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Piccolo dizionario per capire il Dia de Muertos

TRADIZIONI IN MESSICO

Piccolo dizionario per capire il Dia de Muertos

  • – di Evelina Marchesini

1)Patrimonio dell'Umanità
La festa del Dia de muertos (#diademuertos) è stata proclamata Patrimonio culturale dell'umanità dall'Unesco nel 2008. Per info: www.visitmexico.com/day-of-the-dead

2)Calaveras
Sono i teschi, che compaiono in tutte le forme, colori, dimensioni e varianti. Ben lontane dall'essere macabre, le calaveras in realtà simbolizzano la vita. Si usano anche per prendersi un po' gioco di un evento che resta avvolto nel mistero, la morte appunto. Non offendetevi se un messicano vi dona un teschio con il vostro nome inciso: non vuole augurarvi niente di brutto, anzi è un portafortuna.

3)Catrina
La Catrina è un vero e proprio simbolo del Messico. E' uno scheletro di donna, originariamente creato da Josè Guadalupe Posada, di Aguascalientes, poi vestito dal famoso muralista Diego Rivera, marito di Frida Kahlo. Viene proposto in una moltitudine di varianti, con ricchi vestiti e ornamenti.

4)Cempasùchil
I fiori arancioni che colorano piazze, città, vie durante la settimana di Vida y Muerte. Non possono mancare negli altari familiari in onore dei defunti. Nella tradizione messicana questo fiore viene utilizzato per guidare le anime verso il ritorno a casa.

5)Come fare un altare dei morti
L'altare è un must nelle case dei messicani durante le celebrazioni dei defunti e la famiglia vi si dedica con particolare dedizione. Esiste un complesso codice di regole da rispettare, affinchè i familiari defunti possano unirsi, nel Dia de muertos, con la propria famiglia. Innanzitutto non può mancare la fotografia di ciascuno dei propri cari da ricordare: senza di essa, i morti non possono passare il “ponte” per unirsi ai vivi. Poi il cibo, bisogna esporre i piatti che più piacevano a chi non c'è più e, sempre, il dolce tipico delle feste, il Pan de Muertos. Le candele, che devono restare accese perlomeno tutta la notte dei Morti. I Cempasùchil, ossia i fiori arancioni di questa festività. Le “calaveritas de azucar”, i teschi di zucchero decorati, da esporre in gran quantità, simbolo di vita e non di morte. Il “papel picado”, rettangoli di carta finemente ritagliati, alla cui creazione, in vari colori, si dedica tutta la famiglia. Non possono poi mancare almeno un bicchiere d'acqua, per dissetare il defunto, e il sale, simbolo di protezione.

6)La morte si mangia
Per tutte le festività si mangia il Pan de Muertos, un dolce soffice e cosparso di zucchero, la cui forma assomiglia alle ossa del classico teschio. Altri cibi tipici di queste festività sono le Calaveras de azucar o cioccolato, l'arroz dulce, la zucca e il camote.

7)Il Dia de muertos non è Halloween
Molti confondono le due tradizioni, che invece sono molto lontane tra loro. Halloween è una festa nordamericana, caratterizzata da travestimenti inerenti il terrore e il macabro e dai bambini che vanno casa per casa a chiedere i dolcetti. Il Dia de muertos è una celebrazione che arriva dalle popolazioni pre-ispaniche, più familiare che pubblica. E' il momento in cui si ricordano e si onorano i propri familiari defunti, che nella notte tra l'1 e il 2 novembre passano il “ponte” dall'Aldilà per unirsi alle proprie famiglie, ma solo se vengono ricordati e la loro foto esposta sull'altare familiare. I morti vivono finchè sono ricordati dai vivi. Rappresenta l'importanza dei legami e dell'eredità familiare.

8)Il calendario delle Tradiciones de Vida y Muerte
In Messico le celebrazioni cominciano dal 25-28 ottobre e terminano il 2-3 novembre. In particolare, il 28 ottobre i familiari e gli amici onorano coloro che sono morti in un incidente o per cause improvvise o violente. Il 29 ottobre le famiglie ricordano i cari morti per annegamento. Il 30 ottobre è dedicato al benvenuto e al ricordo di tutte le anime solitarie o dimenticate, che non hanno una famiglia che le ricordi, tra cui gli orfani, i carcerati, chi non ha lasciato discendenti. Il 31 ottobre il popolo messicano onora coloro che non sono mai nati o che sono morti prima del battesimo. Il 1° novembre è dedicato ai bimbi defunti, che vengono chiamati “piccoli angeli”. Tra il 1° e il 2 novembre e per tutto il giorno, le famiglie danno il benvenuto di ritorno sulla terra ai propri cari defunti.

9)Dove in Messico
Le tradizioni di Vida y Muerte appartengono a tutto il Messico, ma vi sono alcune regioni in cui queste festività sono particolarmente celebrate anche in pubblico, con eventi, sfilate, usanze specifiche. Eccole: Città del Messico, Aguascalientes, Chiapas, Guanajuato, Oaxaca, Queretaro, Quintana Roo. 10)

10)Sul grande schermo
“Coco”, il film di Lee Unkrich (Toy Story 3 e Nemo, i film più noti) e di Adrian Molina, prodotto da Pixar e distribuito da Walt Disney, è un vero omaggio al Messico e alle tradizioni di Vida y Muerte. In Messico è uscito nelle sale proprio in occasione delle celebrazioni dei defunti, in Italia uscirà il 25 dicembre.

DOVE DORMIRE
A Città del Messico Hotel Fiesta Americana Reforma, Paseo de la Reforma. Strategicamente ubicato, nella zona più sicura di Città del Messico, chiedete l'affaccio su Paseo de la Reforma. Le colazioni tolgono il fiato.
Downtown Mexico un boutique hotel in un edificio del XVII secolo con architettura industriale, nel centro storico. Per chi preferisce la storia e le piccole dimensioni.
Aguascalientes
Hotel Gran Alameda 48 suites in un edificio storico, prima casa privata, in Avenida Alameda. Per gli amanti delle atmosfere d'altri tempi e del lusso personalizzato. Hotel Fiesta Americana Aguascalientes, vicino alla Plaza de Toros, dove si svolge la Feria di San Marcos. L'edificio è molto bello, gym completa e moderna collegata alla piscina. Colazioni abbondanti.

DOVE MANGIARE
Città del Messico Terrazza Mutem (Museo del tequila e Mezcal). Plaza Garibaldi. Degustazione guidata di tequila e mezcal accompagnati dai Mariachis. Sonora Grill, Paseo de la Reforma. Carne dal nord del Messico alla brace, piatti tipici messicani rivisitati. Meglio prenotare. Corazon de Maguey, Coyoacan. Da non perdere per gli interni. Piatti messicani, mezcaleria.
Dulce Patria, Polanco. Il “must” del lusso unito all'alta cucina. Da non perdere il cocktail “La dama en negro” con ghiaccio al carbone. Prenotare.
Tacos y mezcal tour, quattro taquerias e una mezcaleria in quattro quartieri diversi della città. Per chi vuole una full immersion di tacos. Minimo 4 persone. Aguascalientes La Saturnina eccellente, economico, edificio di Refugio Reyes Riva. Da provare i “chiles Aguascalientes”. San Josè de Gracia El Mirador. Spingersi fino al burrone per la vista del canyon. Calvillo Quinta Los Granados. Vasto menu sul fil rouge della guayaba in un'atmosfera di relax e giardini. Chiedere di Roberto, il proprietario.

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