoloso dell'isola del Lido ed era un Comune indipendente, oggi assorbito nel Comune di Venezia.

La passeggiata di Hugo Pratt
La passeggiata che Pratt preferiva attraverso la sua Malamocco cominciava sul piazzale che fronteggia la laguna, dove ci sono le pensiline dell'autobus linea A e i moli d'attracco per i battelli (vista molto panoramica sulla laguna). Dopo una sosta al bancone del bar trattoria da Scarso, Pratt entrava nel borgo passando a fianco dell'antico palazzetto podestarile in stile gotico; dal campo della Chiesa con la parrocchiale di Santa Maria Assunta (XII secolo, rielaborata) e piazza Maggiore, egli camminava lungo la Merceria (a sinistra, suggestivo il sottoportico e la calle della Madonna). Uscito in piazza delle Erbe e passato il Ponte di Borgo, Hugo Pratt percorreva il giro del fossato del forte, soffermandosi a guardare il mare aperto dallo spalto dei Murazzi. Completato il giro del forte e ritornato in piazza delle Erbe, il geniale artista completava la passeggiata percorrendo l'ampio Rio Terà. Il piccolo Mose con le paratoie mobili che difendono dalle acque alte l'abitato di Malamocco, opere visibili dove i canali sboccano il laguna, sono stati realizzati successivamente alla scomparsa di Pratt. Talvolta il “padre” di Corto Maltese compiva brevi gite fino alla bocca di porto (località Alberoni) o sull'isola adiacente di Pellestrina, affascinante e lontana dai flussi turistici.

Come arrivare (e come arrivava Pratt)
A Malamocco si arriva dal Lido di Venezia in autobus (linea A), in automobile (trasportata al Lido tramite i ferry boat Actv della linea 17 Tronchetto-Lido San Nicolò-Punta Sabbioni), in bicicletta (può essere noleggiata al Lido). Si può arrivare a Malamocco anche provenendo da Chioggia tramite la linea 11 dell'Actv, una particolare linea “intermodale” che usa tre mezzi diversi: comincia con un battello da Chioggia a Pellestrina, si trasferisce sull'autobus a Pellestrina, si sposta sul ferry boat nell'attraversare la bocca di porto di Malamocco.
Hugo Pratt per arrivare nella sua casa di Malamocco era solito prendere la linee di navigazione Actv da Venezia fino al Lido e quindi salire su un'autovettura taxi per il tratto dal Lido a Malamocco.

Dove mangiare e dove dormire
Trattoria Al Ponte di Borgo, Merceria 27, 30126 Malamocco, +39041 770090. Trattoria da Scarso, piazzale Malamocco 4, 30126 Malamocco, +39041770834
Locanda da Scarso, piazzale Malamocco 4, 30126 Malamocco, +39041770911
B&B Ca' Noemi, Rio Terà Malamocco 32, 30126 Malamocco, +390412420040, www.canoemi.it
Albergo Ca' de Borgo, piazza delle Erbe 8, 30126 Malamocco, +39041770749,

Francesco Cianciotta fotografo
Sociologo, consulente e fotografo, nell'arte dell'immagine Francesco Cianciotta privilegia una ricerca artistica in progress basata sull'osservazione della realtà circostante il percorso esistenziale legato al suo ruolo professionale: in questo ambito ha prodotto lavori quali “A journey apart” (raccolto in “Un Viaggio a parte”, Ed. Motta 2009), “Concrete Pause” e “Impermanent Rooms”. Cianciotta espone dal 1995 in Italia e all'estero con personali e collettive; i suoi lavori fanno parte di collezioni pubbliche e private italiane ed estere.

Lele Vianello pittore
Raffaele (Lele) Vianello (Venezia, 7 settembre 1951) è un fumettista, illustratore e umorista italiano. Allievo e braccio destro di Hugo Pratt, dalla morte del maestro (1995) ha arricchito lo stile personale con diverse pubblicazioni e mostre, come i libri scritti e disegnati insieme con un altro allievo di Pratt, Guido Fuga. Tra le molte esposizioni di Vianello, la mostra Mari del Sud organizzata dal Comune di Otranto al castello aragonese (ancora in corso).

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