Viaggi24

Alla scoperta del Carnevale: le tappe del divertimento da Locarno ad…

DIVERTIRE DIVERTENDOSI

Alla scoperta del Carnevale: le tappe del divertimento da Locarno ad Acireale

Acireale Credit Enrico Coco
Acireale Credit Enrico Coco

Se a Venezia c'è il trionfo di maschere e feste, alcuni piccoli centri proprio in occasione del Carnevale tornano a vivere con il ballo, la musica e le sfilate dei carri. Da Nord a Sud dell'Italia (e non solo) ecco 10 luoghi dove le manifestazioni in maschera valgono una sosta. Insomma, preparate il travestimento e partite.

1) Da Bellinzona a Locarno c'è Carnevale in musica
Nel Ticino Bellinzona diventa una monarchia ai servigi del grande Re Rabadan! Infatti, a partire dalla sera dell'8 febbraio, quando gli verranno consegnate le chiavi, inizieranno i festeggiamenti carnevalizi che culmineranno con il “Grande Corteo Mascherato”, al quale parteciperanno duemila comparse, che animano ogni anno la sfilata umoristica di musiche, carri e bande. La tradizione vuole che la nascita del carnevale bellinzonese risalga al 1862, mentre nel 1874 appare il nome Rabadan. Questo termine, in dialetto, ha doppio significato. Indica baccano, fracasso ma anche un uomo mal ridotto dalle privazioni. Sembra che la parola derivi dal termine mussulmano Ramadan, appreso dai piemontesi durante le crociate. Non lontano a Locarno il 9 febbraio c'è la Stranociada cioè la notte dove non si chiude occhio. La tradizione vuole che il tutto abbia inizio di venerdì, con la consegna delle chiavi della città, seguita dai concerti delle “Guggen”, le bande locali. All'una di notte avviene la premiazione con ricchi premi e la sfilata di tutti i partecipanti in piazza San Antonio. Le molteplici tendine, sparse qua e là in Città Vecchia, invitano ad una sosta rigenerante tra specialità locali e altre leccornie. Il sabato, invece, tutti in piazza San Antonio per gustare il risotto con luganighe.

2) A Ivrea per la battaglie delle arance
Da domenica 11 a martedì 13 febbraio a Ivrea ci si da appuntamento per la celebre Battaglia delle Arance dove si rievoca un episodio di liberazione dalla tirannide: un barone (storicamente riconosciuto nel Marchese di Monferrato) che affamava la città venne scacciato grazie alla ribellione di Violetta, la figlia di un mugnaio che non volle sottostare allo ius primae noctis e che, uccidendolo, accese la rivolta popolare. La sfida con le arance rievoca proprio questa rivolta: il popolo è rappresentato da squadre di aranceri a piedi che combattono – sprovvisti di qualsiasi protezione – contro i soldati del tiranno posti su carri trainati da cavalli che indossano protezioni e maschere che ricordano le antiche armature. La battaglia vive su regole cavalleresche non scritte condivise da tutti i partecipanti, che garantiscono l'incolumità generale (a parte qualche inevitabile occhio nero), e mantengono il confronto sul livello di una vera e propria sfida “sportiva” nella quale alla fine chi è più bravo (e tira più arance con maggior intensità) vince. Il duello tra i tiratori a piedi e sul carro che spesso assume una forma di sfida individuale, pur nella moltitudine è tanto più aspro quanto più è stretto il rapporto tra chi lo ingaggia: tirare più forte possibile è un segno di rispetto verso un conoscente, per onorare insieme la battaglia. Ma alla fine una stretta di mano sancisce la ritrovata amicizia. Per chi non lo sapesse quello di Ivrea è il più antico Carnevale d'Italia. Alla Battaglia partecipano oltre 6000 tiratori a piedi suddivisi in 9 squadre (Picche, Morte, Tuchini, Scacchi, Arduini, Pantere, Diavoli, Mercenari, Credendari) e oltre 50 carri trainati da cavalli (pariglie con a bordo 10 tiratori e tiri a quattro con a bordo 12 tiratori) per un totale di circa 5000 persone coinvolte.

3)Il carnevale di Mat di Bormio
Tutto è pronto a Bormio per la grande festa in piazza del Kuer con il Carnevàl di Mat, un grande evento intriso di folklore alpino. L' appuntamento è per domenica 11 febbraio alle 11 circa. Il cosiddetto “Podestà dei Matti” prenderà simbolicamente il posto del Sindaco di Bormio: una tradizione che affonda le sue radici nell'antica “Funzione dei Matti”, simbolo del sovvertimento del potere del Contado e della lotta ai privilegi delle famiglie patrizie. Non mancherà nemmeno l'Arlecchino che, insieme al Dottore, leggerà pubblicamente i pettegolezzi e le lamentele deposte in forma anonima dai cittadini nel corso dell'anno nell'apposita cassetta collocata nella piazza centrale del paese. E per concludere la festa come tradizione impone, gran finale con il pranzo con la polenta dei poveri, la sfilata delle maschere e la scalata al palo della cuccagna. A sant Antoni abat al salta fora tucc i mat! (a S. Antonio Abate escono tutti i matti): con questo proverbio in Alta Valtellina si rievoca ancora oggi la Funzione dei Matti, antica tradizione un tempo aspettata e vissuta con grande entusiasmo da tutta la popolazione. Nessuna festività religiosa e nessun mercato attiravano a Bormio un numero tale di persone: proprio il 16 gennaio, vigilia di S. Antonio Abate, la gioventù si riuniva per individuare il Podesc'tà di Mat (Podestà dei Matti), principe eletto per burla, che si sarebbe sostituito temporaneamente al Podestà grigione, istituzione reale custode degli Statuti e simbolo della aristocrazia del Contado. La settimana di reggenza del Podestà dei Matti, l'ultima di Carnevale, vedeva sovvertirsi il potere civile del contado con l'abolizione delle gerarchie e i privilegi delle famiglie patrizie. Se la nomina del Podestà era decisa in gennaio, la pubblica investitura avveniva il martedì dell'ultima settimana di Carnevale. Il rituale prevedeva che un lungo corteo carnevalesco, composto da lacchè, musici, la brigata dei matti a cavallo, il Dottore e l'Arlecchino, accompagnasse il Podestà dalla sua abitazione sino alla piazza del Kuerc, l'attuale piazza Cavour. Qui avveniva la nomina, caratterizzata da un discorso – letto dal Dottore e ripetuto ad alta voce dall'Arlecchino – tutto incentrato sui difetti fisici e morali, pubblici e privati dell'eletto. Seguiva la trascrizione degli ordini in suo nome, condita da storielle riguardanti persone e avvenimenti del Contado. In questo modo si rendeva pubblico tutto quanto era avvenuto nel corso dell'anno, sia i fatti noti, sia ciò che volutamente era stato taciuto. La reggenza del podestà iniziava con l'ordine ai suoi fedeli sudditi di vivere i giorni seguenti nel piacere e nel divertimento e il divieto di dedicarsi agli affari e alle cose serie. Dal mercoledì al sabato il Podestà e la sua compagnia, composta dalla gioventù, riscuotevano tasse e raccoglievano doni nelle valli circostanti e a Bormio. Durante i giorni di Carnevale a Bormio è bellissimo vedere i travestimenti dei locali pronti a far festa già dai giorni precedenti la gran festa.

4) Il Carnevale Asburgico di Madonna di Campiglio
Sono le romantiche atmosfere asburgiche quelle che dal 12 al 16 febbraio fanno da contorno a Madonna di Campiglio al Carnevale. Una settimana di spettacoli, sciate in costume storico e fiaccolate a ritmo di valzer. L'abito d'epoca è d'obbligo e venerdì 16 febbraio, nello storico Salone Hofer, per il gran finale: ballo ufficiale, musica dal vivo con orchestra, brindisi con le bollicine e super buffet. Quella del 2018 sarà un'edizione all'insegna del romanticismo, della storia e della cultura, dell'arte e dello spettacolo, ma anche del gusto e dell'italian style. Le vie di Campiglio saranno bardate del vessillo austroungarico, il tempo tornerà indietro di più di un secolo e l'affascinante Sissi riapparirà tra le vie. La “Festa Asburgica” nel Salone Hofer dell'Hotel Des Alpes è in rigoroso costume d'epoca e chi vuole danzerà sulle note dei valzer viennesi ammirando i dipinti realizzati da Gottfried Hofer alla fine del 1800. Il noleggio del costume storico e la partecipazione alla “Festa Asburgica” del venerdì sono acquistabili online oppure presso gli uffici dell'Azienda per il Turismo (0465 447501). La prenotazione è obbligatoria.

5) In Friuli Venezia Giulia per il Carnevale di Sauris
Se ci sposta ad est in Friuli Venezia Giulia si può far tappa a Sauris. In questo piccolo centro della Carnia il Carnevale è veramente singolare. Dura un solo giorno, sabato 10 febbraio 2018. Protagonisti della festa sono il Rölar, una figura diabolica che agita in continuazione i campanelli che porta in vita, e il Kheirar, il re delle maschere. Quest'ultimo chiama casa per casa le coppie - rigorosamente mascherate e irriconoscibili - per farsi accompagnare in un suggestivo corteo danzante. Le maschere per i volti, antiche, sono di legno. La festa culmina fra i boschi con la notte delle lanterne, una passeggiata fino al grande falò conclusivo.

6) A Cento c'e il Carnevale d'Europa
A Cento (Fe) che da tempo si fregia del titolo di Carnevale d'Europa si entra nel gigantismo spettacolare: per ben cinque fine settimana sfilano per la cittadina del Ferrarese numerosi e mastodontici carri mascherati, da cui vengono gettati caramelle, dolciumi, peluche, bambole e gadget di ogni forma e colore. L'evento si conclude con il Tasi, la maschera tipica, che viene data alle fiamme a simboleggiare la fine delle feste. Sfilate da non perdere il 4-11-18-25 febbraio.

7) Ferrara rivive il Carnevale degli Este
A Ferrara torna ai gloriosi fasti del Rinascimento, con il Carnevale degli Este, i duchi che resero grande la città, oggi proclamata Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Dall'8 all'11 febbraio 2018, si potrà vivere un viaggio in maschera nella Ferrara del ‘400 e ‘500: nei bellissimi palazzi antichi, le grandi piazze e le strade del centro storico torneranno dame e cavalieri, nobili e signori, tra eventi culturali, spettacoli, teatro, musica, duelli, feste e banchetti rinascimentali. Una minfestazione unica nel panorama italiano, organizzata dall'ente palio di Ferrara e incentrato quest'anno sul tema dei segni zodiacali, che ricorre nella trama degli affreschi del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia, ideati da Pellegrino Prisciani, filosofo delle arti e astrologo alla corte degli Estensi. A lui sono dedicate, nelle 4 giornate del Carnevale degli Este, diverse conferenze, percorsi di visita animati, laboratori. Tanti gli eventi nel fine settimana nel Castello Estense e nei musei della città, occasione per scoprire storie e arti del Rinascimento ferrarese e poi deliziarsi con i menu a tema arricchiti da intermezzi teatrali di danza, spettacoli di bandiere, armi e fuoco. Nel pomeriggio di sabato 10 febbraio, si potrà partecipare ai suggestivi cortei storici, che dalle varie contrade convergeranno in Piazza Castello, in compagnia del duca Ercole I e di Pellegrino Prisciani, rigorosamente in maschera.

8) A Viareggio la sfilata dei carri veri opere d’arte
Il carnevale di Viareggio non ha certo bisogno di presentazioni: si svolge dal 1873, quando un gruppo di giovani della borghesia locale, con l'intento di protestare contro l'inasprimento della pressione fiscale, organizzarono una sfilata di carri costruiti dalle maestranze del porto. Da allora i carri sono diventati opere d'arte, frutto di mesi di lavoro dei carristi. I grandi corsi mascherati nel 2018 avvengono il 4, 11, 13, 17 febbraio. Quella del 2018 è la 145esima edizione che prevede un intero mese di eventi fra sfilate di giganti di cartapesta, feste notturne, spettacoli pirotecnici, veglioni, rassegne teatrali, appuntamenti gastronomici e grandi eventi sportivi. Oltre 25 ditte artigiane, con più di mille persone a lavoro, sono state impegnate tutto l'anno nella realizzazione dei carri che sfileranno: 9 carri di prima categoria, 5 di seconda 9 mascherate in gruppo, 9 maschere isolate. Alti oltre 20 metri, larghi 12, i colossi di cartapesta sono creati per stupire il pubblico con effetti coreografici straordinari. L'impatto scenografico, la cura nella modellatura e nella colorazione, la musica, il brio dei figuranti a bordo, uniti alla spettacolarità dei movimenti, che sfidano le leggi della fisica, rendono i carri dei veri teatri viaggianti, unici al mondo. Il gran finale è in programma sabato 17 febbraio con il corso mascherato notturno di chiusura, che inizierà alle ore 17:00 e terminerà con la proclamazione dei verdetti delle giurie e lo straordinario spettacolo pirotecnico conclusivo.

9) A Putignano maschere carri e abbuffata
Spostandosi al Sud un altro carnevale antichissimo (nasce nel 1394) e certamente uno dei più spettacolari è quello di Putignano in provincia di Bari. Anche qui è prevista una sfilata di carri allegorici che nulla hanno da invidiare a quelli della più nota Viareggio. Tra i protagonisti anche la Farinella, maschera tradizionale e al tempo stesso piatto locale (una minestra di orzo e ceci). Una curiosità: il funerale del carnevale si svolge il martedì grasso e segna la fine dei festeggiamenti. Un maiale di cartapesta viene bruciato. E poi ci si abbuffa per l'ultima volta. Le sfilate dei carri ci saranno domenica 4 febbraio, domenica 11 febbraio alle ore 15.30, martedì 13 febbraio alle ore 19.00.m

10) Ad Acireale per il carnevale più bello della Sicilia
Il carnevale che si celebra alle porte di Catania ad Acireale è veramente unico. Le maestose opere di cartapesta realizzate dai maestri artigiani durante i giorni del Carnevale accolgono migliaia di turisti che arrivano nell'isola dalla più grande porta d'ingresso della costa orientale: l'aeroporto di Catania. Sette gigantesche caricature dei leader mondiali – quelli che hanno preso parte al G7 taorminese – fanno sorridere chi è appena atterrato, ricordando che la popolare festa delle maschere è vicina e anticipandone le atmosfere satiriche. Anche questo carnevale ha origini antichissime. Sei i carri allegorico-grotteschi che quest'anno si mostreranno in tutta la loro imponenza nella tradizionale parata tra le vie della città, accompagnati da 11 maschere isolate e 21 carri in miniatura. La Fondazione del Carnevale di Acireale inaugurerà il ricco programma di iniziative questo week end ma la festa che proseguirà fino al 13 febbraio. Grande festa l’11 febbraio quando i carri allegorici inizieranno a esibirsi già al mattino, esposti in Piazza Duomo e Piazza Indirizzo. In Piazza Garibaldi invece ci sarà l'orchestra in attesa della parata che inizierà alle 15.00. Da non perdere lunedì 12 febbraio la “Giornata dei Fiori”, per un “Carnevale vintage” che ricorda le macchine infiorate degli anni ‘60. L'edizione 2018 si concluderà con la lunga maratona del divertimento del “Martedì Grasso”.

© Riproduzione riservata