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Ritorno al futuro: a Milano la mostra sull’umana avventura…

A HUMAN ADVENTURE

Ritorno al futuro: a Milano la mostra sull’umana avventura nello Spazio

  • – di Leopoldo Benacchio

Se non fosse “A human adventure” il titolo della mostra (visitabile fino al 4 marzo) sui primi 60 anni di avventure astronautiche potrebbe essere tranquillamente “Ritorno al futuro”. In 1500 metri, allo Spazio Ventura a Milano a pochi passi dalla stazione Lambrate, si può ripercorrere comodamente l'ultima delle grandi avventure umane: conquistare lo Spazio. La mostra riporta soprattutto materiale americano, ma paga un giusto tributo alla superiorità iniziale Sovietica, che nel 1957 lancio il primo satellite artificiale, il mitico Sputnik.

Modulo di comando dell'Apollo (Photo courtesyofJohnNurminenEvents B.V.)

Visitare la mostra, per chi ha vissuto quell'epoca, sarà come ripercorrere i momenti di emozione e sbigottimento in cui si vedeva, anche con timore in Occidente data la supremazia dell'Urss, avverarsi il sogno millenario dell'uomo: solcare lo spazio oltre la terra. Per i più giovani, abituati agli smartphone con schermo tattile e una potenza di calcolo 1000 volte superiore a quella usata per tracciare la rotta delle missioni lunari Apollo, la mostra potrà far capire come il “futuro di una volta” avesse già, in forma per loro goffa, molte delle innovazioni con cui oggi normalmente conviviamo.

Bellissimo iniziare la mostra percorrendo una copia fedele della passerella con cui gli astronauti entravano nella capsula Apollo che li avrebbe portati sulla Luna. Da attraversare lentamente, soffermandosi a cercare di indovinare lo stato d'animo di quegli uomini, sospesi a 100 metri di altezza, mentre entravano nella sommità del più grande e potente razzo mai costruito. Si incontrano poi, quasi come l'ouverture di un'opera, i primi film di fantascienza spaziale: l'impareggiabile “La Luna” di Meliès, 1909, e “Una donna sulla Luna” del grande Fritz Lang, 1929. Poi ancora i primi sognatori e i grandi scienziati che, carta e penna, descrissero negli anni '30 con le loro equazioni come si sarebbe andati nello spazio. Nomi difficili e sconosciuti, ma le brevi biografie ci fanno capire quanto dobbiamo essere riconoscenti a quelle strane facce novecentesche. Da lì in avanti non c'è un pezzo che non sia interessante, dalla replica fedele dello Sputnik, alla misera cartella da lavoro di plastica di Yuri Gagaryn, il primo uomo che girò attorno alla Terra su un mezzo spaziale. Cose diversissime, dal cibo per astronauti, ottimo storione in scatola per i sovietici e pessimi liofilizzati per gli americani, che però avevano anche “ortaggi all'italiana”, al modello in scala 1:10 del possente Saturn V cui abbiamo accennato.

Casco per astronauti della missione Gemini (Photo courtesy of John Nurminen Events B.V)

Una chicca la capsula di comando delle missioni Apollo, accessibile dall'esterno al visitatore, come dire che attraverso il finestrino si può guardare un pezzo di storia unico. Ma sono centinaia i pezzi esposti, e tutti meritano un momento di osservazione e ammirazione, anche i resti bruciacchiati di una V-2, sviluppata da Herbert von Braun, che fu senz'altro l'uomo che ci portò sulla Luna, ma anche l'ingegnere nazista che costruì quei primi razzi balistici che seminarono terrore e distruzione a Londra nella seconda guerra mondiale. Bellissima la sequenza delle tute spaziali Nasa, da quelle dell'epoca delle prime navette Mercury, con cui volò Alan Shepard il primo americano, a quelle più recenti: in pochi metri si capisce l'evoluzione di questi complessi indumenti tecnologici, fondamentali per la sopravvivenza. Divertente il letto verticale per dormire in orbita e interessantissima la cabina di pilotaggio, grandezza naturale dello Space Shuttle. Si finisce con un meteorite lunare, piuttosto grande, un foglio di pietra che è caduto da 300.000 chilometri sopra la nostra testa, quasi l'avesse riportato indietro dalla Luna Astolfo, assieme alla ragione ritrovata del povero Orlando, impazzito d'amore per Angelica.

Nello spazio ci sono da sempre i nostri sogni più belli e tutto il metallo presente in mostra, apparentemente freddo e muto, incredibilmente non fa altro che ricordarcelo. Biglietti e visite per tutti i generi di visitatori, singoli, famiglie, gruppi e scuole.

Info su: Ahumanadventure.it

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