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Tra Palladio e Van Gogh: sfida tra titani a Vicenza

TESORI IN PROVINCIA

Tra Palladio e Van Gogh: sfida tra titani a Vicenza

  • – di Sara Magro

Di nuovo Van Gogh, si potrebbe pensare. Al pittore olandese sono state dedicate decine di mostre ed eventi che non sembrano però, essere mai abbastanza, visto la fascinazione che continua ad esercitare. Ecco perché questo mese in Italia, oltre all’omaggio filmico sotto forma di lungometraggio d'animazione Loving Vincent nelle sale il 16, il 17 e il 18 ottobre, viene inaugurata il 7 la mostra “Van Gogh. Tra il grano e il cielo”.

L’esposizione che si tiene nella Basilica Palladiana di Vicenza è stata ideata da Marco Goldin che ha indagato sulla vita dell'artista e sui suoi 10 anni di produzione artistica, riunendo in un unico spazio 43 opere, 86 disegni, le lettere più significative, un documentario, uno spettacolo teatrale.

«Ho lavorato sulla vita di Vincent Van Gogh, partendo dalla corrispondenza con il fratello Theo, soffermandomi in particolare sul periodo tra il 1880 e l'85, e cioè gli anni della sua formazione, per studiare come si sono evoluti la sua pittura e il suo animo. È un viaggio nella vita del pittore e dell'uomo, ma è anche una mostra che definirei sontuosa per numero e qualità delle opere». Nell'idea iniziale Goldin voleva sostituire le didascalie introduttive alle sale con brevi filmati, realizzati nei luoghi di Van Gogh: «Abbiamo girato nella regione belga del Borinage, a Etten, l'Aia, nella provincia del Drenthe, a Nuenen, Parigi, Arles, Saint-Rémy. Abbiamo filmato i campi di grano a luglio, e siamo stati a Auvers-sur-Oise, dove il 29 luglio 1890 è morto. Insomma, abbiamo raccolto talmente tanto materiale che sarebbe stato un peccato sintetizzarlo in pochi minuti. Invece abbiamo montato un documentario sulla sua vita, che si vede alla fine della mostra».

La mostra di Vicenza oltre alle opere, contiene anche un plastico di 20 metri quadrati che rappresenta, in modo poetico e non didascalico, la Maison de Santé di Saint-Paul-de-Mausole ideato da Goldin: «Avevo fatto una cosa simile con il laghetto delle ninfee di Monet nel 2004 ed era stato un successo. Stavolta, abbiamo ricostruito il manicomio, dove Van Gogh è stato ricoverato per un anno dal maggio 1889: i chiostri, i giardini, i campi che Vincent vedeva dalla sua finestra. Intorno sono appese le foto d'epoca con scorci su luoghi solitamente invisibili, e la lettera di dimissioni. Attraverso questi documenti i visitatori si addentrano nel periodo più sofferente del pittore, che coincide tra l'altro con la sua produzione artistica migliore».

La mostra è multimediale, ma non virtuale, sottolinea l'ideatore: «Siamo in presenza di 129 opere, attraverso le quali abbiamo ricostruito un racconto della vita di Van Gogh. Inoltre abbiamo ripubblicato l'epistolario scegliendo 60 lettere nelle quali scrive dei dipinti esposti, più 40 che esprimono invece la sua poetica (“Lettere a Theo”, edizioni Linea d'Ombra). Le lettere sono fondamentali per capirne l'opera, ne sono il fil rouge. La mostra è un diario sulla sua attività artistica, molto intensa ma breve: dopotutto è durata solo 10 anni».

Vicenza e Palladio
La mostra è l'occasione per visitare Vicenza, di cui spesso, ingiustamente, ci si dimentica come meta di viaggio, e seppur timida ha grandi tesori da condividere. Ed è lo stesso Goldin a suggerire come scoprirla. «Innanzitutto la mostra è ospitata nella Basilica Palladiana, un monumento tutelato dall'Unesco, con un'aula unica di 1200 mq e un'altezza di 35 metri al centro che sembra la carena di una nave rovesciata. Tutto intorno ha dei loggiati meravigliosi e sopra c'è una piacevolissima terrazza con bar. Situata in piazza dei Signori, il salotto della città, è uno degli esempi più fulgidi dell'architettura rinascimentale».

Infatti Vicenza è la città di Andrea Palladio, con alcuni dei suoi capolavori concentrati entro poche centinaia di metri dalla mostra, fa notare Goldin: «Partiamo dal Teatro Olimpico, che oltre a essere il luogo più visitato della città, è anche il più straordinario teatro coperto del mondo. Nei paraggi c'è anche Palazzo Chiericati, con il museo civico, e la chiesa di Santa Corona: è un monumento incredibile, perché al di là degli affreschi nelle cappelle e del crocifisso trecentesco, c'è la splendida pala con il Battesimo di Cristo firmato da Giovanni Bellini».

Mangiare e dormire bene sono cose che le città venete in generale offrono generosamente. Per il curatore: «Uno dei migliori ristoranti è il Coq di Lorenzo Cogo, nuovo e unico stellato di Vicenza, e si trova proprio davanti alla mostra, nella stessa piazza. Per dormire invece un buon indirizzo è l'Hotel Palladio». Basta però uscire un po' dalla città, a Bagnolo di Lonigo di per trovare un posto nuovo (ha aperto lo scorso aprile) e di charme garantito: si chiama la Barchessa di Villa Pisani, ha 15 camere ricavate negli ex magazzini della tenuta e una osteria di cucina raffinata curata dallo che Vincenzo di Grande. La villa invece, perfettamente conservata, è considerata il capolavoro giovanile di Andrea Palladio. Per concludere in bellezza.

Per info su mostra: Tra il grano e il cielo

Per info sul film: Nexodigital, Loving Vincent

Per info sulla città: Vicenzae.org

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