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Vivian Maier, in mostra a Bologna gli scatti della donna invisibile e…

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Vivian Maier, in mostra a Bologna gli scatti della donna invisibile e artista a sua insaputa

Dal 3 marzo al 27 maggio, Palazzo Pallavicini a Bologna espone il lavoro di Vivian Maier nella mostra “La fotografa ritrovata” a cura di Anne Morin di DiChroma Photography. Nelle sale sono esposti 120 scatti dell’artista a sua insaputa, di cui la maggior parte in bianco e nero, affiancate da una piccola sezione degli anni '60 a colori.

Ma chi è Vivian Maier? Nata a (New York il 1º febbraio 1926 e morta a Chicago, 21 aprile 2009) la Maier è stata fino al 2007 una signora con la passione della fotografia che di mestiere faceva la baby sitter.

La scoperta delle sue opere avviene per caso grazie a John Maloof, un giovane figlio di un rigattiere che, volendo fare una ricerca sulla città di Chicago, decise di comprare in blocco per 380 dollari, ad un'asta, il contenuto di un garage, espropriato ad una donna che aveva smesso di pagare l’affitto. Qui Maloof trovò una cassa contenente centinaia di negativi e rullini ancora da sviluppare che pubblicò sulla piattaforma di condivisione Flickr.

Il successo fu istantaneo e la curiosità della Rete spinse il giovane a indagare su quella donna con tanto talento che aveva lavorato per tutta la vita come bambinaia ma che, durante le giornate libere, era solita scattare foto della vita quotidiana con le sue Rolleiflex e Leica IIIc a New York, Chicago e Los Angeles.

La maggior parte delle foto di Vivian Maier sono “street photos” ante litteram e dunque Maier può essere considerata una antesignana di questo genere fotografico. L’artista per diletto fu anche maestra di selfie, autoritratti, caratterizzati dal fatto che non guardava mai direttamente verso l'obiettivo, utilizzando spesso specchi o vetrine di negozi come superfici riflettenti.

Maloof ha poi svolto una grande attività di divulgazione della sua opera fotografica, organizzando mostre, libri e documentari.

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