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#foodporn: destinazione Langhe. I resort al “profumo di…

LECCORNIE IN COLLINA

#foodporn: destinazione Langhe. I resort al “profumo di tartufo”

(Marka)
(Marka)

I trifolao e i loro straordinari cani sono già a caccia dal 21 settembre, da quando cioè è consentita la raccolta del Tuber Magnatum Pico, e continueranno a cercarlo nei boschi e nelle tartufaie fino al 31 gennaio, ultima data per la cavatura.

Per tutti però, l'inizio ufficiale della stagione coincide con le otto settimane della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco ad Alba, quest'anno l'87a, inaugurata il 7 ottobre. E seppur il territorio delle Langhe non sia l'unico e nemmeno il maggior produttore italiano, Alba ne è, fuor di dubbio, la capitale non solo a livello nazionale ma mondiale. È lì che si svolge infatti la più lunga e antica fiera, dal 1929 per l'esattezza; è lì che si concentrano le più alte professionalità; ed è lì che si ritrovano intenditori e appassionati per apprezzarlo nella sua massima espressione. «All'inaugurazione di quest'ultima edizione, c'erano due vietnamiti venuti appositamente da Hanoi», racconta Isabella Gianicolo del Centro Studi Nazionale del Tartufo. «Oggi il tartufo bianco si mangia ovunque, eppure c'è chi arriva dall'altro capo del mondo per partecipare alla sua celebrazione, aspettandosi di vivere un'esperienza unica. E Alba è il posto ideale, al centro di un distretto gastronomico che amplifica le potenzialità del tartufo grazie a una tradizione ormai quasi secolare di esperti che lo sanno cavare, trattare, trasformare, cucinare in modo straordinario». Fino al 26 novembre, la cittadina piemontese è infatti il crocevia d'obbligo per chi ama il pregiato fungo ipogeo, e si trasforma in un teatro di un intrattenimento che alterna i momenti gourmet alla cultura e all'arte, e la fiera è un'occasione per un fine settimana di bellezza e bontà in più di un senso. Innanzitutto per il tartufo, che qui è numerato e sottoposto a un rigido controllo qualità; poi per la scenografia delle colline vinicole delle Langhe, che insieme a quelle di Roero e Monferrato fanno parte del Patrimonio Unesco dal 2014.

Il ritrovo è nel Cortile della Maddalena, un antico chiostro benedettino, dove il sabato e la domenica c'è il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco. Qui più che in qualunque altro luogo, il tartufo si affronta a tu per tu, da vicino: si guarda, si annusa, si valuta (anche il prezzo, al momento circa 450 € all'hg), si impara a farne l'analisi sensoriale con i tecnici del Centro Nazionale Studi Tartufo (iscrizioni online sul sito della fiera), ad abbinarlo ai vini, a usarlo creativamente in cucina durante gli show dal vivo dei grandi chef del territorio, uno dei più stellati d'Italia con 21 ristoranti premiati da Michelin per un totale di 24 stelle comprese le tre di Piazza Duomo ad Alba e le due dell'Antica Corona Reale a Cervere.

Gli incontri
Tanta ricchezza si deve a persone di talento, ma anche a imprenditori e artigiani infaticabili e a una natura generosa, ai cui prodotti sono dedicati i “Salotti dei gusti e dei profumi” che dal 28 ottobre iniziano in piazza Risorgimento, nel centro di Alba. A rotazione si parla (ma non solo) di nocciole Piemonte, di pere Madernassa del Roero, del pan ed Langa fatto con grani antichi, della salsiccia di Bra, ma anche in generale di cioccolato, grappe, formaggi Dop. Oltre alle passeggiate istruttive tra mercato e salotti, tutti possono visitare la video installazione “Holding the Milk “di Marina Abramovic nel Coro della Maddalena (fino al 12 novembre), o ascoltare Ian Mc Ewan che il 13 ottobre ritira il premio della Fondazione Bottari Lattes.

Le serate gourmet
Invece, vanno prenotate prima possibile sul sito della fiera, le serate gourmet di beneficienza intitolate “The Ultimate Truffle Dinner”: il 25 ottobre al Guido Ristorante, dove Ugo Alciati abbina il tartufo con kobe, foie gras e Barolo, e il 20 novembre al “21.9”, dove lo chef Flavio Costa lo propone con ostriche, caviale e champagne. Evento clou è l'asta al Castello di Grinzane il 12 novembre, dove viene battuto anche il pezzo forte dell'anno, con la partecipazione simultanea delle piazze di Dubai e Hong Kong.

Dove dormire
A ottobre e novembre le Langhe sono l'altissima stagione, i posti a tavola e negli hotel scarseggiano, e i prezzi sono in aumento esponenziale. Ma non è il caso di scoraggiarsi, perché quell'ovunque offre uno spiraglio di ottimismo concreto, diventando anche un'occasione per scoprire il territorio, con i consigli dell'ente del turismo e prenotando camere e ristoranti con l'associazione Tartufo e vino. Una volta visitata la fiera, l'ideale è trovare uno dei bei relais tra le colline nei dintorni, per sedersi a un tavolo, seguire una degustazione magistrale, poi salire una rampa di scale al massimo per riposare. Tra i classici intramontabili e i piccoli meno noti, ne abbiamo scelti alcuni dove la combinazione è particolarmente riuscita.

Il Boscareto Resort & Spa: su un promontorio tra le colline, un castello contemporaneo con l'alta cucina di Pasquale Laera, allievo modello di Cannavacciuolo. Protagonista della degustazione è ovviamente il tartufo bianco abbinato in modo tradizionale e non. Il soggiorno comprende anche una lezione e una simulazione di ricerca con il trifolao e il suo cane.

Relais & Chateaux San Maurizio 1619: camere a cinque stelle e menu firmato dallo chef Giampiero Vento al Truffle Bistrot.

Villa d'Amelia: un casa di campagna elegante con 37 camere e un ristorante panoramico dove Chef Damiano Nigro abbina il tartufo ai piatti della tradizione – ravioli del plin, cocotte di uovo al Parmigiano e battuta di Fassona – e ai piatti di sua creazione - crema di cachi e formaggio di pecora o crema di blu di capra, cioccolato bianco, tuorlo cotto nel brodo di patate tostate. L'albergo fa parte degli Small Luxury Hotels, collezione di piccole strutture raffinate.

Locanda del Pilone: sulla cima di una collina, poche camere e un ristorante prestigioso dove chef Federico Gallo propone un menu di cinque portate, tutte perfettamente sposabili con una grattugiata di tartufo bianco.

Tenuta Carretta: in un'antica cascina, cantina da 480 mila bottiglie, albergo di charme e ristorante.

21.9, candidato a entrare nei grandi classici della zona. Il 20 novembre ospita l'“Ultimate truffle dinner”, evento di beneficienza organizzato dalla Fiera del Tartufo Bianco d'Alba, con abbinamento a ostriche e champagne (20 novembre, prenotazione obbligatoria sul sito della fiera). Negli altri giorni, il tartufo accompagna i menu degustazione di Flavio Costa.

La Madernassa Resort
: camere charme, cucina con influenze nordiche di chef Michelangelo Mammoliti che raccoglie e per le sue pietanze usa radici, fiori, germogli, erbe selvatiche.

Rocca Civalieri: un vecchio cascinale trasformato in relais accogliente, con ristorante, centro benessere e un territorio pieno di tesori da scoprire, tra degustazioni di grandi vini, visite ai borghi e attività all'aperto.

E gli altri indirizzi di hotel con ristorante (e menu al tartufo bianco in stagione)

Palas Cerequio, Réva, Arborina Relais, Castello di Guarene, Agriturismo Marcarini, Casa Nicolini, Villa Tiboldi, Locanda San Giorgio,Hotel Villa Beccaris, Le case della Saracca, Fontanafredda, quest’ultimo ospita il Ristorante Guido, dove si svolge la serata “Ultimate Truffle Dinner” il 25 ottobre.

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