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Caos alle Maldive, le istruzioni della Farnesina

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Caos alle Maldive, le istruzioni della Farnesina

Le Maldive sono nel caos dopo la dichiarazione dello stato d'emergenzaper 15 giorni.

Molti Paesi, come la Cina (principale bacino di turisti per le Maldive), gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, sconsigliano di recarsi nel paradiso dell’Oceano Indiano, in questo periodo meta ideale per chi è a caccia di acque cristalline, tranquillità e temperature tropicali. Anche la Farnesina attraverso il sito Viaggiaresicuri.it ha attivato un’allerta specificando però che i rischi reali sono al momento solo nella capitale. Malé, infatti non è meta turistica e i viaggiatori arrivano in aeroporto, sull'isola di Hulhule per poi spostarsi sugli atolli e nei resort.

Nel comunicato si raccomanda comunque di evitare luoghi di raduno, di mantenere un alto livello di allerta e l'isola di Maafushi dove si trova un carcere che è stato teatro di manifestazioni: “Il Paese condivide con il resto del mondo la crescente esposizione al rischio del terrorismo internazionale. Un certo numero di foreign fighters maldiviani ha fatto rientro in patria dai teatri bellici all'estero. Nel novembre 2017 le autorità maldiviane hanno confermato di aver effettuato una serie di arresti di soggetti collegati a reti terroristiche. L'acuirsi della situazione di instabilità politica che di recente sta interessando il Paese potrebbe sfociare in nuove manifestazioni di protesta nella capitale Malé. Il 5 febbraio 2018 è stato proclamato lo stato di emergenza che introduce un coprifuoco (e quindi un divieto di circolazione nelle ore notturne) nella capitale. A chi si trovi già in città, si raccomanda di evitare luoghi di raduno (anche pacifici) e di mantenere un alto livello di allerta. In ogni caso, e considerando che l'aeroporto internazionale si trova sull'isola di Hulhule, separata dalla Capitale, e che i trasferimenti da e per l'aeroporto verso le isole di destinazione turistica non comportano alcuna sosta sull'isola di Malé, si sconsigliano i viaggi non strettamente necessari verso la capitale. Parimenti, nella corrente fase di volatilità, si suggerisce particolare cautela ove si decida di soggiornare in una delle Guest Houses nell'isola di Maafushi, ove ha sede un penitenziario di alta sorveglianza in prossimità del quale vi sono state manifestazioni”.

Anche Nardo Filippetti, il presidente di Astoi Confindustria Viaggi che riunisce oltre il 90% dei tour operator italiani conferma che la situazione è sotto controllo: “Le vacanze dei turisti presenti nei resort, ubicati negli atolli distanti dalla capitale, proseguono normalmente, così come sono regolari le prossime partenze per le Maldive”. “Da lungo tempo le Maldive - spiega Filippetti- sono interessate da una crisi politica che si è recentemente inasprita, portando alla dichiarazione dello stato di emergenza nella capitale dell'isola, Malé. L'Unità di Crisi della Farnesina, con la quale siamo in costante contatto ha precisato che l'aeroporto internazionale che si trova sull'isola di Hulhule, separata dalla capitale, non è interessato dall'alert e che i trasferimenti da e per l'aeroporto verso le isole di destinazione turistica non comportano alcuna sosta sull'isola di Malé. Le Maldive sono una meta che, a partire dallo scorso novembre ha fatto registrare una crescita pari ad oltre il 15%, trend che si conferma anche per i primi mesi del 2018. I dati parlano di circa 90.000 italiani nel 2017 e di circa 7.500 italiani da gennaio ad oggi”.

In caso di necessità ecco i numeri di telefono da tenere in agenda:
Consolato Onorario a Malé (tel.: 009603342071; reperibilità: 00960 7786773; e-mail male.onorario@esteri.it .).

Ambasciata d'Italia in Colombo, (tel.: 0094112588388, 0094112508418; reperibilità: 0094777488688; mail: ambasciata.colombo@esteri.it )

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